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1 giugno 2005
La testimonianza di Romeo Salvi

Le precisazioni in merito alla rapina di ieri sera

Come molti già sapranno, visti gli articoli pubblicati oggi su tutti quotidiani locali, ieri sera ho sùbito una rapina a mano armata mentre ero di turno in farmacia.
Questa mi mancava!
Affermo subito che sono molto contento per come è andata a finire: non mi vergogno di dire che per alcuni interminabili secondi ho avuto veramente paura.Ho sempre detestato le armi, detesto la violenza in tutte le sue forme, e non mi piacciono gli spettacoli che scimmiottano le scene ad azione poliziesca, e, quindi, non li seguo. Quando però mi sono trovato di fronte un energumeno con un berrettaccio nero calato sulla fronte, un fazzoletto di un improbabile colore rosa fucsia che gli copriva la faccia e la pistola puntata verso di me, ho pensato alla scena di un film o ad uno scherzo di cattivo gusto. Mi sono poi accorto che i due giovani clienti in fondo alla farmacia fuggivano spaventati e il soggetto grinfiava in maniera maldestra i pochi euro che erano in cassa. Immediatamente dopo, deluso e arrabbiato, mi chiedeva urlando l’incasso totale altrimenti mi avrebbe fatto saltare il cervello: in quel momento ho capito che era una cosa seria, molto, molto seria. Inizialmente ho supplicato di non farmi del male e ho pensato ai miei affetti. Quando però lui ha continuato con una sequela di minacce violente, sgangherate e offensive, mi è scattato un qualcosa che valeva a difesa della mia dignità di uomo e del mio dovere professionale: facevo ed ero orgoglioso di fare il servizio di turno notturno nell’unica farmacia aperta al pubblico della città di Pesaro. 
E ho fatto una cosa che tutti sconsigliano di fare: ho reagito!
Con una forza inaspettata, tanto da quasi lussarmi una spalla, ho intrapreso una violenta colluttazione durante la quale gli ho afferrato la mano che teneva la pistola e, mentre il rapinatore tentava in tutti i modi di divincolarsi, danneggiando apparecchiature e trascinando la lotta fino a venti metri fuori dalla farmacia, gli ho fatto cadere l’arma, che solo dopo aver sparato un colpo si è scoperto essere un giocattolo. E’ stato tutto così allucinante e rapido, che le persone affacciate ai balconi e presenti in strada stentavano a capire cosa stava succedendo ed unicamente il colpo improvviso, assimilabile allo scoppio di un petardo, ha scatenato la reazione di pronto intervento da parte di alcuni, in particolare di un giovane che ha inseguito il "disperato" recuperando la refurtiva. Rendendomi conto che stavano accorrendo tante persone che avevano assistito alla scena e invocando soccorso a gran voce, ho capito che l’incubo era finito.
Adesso che posso raccontare l’avventura che mi ha lasciato ematomi, escoriazioni e un forte dolore alla spalla (il Pronto Soccorso mi ha refertato diversi giorni di prognosi), oltre ad una profonda ferita morale, ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini. Ho potuto anche apprezzare l’intervento delle forze di polizia, guidate dal dottor Zeloni e dall’ Ispettore Badioli, i quali mi hanno prontamente assistito.
Le considerazioni personali di questa vicenda rimangono nella mia intimità.
Il mio racconto, vuol essere invece una testimonianza di quello che mi è capitato durante le mie mansioni professionali ed una risposta a tutti gli attacchi, che da più parti ed in varie forme, vengono fatte alla professione del farmacista, cercando di banalizzarne il ruolo.
Mi sono già arrivati innumerevoli attestati di solidarietà che mi stanno commuovendo. Non mi aspettavo, cosa che effettivamente ancora non sta avvenendo, nulla dalle istituzioni pubbliche che, anche in questa drammatica circostanza o non capiscono o fanno finta di non capire senza accorgersi, nonostante le continue sollecitazioni, che sta avvenendo qualcosa che rischia di essere irreversibile: emergenze simili alla microcriminalità e alla tossicodipendenza devono essere affrontate dall’intera sistema e non solo da chi è in prima linea.
Noi, come Ordine dei Farmacisti, abbiamo sempre dato la nostra disponibilità ad aprire un approfondito dibattito sulle varie tematiche che influenzano la socialità e, comunque, a freddo, con più calma, come rappresentante istituzionale di una intera categoria, sarò ancora più esplicito.
In questo momento, però, ho solo bisogno di riposare e una gran voglia di scomparire

 
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