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13 gennaio 2006
Farmaci Diuretici

Un paziente su cinque ha livelli bassi di sodio e potassio

Un paziente su cinque trattato con diuretici per ipertensione o malattie cardiovascolari ha livelli pericolosamente bassi di molecole come sodio e potassio e solo uno su tre si e' sottoposto a test per misurare questi parametri importantissimi per la salute. Lo rivela un'indagine pubblicata sul British Journal of Pharmacology che chiede maggiore attenzione alla prescrizione dei diuretici, farmaci certamente importanti per abbassare la pressione, che possono pero' far crollare i livelli di potassio e sodio mettendo i pazienti a rischio di pericolosissime aritmie cardiache, oppure di cali bruschi di pressione che possono dare vertigini e facilitare cadute soprattutto tra le persone anziane. Lo studio, diretto da Ian Hall, presso il Queen's Medical Centre della Nottingham University, ha coinvolto 32 mila individui. La pressione alta, ma anche altri problemi vascolari che mettono l'individuo a rischio di ictus o infarto, trovano spesso un buon rimedio nei diuretici. Questi farmaci, tuttavia, soprattutto se prescritti ad alte dosi, possono provocare un brusco calo di molecole come sodio e potassio, importantissime per regolare la normalita' di una cellula perche' rientrano in una serie di meccanismi biologici di base. Per esempio sodio e potassio sono i mediatori delle correnti elettriche cellulari alla base della comunicazione dei neuroni oppure del battito cardiaco e del suo ritmo. Gli esperti hanno considerato il problema dei rischi e benefici dell'assunzione dei diuretici da parte del paziente e a tale scopo hanno monitorato le concentrazioni nel sangue di sodio e potassio nei pazienti trattati con diuretici. Questa indagine non solo li ha portati ad evidenziare che il 20% dei pazienti in terapia con diuretici ha effettivamente bassi livelli di sodio e potassio, ma anche che quasi il 70% di loro, e con questi i medici che li hanno in cura, non ne e' a conoscenza perche' non si e' sottoposto a esami del sangue per verificarlo. Invece, hanno dichiarato i medici, basterebbe un semplice esame del sangue ripetuto periodicamente per riscontrare una simile carenza e, laddove si 'fiuti' un rischio serio, intervenire o modificando la terapia contro la pressione alta e riducendo la dose di diuretici, oppure ripristinando il corretto livello di sodio e potassio. Questo studio fa luce su un possibile rischio per certi pazienti, hanno sottolineato gli esperti, ma non deve creare allarmismi ne' tanto meno i pazienti in cura con diuretici devono sia pure solo pensare all'idea folle di ridursi la terapia senza prima aver consultato il proprio medico. Gli esperti invitano pero' i dottori a guardare con piu' attenzione ai livelli di sodio e potassio dei propri pazienti in cura con diuretici.
 
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