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2 maggio 2005
Il 10% degli errori in corsia imputabile ai farmaci

L'analisi del Clinical Risk Management Society

I farmaci causano 10% degli errori in corsia. Emerge dall'analisi dei dati raccolti nel primo database italiano messo a punto dalla Clinical risk management society, presentati oggi a Roma durante la consensus conference sul RiskManagement. Carrelli informatizzati, cartellini con codici a barre per i pazienti, cartella clinica informatizzata. Sono tutte proposte che potrebbero abbattere il rischio clinico con un investimento minimo. La safety medication, ovvero la sicurezza nella gestione del farmaco, è uno dei temi più dibattuti oggi nella Sanità italiana, una novità importante perché fino a oggi gli unici elementi disponibili erano proiezioni di dati americani. "Il database - spiega Quirino Piacevoli, presidente della Clinical risk management society - si basa sulle segnalazioni anonime degli operatori sanitari di 10 centri campione distribuite sul territorio nazionale e raccolte dagli anni '90 a oggi. Sono stati segnalati oltre 50mila eventi avversi (52.613) di cui 4.672 imputabili alla cattiva gestione dei farmaci. Sette su dieci di questi errori (il 68%) sono imputabili a inefficienza del servizio e a cause organizzative". Gli eventi avversi sono principalmente errori di dosaggio (27%), scambio di sostanze (22%), farmaci non disponibili (16%) e orari di somministrazione non rispettati. Per questo motivo Altis formazione, società di formazione medico sanitaria specializzata nel risk management, assieme all'azienda farmaceutica Takeda, ha organizzato, nel marzo 2005, una serie di incontri di formazione che doveva concludersi con la realizzazione di una scheda di sicurezza del farmaco, utile per i farmaci cosiddetti a rischio. "Una bozza ora è pronta - spiega Miceli Sopo, responsabile S.C di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia della Asl Rm B di Roma - il passo successivo consiste nell'integrare la parte di analisi con il lavoro di un programmatore informatico, che renda la scheda operativa. La nostra speranza è quella di poter utilizzare il programma Cito-Sifo che è già in uso in oncologia e costituirebbe la migliore base di partenza". Una scheda del farmaco costituisce però solo la prima di una serie di riforme che gli esperti riuniti nel convegno sulla safety medication hanno in mente per concretizzare strutture sanitarie più efficienti e soprattutto più sicure. Mettere a punto una scheda di sicurezza del farmaco a tappe forzate richiederebbe ad esempio un investimento ragionevole, almeno nei centri già dotati di sistemi informatici. E per fare la differenza ci vuole poco. Basti pensare ai sistemi di distribuzione del farmaco all'interno dei reparti. Adottarne uno sicuro, che si avvalga dei cinturini di riconoscimento per il paziente o il carrello informatizzato, permetterebbe di abbattere i costi del 60-70 per cento. Inoltre diventerebbe possibile abbattere il monte ore degli infermieri speso per scopi non assistenziali.

 
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