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28 giugno 2005
Farmaci: una media di 28 confezioni a testa ogni anno secondo il rapporto Osmed

I medicinali non mancano nelle case degli italiani

I farmaci non mancano nelle case degli italiani. Lo scorso anno, in media, ogni cittadino ha usato 28 confezioni di medicinali, di cui 16 a carico del Servizio sanitario nazionale e 12 acquistate di tasca propria. Sette italiani su dieci hanno avuto, sempre nel corso del 2004, almeno una prescrizione farmaceutica e sono le donne ad aver avuto in media più ricette. Le spese e il consumo di pasticche e flaconi, poi, aumentano notevolmente con l'avanzare dell'età: un over 75 ha una spesa 11 volte superiore a quella di una persona tra 25 e 34 anni. Gli ultrasessantacinquenni coprono il 60% della spesa e delle dosi consumate nel nostro Paese. Ma anche il sesso influisce sull'uso dei medicinali: nella fascia di età i 15 e i 44 anni sono infatti le donne a consumare più farmaci, mentre nelle fasce di età più avanzate sono gli uomini a usarne di più.

Sono alcuni dati della mappa sul consumo dei farmaci nella popolazione italiana, disegnata dall'Istituto superiore di Sanità (Iss), dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dal Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria (Ceveas), nel rapporto nazionale redatto dall'Osservatorio sull'impiego dei medicinali (Osmed). I numeri sono stati presentati oggi all'Iss nel corso del workshop "Analisi della prescrizione farmaceutica in Italia".

Per Antonio Addis, dirigente dell'Agenzia nazionale del farmaco "nel rapporto Osmed 2004 all'interno dell'Osservatorio sono finalmente entrate le popolazioni. Oltre all'analisi di tutte le prescrizioni, infatti, abbiamo 7 milioni di dati anagrafici e le diagnosi di oltre 500 medici. Così l'obiettivo iniziale di correlare problemi di Sanità alle prescrizioni farmaceutiche ora è possibile: l'Osservatorio è diventato capace di focalizzare, meglio, i problemi". In base ai dati, il consumo risulta più elevato negli anziani e nei bambini: circa 7 bimbi su 10 sotto i 5 anni ricevono una prescrizione nel corso dell'anno, soprattutto di antimicrobici. In generale, poi, nel 2004, le dosi di farmaco prescritte a carico del Ssn, si legge nel rapporto, sono state 784 ogni mille abitanti, con un aumento del 35% rispetto al 2000. Più gettonato l'acido acetilsalicilico (aspirina) utilizzato come antiaggregante piastrinico, che si conferma la sostanza di maggior utilizzo per numero di dosi, con 29 DDD (Dosi definite die, ovvero la dose di mantenimento in un adulto) ogni mille abitanti. Anche l'amlodipina, il ramipril e la nitroglicerina, sostanze per la cura dell'ipertensione, fanno registrare consumi superiori alle 20 DDD ogni mille abitanti.

I farmaci del sistema cardiovascolare assorbono da soli circa la metà delle dosi prescritte, con un aumento di oltre il 10% rispetto al 2003 e del 140% rispetto al 2000. I farmaci del sistema gastrointestinale si attestano al secondo posto a livello di consumi e rappresentano oltre l'11% delle dosi. Rispetto al 2003 sono aumentati i consumi di farmaci per l'apparato respiratorio e quelli del sistema nervoso centrale. In aumento le prescrizioni delle statine e degli omega 3, indicati nella terapia anticolesterolo, come pure quella dei farmaci per la prevenzione dell'osteoporosi (bifosfonati) e degli analgesici oppiacei utilizzati nella terapia del dolore.

Il rapporto rileva inoltre che la spesa farmaceutica a carico del Ssn rappresenta il 14,6% della spesa sanitaria complessiva pubblica. Per quanto riguarda, invece, la sola spesa farmaceutica, il Ssn copre oltre il 70% di quella territoriale complessiva. La spesa farmaceutica pubblica e privata ha raggiunto nel 2004 i 19.185 milioni di euro con un aumento del 5,5% rispetto al 2003 e un diverso trend tra la spesa pubblica (+9%) e quella privata (-2,6 per cento). L'incremento della spesa pubblica è legata quasi interamente all'aumento delle quantità prescritte (+9,8%) e in misura minore allo spostamento della prescrizione verso farmaci più costosi (+0,6%), mentre i prezzi sono diminuiti dell'1 per cento.

Inoltre, la spesa per farmaci con brevetto scaduto (i cosiddetti generici) ha rappresentato nel 2004 il 10,1% del mercato dei prodotti rimborsati dal Ssn (rispetto al 9,8% del 2003), in aumento rispetto al 2003 sia in termini di dosi prescritte che di spesa (in larga misura attribuibile alla scadenza brevettuale di alcuni importanti principi attivi). Dal punto di vista geografico, infine, la prescrizione dei farmaci è maggiore nel centro-sud rispetto al nord, e mostra una consistente variabilità tra le Regioni con un range compreso tra le 947 DDD del Lazio e le 659 del Trentino Alto Adige. Forte è anche la variabilità regionale in termini di costo medio delle dosi prescritte.

 
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