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Sanità ultime notizie

9 novembre 2005
Vaccini: il comunicato ufficiale dell'Ordine sulla situazione

Attenzione alle comunicazioni allarmiste dei media

                                                               L'inutile caccia al Vaccino

 E’ di questi giorni il tam tam mediatico che i principali organi di informazione stanno dedicando alla notizia dell’esaurimento delle scorte dei vaccini antinfluenzali dalle farmacie italiane. In pratica, si sta gettando benzina sul fuoco acceso in precedenza, con la conclamata paura della pandemia dell’influenza aviaria (o “dei polli”, che dir si voglia): dopo che nei mesi scorsi è stata instaurata da televisioni e giornali la psicosi legata alle paura di quest’ultima, con la conseguente “confusione” che ha portato alla “caccia” al normale vaccino antinfluenzale da parte dei cittadini (dando origine peraltro ad un vero e proprio fenomeno di “consumismo farmaceutico”: ecco cosa potrebbe quindi succedere con gli OTC al supermercato…), oggi si sta drammaticamente chiudendo il cerchio, creando, sempre tramite gli organi di comunicazione, una nuova psicosi relazionata questa volta all’esaurimento delle scorte dei vaccini nelle farmacie.

Per fare chiarezza, è necessario definire questi punti:

 ·        Il vaccino antinfluenzale non ha nulla a che vedere con l’influenza aviaria;

·        Il vaccino per l’influenza aviaria è al momento in fase di preparazione, a livello mondiale, da parte di alcune multinazionali farmaceutiche ma non sarà disponibile se non fra qualche mese. Molti governi, fra cui quello italiano, per prevenire un’eventuale pandemia, ne hanno già prenotati milioni di dosi destinandovi ingenti risorse economiche;

·        Il vaccino antinfluenzale è stato prodotto a tempo debito dalle aziende che ogni anno lo sintetizzano basandosi sui ceppi individuati; tale produzione, essendo avvenuta in tempi non ancora “sospetti” non ha tenuto conto dell’effetto “psicosi” di cui si parlava e, pertanto, il vaccino è stato realizzato in termini dimensionali parametrati sul passato;

·        Il vaccino antinfluenzale è stato poi distribuito alle farmacie, così come alle strutture pubbliche e agli ambulatori medici, in quantità identica a quella del passato;

·        Oggi, le farmacie, che distribuiscono il vaccino a totale carico del cittadino (in percentuale comunque minima sul totale dell’intera produzione), lo hanno quasi esaurito a causa dell’elevata richiesta dovuta all’effetto “psicosi”, mentre le strutture pubbliche e i medici lo stanno distribuendo alle fasce di popolazione definite come “a rischio”. Ciò significa che chi ha veramente bisogno del vaccino potrà tranquillamente approvvigionarsene attraverso tali canali;

·        Le aziende produttrici di vaccino non ne prepareranno altre dosi, per cui nelle farmacie sarà possibile trovare o scorte o ultime dosi provenienti da canali distributivi “ritardatari”. Prestare attenzione alle notizie televisive che fanno annunci del tipo "in arrivo 30.000 dosi di vaccino nelle farmacie", significa di fatto creare un nuova fonte di ansia dato che, se i numeri sono questi, ogni farmacia non potrà mediamente disporre di più di due confezioni con tutte le possibili problematiche legate alla corsa e all'accapparramento, del tutto inutile dati i presupposti di cui sopra, da parte della popolazione.

 
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