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13 maggio 2005
Martini (Aifa): in Italia copertura farmaci gratuiti più ampia d'Europa

I medicinali dispensati dal SSN sono sufficienti per garantire la cura di tutte le patologie più gravi e croniche

In Italia la copertura di farmaci gratuiti è la più ampia d'Europa. E i medicinali dispensati dal Servizio sanitario nazionale, in fascia A, sono sufficienti per garantire la cura di tutte le patologie più gravi e croniche. Lo sottolinea Nello Martini, direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), intervenuto a un incontro dedicato al lavoro dell'Agenzia, in corso al Forum Pa di Roma, precisando però che i cittadini, nonostante i numerì positivi, non hanno la percezione della solidarietà del sistema.

"In Italia - spiega Martini - la copertura gratuita rappresenta il 70,3% della spesa complessiva per farmaci. Un dato che non si riscontra in nessun altro Paese europeo. Altre nazioni, tra l'altro, chiedono una compartecipazione ai
cittadini. A Parigi fanno pagare il 40% del prezzo dei farmaci, e a Helsinki il cittadino paga il 50% della terapia". Di questi vantaggi però, lamenta Martini, "il cittadino non ha la percezione, e non certo per colpa sua". Secondo il direttore dell'Aifa, è fondamentale "lavorare per far sentire agli italiani la presenza di questo sistema solidaristico. Ma anche fare apprezzare l'entità del servizio che viene offerto, soprattutto per le patologie gravi e croniche".

Gli industriali del farmaco rivendicano, dati alla mano, il loro ruolo determinante nel garantire ai cittadini più farmaci gratuiti. Secondo le cifre, fornite nell'incontro di oggi da Farmindustria, infatti, nel 2004 la spesa farmaceutica pubblica in Italia è stata tra le più basse d'Europa: 11,98 miliardi di euro contro 20,35 della Germania, 18,88 in Francia e 15,49 nel Regno Unito. E anche per i valori pro-capite, la spesa pubblica italiana (207 euro circa) è decisamente più bassa rispetto a quella inglese (260), a quella tedesca (247) e a quella francese (315).

E anche l'incidenza sulla spesa sanitaria pubblica sul Pil risulta inferiore a questi tre Paesi. Simile invece, in media, l'andamento della spesa. Considerando i primi tre mesi del 2004, in Italia rispetto al 2003 la spesa farmaceutica pubblica è aumentata dell'8%, in Spagna del 7,65%, in Francia del 6,4%, nel Regno Unito del 9,13%. "Gli italiani - spiega Emilio Stefanelli, vicepresidente di Farmindustria - possono contare su una grande disponibilità di farmaci gratuiti anche grazie, oltre che ai risultati ottenuti dall'amministrazione, ai prezzi bassi praticati dall'industria nel nostro Paese. Infatti pur spendendo meno degli altri abbiamo di più: è la dimostrazione che il nostro prezzo è il più basso".

Martini sottolinea poi la necessità di collaborazione con l'industria del farmaco. Secondo il direttore generale dell'Aifa, infatti, il grande impegno del Ssn nel garantire la gratuità dei farmaci, oltre a rispondere alla sua principale missione che è la tutela della salute dei cittadini, ha anche un valore importante per l'economia del Paese. "Non esiste un mercato senza Ssn - spiega Martini - e, in questo caso, garantire il paziente significa anche garantire un mercato". E all'industria chiede, a fronte dei molti sforzi fatti per dare alle aziende condizioni di lavorare con condizioni normative, procedurali e strutturali, adeguate, un maggior impegno perché l'Italia non sia considerata dalle aziende solo mercato ma anche sede per avviare "processi di ricerca e sviluppo del farmaco a partire dalla fase I di sperimentazione". È necessario invertire il trend. "Ormai - ricorda - risale a 30 anni fa l'ultimo farmaco completamente italiano".

Il direttore dell'Aifa ha anche ricordato che i dati sulla spesa farmaceutica di quest'anno sono positivi. E le proiezioni dei primi tre mesi, con un decremento del 5,5%, fanno ben sperare nella possibilità di arrivare, alla fine dell'anno, a rispettare il tetto di spesa "se le condizioni rimarranno quelle attuali". Una precisazione che rischia di deludere le aspettative degli industriali che a giugno speravano di dire a addio alla compartecipazione alla spesa attraverso lo sconto del 6,8% sui medicinali, richiesto alle aziende. Gli industriali, infatti, dovevano raggiungere la cifra di 495 milioni di euro, totale a loro carico per il ripiano sullo sfondamento del tetto. "Questa cifra si raggiungerà a giugno - ha concluso Stefanelli - e se non ci saranno altri problemi l'industria dovrebbe ripristinare i suoi prezzi".

 
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