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10 gennaio 2006
Legge 'anti-fumo'

Il bilancio del primo anno della sua applicazione

La legge 'anti-fumo', voluta dall'ex ministro della Salute Girolamo Sirchia, compie un anno, e a 12 mesi dell'entrata in vigore del divieto di fumo nei locali al chiuso accessibili ad utenti o al pubblico (compresi i luoghi di lavoro e i locali ricreativi, ad eccezione degli spazi riservati ai fumatori e dotati di impianti per la ventilazione) i primi risultati iniziano a balzare agli occhi. Tre su tutti: mezzo milione di fumatori in meno, un calo dei ricoveri per infarti del miocardio e una importante riduzione nella vendita delle sigarette. Il bilancio di un anno di divieti, che hanno reso 'off-limits' alle 'bionde' i locali pubblici, e' dunque piu' che positiv ne sono convinti gli esperti del ministero del Salute che oggi hanno 'tirato le somme' ad un anno dell'entrata in vigore dele nuove norme. Gli italiani, ha sottolineato il presidente della Lega italiana lotta ai tumori (Lilt), Francesco Schittulli, hanno accettato di buon grado i divieti mostrando un ''alto senso civico''. Risultat le sigarette sono state bandite, senza i problemi e le lamentele temute da parte dei clienti, in bar e ristoranti e il divieto di fumo viene finalmente rispettato su larga scala anche negli ospedali. Presto inoltre, ha ricordato Schittulli, aree 'smoke-free' (ovvero libere dalle sigarette) saranno previste anche negli stadi grazie ad un prossimo accordo con la Figc. Una legge, la '3/2003' sulla tutela della salute dei non fumatori, ha sottolineato il sottosegretario alla Salute Domenico Di Virgilio, che rende l'Italia un esempio imitato da molti altri Paesi: insieme a Norvegia, Irlanda e Malta e', infatti, l'unica nazione ad aver adottato una politica contro il fumo, ma la nostra legge, ha detto il sottosegretario, e' stata gia' presa ad esempio da nazioni come la Spagna. Qualche 'ombra', pero', persiste, e riguarda soprattutto il rispetto del divieto di fumo nei luoghi di lavor l'86,8% degli italiani si dice favorevole al divieto di fumo nei posti di lavoro (erano l'85% nel 2004), ma solo il 69% ritiene che tali divieti vengano rispettati. - MEZZO MILIONE FUMATORI IN MENO AD UN ANNO LEGGE Ad un anno esatto dall'entrata in vigore della legge 'antifumo' sono oltre mezzo milione gli italiani che hanno deciso di dire addio alle 'bionde'. Negli ultimi 15 anni, comunque, il numero dei fumatori in Italia e' costantemente diminuito. Nel 2005 (sulla base dei dati dell'indagine Doxa condotta a marzo-aprile su un campione di 3114 persone) la flessione riguarda entrambi i sessi, in quanto anche le donne, dopo due anni di situazione stazionaria intorno al 22,5% nel 2003-2004, mostrano un calo arrestandosi al 22,1%. Per il 2005, rileva la Doxa, i fumatori costituiscono il 25,6% della popolazione (29,3% degli uomini e 22,1% delle donne), gli ex fumatori sono pari al 18,6% e, rispetto al 2004, i fumatori sono diminuiti dal 26,2% al 25,6%. - ISTAT, 11 MLN FUMATORI SOPRATTUTTO MASCHI E DEL CENTRO ITALIA Un'indagine Istat relativa al periodo dicembre 2004-marzo 2005, su un campione di 60mila famiglie, conferma che sono 11 milioni e 221 mila i fumatori in Italia, pari al 22,3% della popolazione da 14 anni in su. Fedelissimi delle 'bionde' sono soprattutto gli uomini: non rinuncia infatti alla sigaretta il 28,5% dei maschi contro il 16,6% delle femmine. Quanto alla geografia dell'Italia con la sigaretta in mano, la piu' alta percentuale di fumatori si registra nell'Italia centrale (24,3%) e la piu' bassa al Sud (20,9%). - MENO 7% RICOVERI E CALO VENDITA 'BIONDE' DEL 5,7% Dodici mesi di divieti hanno portato anche altri due risultati: nel periodo gennaio-novembre 2005 si e' registrata una riduzione complessiva del 5,7% nella quantita' venduta di sigarette rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; inoltre, i dati preliminari mostrano anche una riduzione del 7% dei ricoveri per infarto acuto del miocardio (Ima) nei primi due mesi del 2005 sulla base di un monitoraggio in quattro regioni (Piemonte, Friuli VG, Lazio e Campania). - DIVIETO NON SCORAGGIA CLIENTI MA PER 12% GESTORI CALO ENTRATE Il bando alle sigarette non scoraggia i clienti: il 9,6% degli italiani afferma di recarsi piu' spesso di prima nei locali pubblici e per la maggioranza (83%) l'abitudine a frequentare questi luoghi non e' cambiata con l'entrata in vigore della legge, anche se solo l'1% dei locali e' dotato di zona fumatori in conformita' alle nuove norme. Dato confermato dai gestori: il 92% tra loro dichiara infatti che la legge e' rispettata e solo il 2% si e' visto opporre un rifiuto alla richiesta di spegnere la sigaretta. Ma se il 57% riferisce di non aver avuto diminuzioni nelle entrate, una minoranza pari al 12% dei gestori denuncia tuttavia ''perdite economiche significative'' dall'entrata in vigore della normativa. - NAS, 6076 ISPEZIONI E SOLO 327 INFRAZIONI In un anno, i Nas hanno effettuato 6076 ispezioni in numerosi luoghi in cui si applica il divieto di fumo ma le infrazioni accertate sono state 'solo' 327 (5,4%): riguardano in maggioranza (3,5%) la mancata esposizione in posizione visibile del cartello di divieto o la presenza di impianti di condizionamento non idonei. Solo l'1,8% delle infrazioni (pari a 112) ha riguardato persone che fumavano dove non consentito.
Una riduzione del 7% dei ricoveri per infarto acuto del miocardio (Ima) nei primi due mesi del 2005 nella popolazione di eta' 40-64 anni. Il risultato, ancora preliminare, si riferisce al monitoraggio su quattro regioni (Piemonte, Friuli VG, Lazio e Campania) ed e' in controtendenza rispetto ad un trend crescente dei ricoveri per gli stessi mesi degli anni 2001-2004. E' uno dei risultati 'frutto' dei primi 12 mesi di applicazione della legge anti-fumo anche se, hanno sottolineato oggi gli esperti del ministero della Salute facendo un primo bilancio degli effetti della normativa ad un anno esatto dalla sua entrata in vigore, questa inversione di tendenza ''rappresenta un segnale positivo ma da interpretare con cautela e approfondire su una popolazione piu' ampia e in un intervallo temporale maggiore''. Meno ricoveri dunque, oltre ad un calo consistente di fumatori pari a oltre mezzo milione e una riduzione del 5,7% nella quantita' venduta di sigarette, sono due dei principali risultati raggiunti in 12 mesi di applicazione della normativa. Risultati confermati anche da un altro dat gli italiani che vogliono smettere di fumare sono in aumento, tanto che nel periodo gennaio-settembre 2005, secondo i dati forniti dall'Agenzia italiana del farmaco Aifa, le vendite di farmaci anti-fumo (e in particolare di prodotti sostitutivi della nicotina) sono quasi raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2004, passando da 475.025 a 911.507 unita' vendute. Inoltre, sulla base dei dati illustrati oggi, il 39% circa dei fumatori ha dichiarato di aver diminuito il numero di sigarette fumate dall'applicazione del divieto di fumo nei locali pubblici, mentre la nuova legge e' stata il fattore decisivo per smettere di fumare per il 7% di chi ha smesso dopo la sua entrata in vigore. La legge anti-fumo sembra aver portato risultati positivi anche nelle corsie ospedaliere, mentre una 'zona d'ombra' continua ad essere rappresentata dalle aziende sanitarie locali. Dalla ricerca sul 'fumo in corsia', condotta da OssFad-Iss in 536 ospedali italiani ed i cui risultati sono stati illustrati oggi, e' infatti risultato che, con l'entrata in vigore della legge, la maggioranza degli intervistati ha giudicato 'buono' il rispetto del divieto, mentre secondo una precedente indagine dell'Iss solo il 49,5% degli ospedali giudicava 'sufficiente' il grado di rispetto del divieto di fumo. Ed ancora: prima dell'entrata in vigore della legge nel gennaio 2005, solo il 71,5% degli ospedali aveva completamente bandito il fumo, nonostante gia' esistesse una legge di divieto. A distanza di qualche mese dalla nuova legge, al contrario, in appena 1 ospedale su 200 e' stata rilevata un'infrazione (complessivamente, le infrazioni contestate sono passate da 57 segnalazioni nel 2004 a 24 nei primi due mesi del 2005). Dati meno incoraggianti arrivano invece dallo studio PASSI promosso dal Centro controllo malattie (Ccm) del ministero della salute, Istituto superiore di sanita' e Regioni: fra le Aziende sanitarie locali, il 17% ha dichiarato che il divieto di fumo non e' sempre rispettato nel luogo di lavoro, mentre il 26% ha dichiarato di non sapere se il divieto viene rispettato.
 
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