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4 ottobre 2005
Vaccinazione Antinfluenzale

"Estenderla non solo alle categorie tradizionalmente a rischio"

Estendere la vaccinazione antinfluenzale non solo alle categorie tradizionalmente a rischio, ma ad un piu' ampio bacino di popolazione con l'obiettivo di aumentare la copertura generale. E' l'invito ribadito oggi dal direttore del Centro per il controllo delle malattie del ministero della Salute, Donato Greco, e che caratterizza la campagna di vaccinazione di quest'anno, partita lo scorso primo ottobre. ''Non si tratta di un invito alla vaccinazione di massa - ha precisato Greco - ma certamente e' opportuno che la vaccinazione antinfluenzale venga estesa anche a categorie non propriamente a rischio ma di rilevanza sociale in relazione alla possibilita' di diffondere il virus, come ad esempio operatori sanitari, insegnanti e medici''. Una ragione in piu' per vaccinarsi, ha inoltre ribadito l'esperto ministeriale, e' che quest'anno il vaccino contro l'influenza stagionale potrebbe rappresentare anche una prima importante protezione contro l'eventuale rischio di pandemia da influenza aviaria. Quest'anno, per la prima volta, ha annunciato Greco, verranno inoltre vaccinati contro il virus influenzale anche tutti i dipendenti del ministero della Salute. Non solo anziani e bambini. Quest'anno, la campagna di vaccinazione antinfluenzale punta a coinvolgere una ben piu' ampia fetta di popolazione, incluse categorie non propriamente a rischio ma direttamente a contatto col pubblico come medici, insegnanti e dipendenti pubblici. Il ministero della Salute lo ha sottolineato chiaramente dando l'avvio, lo scorso primo ottobre, alla campagna di vaccinazione 2005-2006. Non e' un invito alla vaccinazione di massa, ma l'obiettivo resta comunque quello di innalzare il livello di copertura generale della popolazione portandolo almeno ad un 33% di vaccinati sul totale contro l'attuale 17,8%. Il motivo, ha spiegato il direttore del Centro per il controllo delle malattie del ministero della Salute, Donato Greco, e' duplice: ''Vaccinarsi - ha sottolineato l'esperto ministeriale - significa innanzitutto risparmiarsi una settimana a letto oltre al rischio di spiacevoli complicanze, ma anche proteggersi dall'eventualita' di una co-infezione da virus aviario nell'ipotesi in cui un'eventuale pandemia di influenza aviaria dovesse verificarsi''. Fondamentale dunque, secondo il ministero, e' innalzare il livello di protezione generale della popolazione passando dagli attuali 11-12 milioni di vaccinati l'anno ad almeno 23 milioni. Questo significa estendere la vaccinazione, ad esempio, anche alle categorie che hanno piu' contatti con il pubblico e che rischiano di trasformarsi in potenziali veicoli di infezione. Un obiettivo impegnativo visti i numeri attuali: se in Italia si vaccina il 66% degli over-65, tra i soggetti a rischio prima dei 65 anni e tra i bimbi con patologie si vaccinano, rispettivamente, solo l'11% e l'8%. L'invito ad estendere la vaccinazione e' contenuto nella circolare ministeriale con le raccomandazioni per la stagione 2005-2006 in relazione alla prevenzione e controllo dell'influenza. E l'opportunita' di vaccinarsi, anche in considerazione del rischio pandemia, e' indicata chiaramente: ''Ai fini di una preparazione ottimale per la pandemia influenzale - si legge nella circolare - e' necessario che almeno il 33% della popolazione sia vaccinato in periodo interpandemico; tale livello di copertura, implementando le capacita' produttive di vaccino antinfluenzale, permetterebbe di disporre, in periodo pandemico, di dosi di vaccino sufficienti per l'intera popolazione''. Ed ancora: ''Nella stagione 2005-2006 - sottolinea la circolare - la vaccinazione antinfluenzale assume ulteriore rilievo a causa della recente epidemia di influenza aviaria nell'area estremo-orientale ... la vaccinazione, con i vaccini attualmente disponibili, non solo nei soggetti appartenenti alle categorie a rischio ma anche nella popolazione generale, e' in grado di ridurre la possibilita' di co-circolazione nello stesso individuo''. Quali sono, dunque, le categorie alle quali estendere la vaccinazione? Dieci quelle indicate dal minister soggetti di eta' pari o superiore ai 65 anni; bambini di eta' superiore ai 6 mesi e adulti affetti da patologie come malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, diabete, malattie renali; bambini pretermine e di bassi peso alla nascita, dopo il compimento del sesto mese; donne che saranno nel secondo e terzo trimestre di gravidanza durante la stagione epidemica; individui di qualunque eta' ricoverati presso strutture per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza; familiari di soggetti ad alto rischio. Nell'elenco figurano anche i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (insegnanti, addetti Poste, dipendenti pubblici, forze di Polizia) e personale che, per motivi occupazionali, e' a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (detentori di allevamenti, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori, veterinari). Arriva il freddo e porta con se', immancabilmente, anche malanni e raffreddori, soprattutto tra i piu' piccoli. La colonnina di mercurio si e' infatti improvvisamente abbassata anche in Italia, a partire dalle regioni settentrionali, ma per prevenire influenza e costipazioni, affermano i pediatri, le armi ci son vaccinazioni ma, anche, un corretto stile di vita. Il freddo, ha spiegato il direttore del Dipartimento di pediatria dell'Universita' di Firenze Alberto Vierucci, ''ha l'effetto di abbassare le difese immunitarie del bambino, e questo facilita la sopravvivenza di vari virus come quelli influenzali e parainfluenzali''. E la situazione si aggrava, ha aggiunto, nel caso di piccoli che gia' soffrano di infezioni latenti, come ad esempio le patologie asmatiche. La vita in comunita', poi, fa da amplificatore alla diffusione dei virus: ''In Giappone ad esempio - ha rilevato Vierucci - se il 30% della popolazione scolastica e' affetta da influenza, la scuola viene chiusa''. Ma quali sono, allora, le armi per prevenire le conseguenze del freddo? Innanzitutto le vaccinazioni: ''Oltre al vaccino antinfluenzale - ha spiegato l'esperto - e' fondamentale vaccinare i bambini anche contro il meningococco C, che causa la meningite, e lo pneumococco, che da' polmonite e otiti. Vaccinazioni consigliabili - ha aggiunto - soprattutto per i bambini sotto i due anni che frequentano gli asili nido; con l'abbassamento delle difese immunitarie, infatti, anche il rischio di contrarre queste patologie cresce''. Oltre alle vaccinazioni, pero', fondamentale arma contro i malanni di stagione restano anche i corretti stili di vita: ''Una sana e variata alimentazione, il riposo, cosi' come l'abbigliamento giusto - ha detto il pediatra - possono indubbiamente aiutare''. Tra i consigli, anche quello di evitare l'eccessivo riscaldamento degli ambienti (il troppo caldo secca infatti le mucose che diventano cosi' piu' facilmente aggredibili da parte dei germi) e le convalescenze troppo brevi: ''Meglio che il bambino, dopo un'influenza, rimanga a casa un giorno in piu' recuperando pienamente le sue difese immunitarie, piuttosto che rischiare una probabile ricaduta''. Occhio, infine, allo stress: ''E' importante non sottoporre i bambini a situazioni particolarmente stressanti - ha concluso Vierucci - perche' anche questa e' una condizione che facilita l'insorgenza di varie patologie''.
 
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