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10 maggio 2005
Medicine troppo care

Si infiamma il dibattito dopo la presa di posizione del Ministro Storace

Medicine troppo care, questo almeno secondo il Codacons che ha annunciato di aver presentato oggi un esposto in 102 Procure della Repubblica proprio per l'elevato costo dei farmaci in Italia, i cui prezzi risulterebbero assai maggiori rispetto al resto d'Europa. Nell'esposto del Codacons si sottolineano alcune "assurde e ingiustificate" differenze di prezzo di farmaci identici: "il Daflon in Italia costa 14 euro, contro i 7 della Francia, l'Aspirina costa 3,95 euro mentre a Parigi la si compra con 2,91 euro, il latte in polvere in Italia costa fra i 36 e i 45 euro, mentre nel resto dell'Europa è venduto a prezzi che oscillano fra i 15 e i 20 euro, una confezione di compresse di Tachipirina da noi costa 4,50 euro, in Francia 2,75, per il vaccino antinfluenzale Vaxi-grip il prezzo italiano è 11,90, quello francese 6,28, la crema Pevaryl 3,54 euro il prezzo per i francesi, circa 8 euro qui in Italia". "La causa di tali indiscriminati ed ingiusti aumenti dei prezzi delle medicine - afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi - starebbe nel cartello che le case farmaceutiche avrebbero messo in piedi, e sul quale indaga adesso anche l'Autorità  Antitrust. Speculazioni che inevitabilmente si ripercuotono sui prezzi aggravando la spesa sanitaria dei cittadini italiani". Per questo il Codacons ha chiesto oggi, con un esposto a 102 Procure della Repubblica, di aprire delle indagini accertando i fatti e per valutare se sussitano i reati come quello di aggiotaggio o altri che siano ravvisabili. L'associazione ha rivolto poi un appello anche al ministro della Salute Francesco Storace perchè avvii una indagine conoscitiva sul prezzo dei farmaci in Italia, che affianchi l'inchiesta dell'Antitrust, indagine estesa anche all'Agenzia del farmaco per le eventuali responsabilità  connesse alla determinazioni dei prezzi dei medicinali. "Se oggi c' è un prezzo unico stabilito dall' azienda, domani ci potrà essere un prezzo massimo, che permetterà al farmacista di fare sconti". Lo ha detto il ministro alla Salute, Francesco Storace, sull' ipotesi di liberalizzazione dei prezzi dei farmaci di fascia C. "Quando parliamo di differenza tra prezzo unico e massimo - ha spiegato ieri Storace a margine di un convegno a Catania - ci riferiamo a condizioni di mercato che porteranno all'abbassamento dei costi". "Noi - ha aggiunto il ministro - stiamo lavorando affinché il cittadino, quando va in farmacia, possa risparmiare sul costo delle medicine, perché il 30% del prezzo è mediamente a carico dei cittadini. Anche se il dato è inferiore rispetto ai Paesi europei - ha sottolineato Storace - occorre intervenire per un segnale importante che serve anche a recuperare il potere di acquisto, che è uno degli obiettivi che si è dato il nuovo Governo". La proposta di Storace non ha mancato di suscitare reazioni. Per la Federazione dei titolari di farmacie, Federfarma, molto difficilmente porterà benefici. "Esperimenti del genere in Sanità rischiano di creare più confusione" ha osservato il presidente della Federfarma, Giorgio Siri. Il modello al quale guarda la federazione è l'Austria, "dove il prezzo amministrato permette di ottenere prezzi molto più bassi rispetto a quelli che ci sono in Italia". Ma è anche vero, ha detto il segretario nazionale della Federfarma, Franco Caprino, che "sono cari alcuni prezzi dei prodotti di automedicazione nella fascia C". Tuttavia, ha aggiunto, per cambiare le cose "la proposta di Storace non serve", perché "non si può affidare ai pochi centesimi di riduzione del prezzo che potrebbe fare una farmacia" e alla fine "i cittadini rischiano di non accorgersi di nulla". Per il presidente della Farmindustria, Federico Nazzari, il problema della liberalizzazione dei prezzi dei farmaci "appartiene alle scelte del ministro e alle categorie interessate". L'industria farmaceutica, ha aggiunto, chiede che "venga conservato uno spazio di libertà", che "in Italia riguarda la fascia C" del prontuario, a carico dei cittadini. Secondo il presidente delle aziende produttrici di farmaci si potrebbe invece intervenire nella fase di aggiornamento annuale del prezzo dei farmaci in fascia C. "Ogni anno - ha detto - si parla di aumenti e scoppiano puntualmente le polemiche. Si potrebbe, discutendone con il ministro, trovare un sistema per evitare gli eccessi". Favorevole alla proposta di Storace è invece l'associazione di consumatori Codacons. "La proposta di Storace può determinare un contenimento dei prezzi dei medicinali, che nel nostro Paese costano molto di più che nel resto d'Europa e che incidono pesantemente sui bilanci delle famiglie" ha osservato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. "È necessario però - ha aggiunto - evitare come contropartita per le industrie farmaceutiche l'inserimento di farmaci inutili in fascia A". Per la Federconsumatori, infine, sono almeno tre le vie per ottenere prezzi più bassi per i farmaci: agire sul versante dei farmaci generici, "ancora oggi troppo boicottato dal sistema produttivo", accelerare il processo di produzione e distribuzione delle confezioni monodose per evitare sprechi, e in terzo luogo il Governo deve contrattare con le aziende farmaceutiche "la determinazione dei prezzi su tutti i farmaci avendo chiaro il riferimento dei prezzi medi europei".
 
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