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18 gennaio 2005
Legge anti-fumo: il bilancio dopo la prima settimana

Problemi nei locali notturni

La legge antifumo non ha prodotto difficolta' in bar e ristoranti nella prima settimana di applicazione, al contrario delle discoteche dove gli esercenti lamentano una riduzione delle presenze e problemi con la clientela. E' quanto risulta da un sondaggio organizzato dal centro studi di Fipe-Confcommercio su un campione di oltre 420 aziende italiane. Oltre la meta', esattamente il 54%, di pub e discoteche, ha registrato un andamento dell'attivita' negativo rispetto a quello della settimana precedente, mentre per il rimanente 46,7% il fatturato e' stato uguale (37,5%) o addirittura positivo (8,3%). Il sondaggio dimostra come l'applicazione della legge sia particolarmente faticosa per i locali serali caratterizzati da una diminuzione della clientela (riscontrato dal 69,2% degli intervistati) o dal via-vai continuo dei presenti dentro e fuori dal locale per andare a fumare. La maggior parte dei gestori (78,3%) ha dovuto richiamare la clientela al rispetto della legge: nel 50% dei casi l'invito e' stato accolto positivamente, mentre il 16,7% dei clienti si e' rifiutato di spegnere la sigaretta, preferendo andar via dal locale come suggerito dallo stesso gestore. Nella suddivisione territoriale, i viveurs meno indisciplinati sono stati quelli di Milano, Bologna, Napoli e Torino a dispetto dei toscani e dei veneti piu' ostinati nello spegnere la sigaretta. Alcuni gestori di discoteche a Milano, Torino e Venezia hanno riscontrato cali di fatturato dovuti a un calo delle presenze o a un minor tempo di permanenza all'interno del locale. Anche a livello territoriale dopo una iniziale resistenza da parte del cliente trasgressore non e' stato necessario arrivare a chiamare le forze dell'ordine. Grande clamore ha suscitato la storia del primo barista multato a Savona per mancata denuncia. Massimiliano Marzano, titolare dello Scaletto, e' aderente a Fipe-Confcommercio ed e' gia' stato contattato dalla federazione per l'assistenza legale nella contestazione del verbale della multa. Secondo Edi Sommariva, direttore generale di Fipe-Confcommercio ''la storia di Savona e' la chiara conferma di quanto avevamo previsto. Non ci sentivamo di sostituirci alle forze dell'ordine che sono chiamate ad applicare norme di controllo. E' giusto che loro facciano il loro dovere, rispettando alla lettera le indicazioni. Ma questo non ci fermera' dal ricorrere al Tar contro l'obbligo di denuncia da parte dei gestori. Non bastano le rassicurazioni a voce, se queste non sono seguite da provvedimenti scritti''. Decisamente migliore la situazione nei ristoranti dove per altro la percentuale dei locale Per quanto riguarda il settore dei ristoranti, viene confermata la bassissima percentuale (1%) di locali dove e' prevista la sala fumatori. Secondo gli esercenti il problema maggiore riguardo i costi della sala fumatori non riguarda la sua creazione dello spazio, quanto il suo mantenimento. L'impianto di areazione, infatti, per la potenza richiesta dalle norme di legge fa raffreddare eccessivamente il locale e richiede un riscaldamento molto potente per riportare a temperatura ideale l'ambiente stesso. Secondo l'81,8% dei ristoratori l'andamento dell'attivita' nei giorni di venerdi' e sabato e' stato positivo (40,9%) o uguale (40,9%), mentre per il restante 18,2% il fatturato e' peggiorato. In quest'ultimo caso il motivo della diminuzione della clientela sarebbe legato all'introduzione della legge. Il campione e' stato piu' discorde nell'indicare quanto il miglioramento del fatturato sia imputabile alla legge Sirchia. Secondo un ristoratore su tre (cioe' il 33,3%) il divieto di fumo ha attirato piu' clienti che si sono intrattenuti di piu' o hanno consumato di piu', mentre per il rimanente 66,7% del campione il divieto ha influito poco o per niente sull'aumento di fatturato. A livello territoriale la clientela meno problematica e' stata registrata a Milano (tuttavia con un minor intrattenimento dei clienti) seguita a ruota da quella di Firenze, mentre Roma chiude la classifica dei 'ribelli'. Anche i romani hanno trascorso meno tempo a tavola o non sono proprio andati al ristorante. La percentuale dei controlli risulta ancora fortemente sbilanciata fra pubblici esercizi (dove si concentrano le 'ronde') e i luoghi di lavoro o i circoli privati ancora quasi per nulla soggetti alle incursioni delle forze dell'ordine. Numerose le sanzioni anche per i cartelli di divieto di fumo non contenenti le indicazioni a norma di legge. Nonostante Fipe-Confcommercio abbia messo a disposizione dei suoi iscritti i cartelli corretti, alto e' il numero dei cartelli non a norma acquistati nelle cartolerie.
 
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