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31 gennaio 2006
Omeopatia

"Va inserita tra le prioritÓ del programma dell'Unione". Lo richiedono i Verdi

Inserire tra le priorita' del programma dell'Unione anche l'approvazione di una legge quadro per il riconoscimento dell'omeopatia e delle medicine non convenzionali. E' la richiesta avanzata dai Verdi, che sottolineano come siano circa 10 milioni gli italiani che utilizzano l'omeopatia, con un notevole risparmio per il Servizio sanitario nazionale. A fronte di prove di efficacia convalidate da vari studi, l'Italia resta pero' 'fanalino di coda' rispetto all'Europa, non avendo ancora una legislazione in materia: ''E' da anni che si dibatte in Parlamento la necessita' di disciplinare le cosiddette medicine non convenzionali. Chiediamo quindi - ha affermato la deputata Verde Luana Zanella, della comissione Affari sociali, intervenendo all'incontro sull'omeopatia organizzato dalla Federazione dei Verdi e dal Gruppo Verde della Camera dei deputati - che ci sia l'impegno programmatico di una legge quadro, poiche' al momento ci troviamo in una situazione da Far-west non essendoci un riconoscimento ufficiale da parte dello Stato''. A rimarcare la distanza che separa in materia il nostro paese dal resto dell'Europa, anche il responsabile medicine non convenzionali della Federazione dei Verdi, Paolo Galletti: ''I principali paesi europei, come Inghilterra, Francia, Germania, Svezia e Portogallo - ha affermato - gia' da tempo riconoscono ufficialmente l'omeopatia e le principali medicine non convenzionali nel loro ordinamento giuridico e quindi permettono, ad esempio, l'insegnamento universitario e riconoscono un corso di formazione per la figura di medico omeopata''. In alcuni paesi, come in Francia, inoltre, il Ssn rimborsa parzialmente le cure omeopatiche. In Europa esistono insomma le condizioni, ha detto Galletti, ''per una garanzia della qualificazione dei medici e anche a favore dei pazienti. In Italia - ha proseguito - abbiamo invece una situazione grigia: fortunatamente, l'Ordine dei medici ha riconosciuto nel 2002 l'omeopatia e le medicine non convenzionali, ma a livello giuridico non abbiamo una legge quadro e solo alcune regioni hanno inserito nei loro piani sanitari l'omeopatia''. Forte, quindi, il richiamo dei Verdi affinche' ''si porti a termine questo processo a livello delle regioni e si faccia una legge quadro nazionale sul modello europeo''. La legge quadro, hanno spiegato i Verdi, dovrebbe innanzitutto riconoscere la formazione dei medici e l'insegnamento nelle universita', oltre a prevedere delle commissioni per la ricerca pubblica in questo camp ''Nei principali paesi nel mondo e negli Usa - ha rilevato ancora Galletti - esistono farmacopee ufficiali di omeopatia; In Italia, dunque, non stiamo facendo una battaglia 'strana', bensi' una battaglia per essere normali cittadini dell'Europa e del mondo e non piu' fanalino di coda''. Non vanno infine trascurati, hanno ribadito i Verdi, i benefici per il Ssn: ''Esistono studi in Francia, in Inghilterra, e recentemente anche uno effettuato nella regione Toscana, che dimostrano un risparmio significativo per il Sistema sanitario grazie all'utilizzo di medicinali omeopatici, a fronte di un'alta soddisfazione del paziente. Il che significa - ha concluso Galletti - meno esami, meno giorni di malattia e meno medicinali''.
L'omeopatia e' utilizzata in Italia da circa 11 milioni di persone (23%): il dato, confermato da un'indagine Doxa riferita a novembre 2004, indica un 'esercito' in crescita, dal momento che nel 1999 gli 'affezionati' alle medicina omeopatica erano circa 6 milioni. A sottolinearlo, in occasione dell'incontro sull'omeopatia, la Federazione dei Verdi: e l'utilizzo dei medicinali omeopatici rappresenta, hanno rilevato, anche un notevole 'guadagno' per il Servizio sanitario nazionale. La spesa per le cure omeopatiche nel 2004, e' stato sottolineato nel corso dell'incontro, ''in Italia e' stata di circa 300 milioni di euro e l'Italia e' il terzo mercato europeo dopo Francia e Germania. Attraverso l'Iva, il gettito dello Stato e' stato di 12 mln di euro e in termini di Irap il gettito erariale e' stato di 10 mln di euro. Poiche' le cure omeopatiche e le visite presso medici omeopati non gravano sul bilancio dello Stato, il comparto omeopatico fornisce, quindi, un attivo netto a favore dello Stato italiano di 22 milioni di euro''. Quanto all'identikit del 'paziente omeopatico', si tratta in prevalenza di donne tra 35 e 54 anni, con un buon livello culturale e residenti nelle regioni centro-settentrionali. Inoltre, sempre sulla base dei dati Doxa, il 78% di chi utilizza l'omeopatia si dice soddisfatto. Nella legislatura che si sta per concludere, hanno quindi ricordato i Verdi, sono state 22 le proposte di legge presentate sulle medicine non convenzionali. Da queste e' stato tratto un unico testo, ancora all'esame della commissione Affari sociali e, dunque, destinato come nella precedente legislatura a non essere approvato. E' ''evidente - ha sottolineato Daniela Guerra dell'esecutivo nazionale dei Verdi - che le potenti lobby che si oppongono alle medicine non convenzionali hanno operato affinche', ancora una volta, si uscisse con un nulla di fatto condannando questo settore ad un limbo normativo che non aiuta gli operatori e neppure i pazienti''. Eppure i numeri, come ha confermato anche il presidente dell'Associazione dei produttori di medicinali omeopatici (Anipro) Valentino Corradi, indicano un settore in crescita: nei paesi dell'Ue, in media, 1 cittadino ogni 4 ricorre all'omeopatia almeno una volta l'anno e anche in Italia gli utenti delle medicine non convenzionali sono in crescita, mentre sono oltre 7000 i medici che prescrivono medicinali omeopatici. A fronte di questi numeri, e' la richiesta dei Verdi, ''e' fondamentale che il legislatore intervenga per tutelare i cittadini da operatori non sufficientemente formati e che si arrivi quindi all'approvazione di una legge quadro''.
 
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