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3 maggio 2005
Un diario per aiutare chi è obeso a rimettersi in forma

Il primo strumento pratico per aiutare chi rischia la salute

Un diario personale per i grandi obesi, il primo strumento pratico per aiutare chi rischia la salute e non ha più una vita vera, sarà distribuito dagli specialisti. Dietologi, psicologi, endocrinologi, anestesisti, chirurghi, fisiatri, cardiologi, diabetologi, pneumologi e dietisti di 23 centri pubblici o convenzionati, distribuiti su tutto il territorio nazionale e specializzati nel trattamento dell'obesità, seguiranno in team i cittadini affetti da gravi forme di questa malattia. Il grave obeso, come uno studente alle prese con una materia nuova, dovrà, quindi, compilare il 'diario' e prendere coscienza della sua malattia. Poi verrà visitato dagli specialisti che individueranno la terapia migliore, tra cui, eventualmente, l'intervento chirurgico. Infine, controllato e seguito come un alunno dai suoi professori, dovrà impegnarsi nel percorso di cura prima e dopo l'eventuale operazione. Basta, quindi, hanno rimarcato gli specialisti, con i maghi, i centri estetici e cure fai da te. Se le diete non sono servite e la qualità della vita continua a peggiorare, per avere un supporto concreto e immediato è necessario rivolgersi a un ospedale. Per l'esercito di oltre mezzo milione di grandi obesi, di cui l'80% donne, questa è l'unica possibilità per iniziare un percorso che può portare alla guarigione e alla riduzione dei rischi di gravi complicanze. Due grandi obesi su tre, infatti, sono ipertesi, uno su due soffre di dislipidemia, l'aumento cioè di una o più componenti lipidiche del sangue (colesterolo e/o trigliceridi), e uno su tre ha il diabete, e molti hanno anche disturbi cardiovascolari, osteoartriti, apnee notturne e irregolarità mestruali. Le persone che soffrono di grave obesità sono private di una vita sociale normale: escono pochissimo, in genere non hanno amici né relazioni, hanno grandi difficoltà a muoversi e naturalmente a vestirsi. Trascorrono in genere la giornata in casa, davanti alla televisione e al computer. "Il Diario alimentare è un'iniziativa storica: per la prima volta tutti i cittadini che hanno bisogno immediato di aiuto concreto trovano una risposta. Una volta compilato il diario, dopo una settimana, potranno infatti rivolgersi direttamente, ciascuno nella propria Regione, a un centro specializzato dotato di team multidisciplinare in grado di formulare diagnosi precise e di individuare per ciascuno il miglior percorso di cura". Lo ha detto Nicola Scopinaro, presidente della Sicob (Società italiana di chirurgia dell'obesità), ordinario all'Università di Genova e direttore della divisione di Chirurgia generale dell'ospedale San Martino del capoluogo ligure, presentando a Milano l'iniziativa promossa dalla società scientifica che presiede, in collaborazione con Unamsi, Unione nazionale medico scientifica d'nformazione. "Prima ancora di iniziare un percorso di cura - ha aggiunto l'esperto - il diario alimentare serve al cittadino grande obeso per prendere coscienza delle proprie reali abitudini alimentari e della gravità della propria malattia. È come andare a scuola, dato che il cittadino, compilando il diario, fa i compiti a casa per una settimana e poi, soprattutto, viene controllato, stimolato e corretto dai professori, in questo caso i medici specialisti degli ospedalì. Poi fondamentale è rivolgersi a una struttura pubblica specializzata". Una volta che il cittadino ha provato senza successo diete e pillole e corre gravi rischi per la sua salute, l'unica cosa che può fare è rivolgersi a un centro dotato di un team multidisciplinare. Il filo diretto con il team inizia con una visita preliminare con il dietologo e il chirurgo. Ha sottolineato Umberto Parini, direttore Scuola speciale Acoi, Associazione chirurghi ospedalieri italiani, di chirurgia dell'obesità, e direttore di Chirurgia generale dell'ospedale regionale di Aosta. "Poi prosegue con un ricovero di alcuni giorni (tre o quattro) in cui il cittadino incontra, uno a uno, tutti gli specialisti e dopo l'eventuale intervento, il paziente incontra il chirurgo plastico, il fisiatra e il dietista ed è sempre sostenuto dallo psicologo. Il team, infine, si riunisce periodicamente, circa ogni due settimane, per valutare progressi e problemi dei singoli pazienti e redigere, quindi, quasi una sorta di pagella".

 
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