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7 febbraio 2006
Donne e salute

Soltanto 1 su 3 Ŕ attenta alla prevenzione

Nonostante le donne considerino la salute una priorita', soltanto 1 su 3 e' attenta alla prevenzione, per motivi economici o per paura di avere brutte sorprese. E' quanto e' emerso dall'indagine dell'Eurisko sulla cultura della salute nelle donne, condotta su un campione rappresentativo di 800 donne da 18 a 64 anni e presentata oggi a Roma. L'inchiesta e' stata presentata in occasione della nascita di ONDa, l'Osservatorio nazionale nato per incentivare la ricerca sulle principali malattie che colpiscono le donne, fondato da Francesca Merzagora, dall'oncologo Alberto Costa, direttore della divisione di Senologia della Fondazione Maugeri di Pavia, e dal bioeticista Gilberto Corbellini, dell'universita' di Roma La Sapienza. ''Il nostro obiettivo prioritario ha detto Francesca Merzagora - e' promuovere la diffusione delle informazioni medico scientifiche e il ruolo sociale della donna nella valorizzazione della ricerca e nella scienza. Ancora oggi l'universo femminile e' enormemente penalizzat pochi studi clinici vedono protagoniste le donne e la stragrande maggioranza dei farmaci e' testata su una popolazione maschile''. Per la salute delle donne, quindi, c'e' molto da fare sia sul fronte della ricerca sia su quello della prevenzione. Quest'ultima, in particolare, e' attualmente solo un buon proposito per tante donne, soprattutto per malattie considerate a torto appannaggio maschile, come infarto e ictus, e che invece sono tra le principali cause di morte nelle donne. La scarsa prevenzione al femminile, si rileva nell'indagine dell'Eurisko, ha motivazioni economiche in almeno il 20% dei casi: 1 donna su 5, infatti, non si sottopone a controlli periodici perche' troppo costosi. In molto altri casi e' la paura a far evitare controlli importanti, come quelli per la prevenzione dei tumori o delle malattie sessualmente trasmesse. Oltre la meta' delle donne (52%), infatti, non si sottopone nemmeno agli screening oncologici e quasi 7 su 10 evitano i controlli consigliati. Donne poco attente anche alla salute del cuore (36%) e 8 su 10 non fanno esami di controllo per le malattie a trasmissione sessuale. Nel 30% dei casi, oltre ai costi, le donne temono di dover affrontare qualcosa di spiacevole. Dall'indagine risulta che, in generale, le donne italiane stanno bene: 6 su 10 sono in buona salute, il 52% si ritiene in forma e in generale in linea con le aspettative (68%). Ritengono inoltre che la propria condizione non sia frutto della fortuna (16%) o della costituzione (20%), ma soprattutto dei comportamenti (32%). Chi fa prevenzione (31%) sono le piu' giovani (fra 18 e 34 anni), il 25% si cura solo in caso di malattie e il 7% non fa nulla in particolare. ''Sembra quasi - ha osservato Merzagora - che le donne si sentano immuni dalle malattie, rischiando cosi' di perdere tempo prezioso di fronte a patologie come il tumore del seno, il tumore del collo dell'utero o le malattie cardiovascolari, dove la prevenzione e' fondamentale''. Anche per questo l'osservatorio ONDa prevede cicli di conferenze su queste malattie allo scopo di sensibilizzare la popolazione. L'Osservatorio intende inoltre realizzare un centro di documentazione per raccogliere i principali studi nazionali e internazionali sulla salute della donna.
Occuparsi della salute della donna a 360 gradi e da piu' punti di vista: e' nato con questo obiettivo il primo Osservatorio italiano sulla salute al femminile. Si chiama ONDa (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) ed ha l'obiettivo di stimolare la ricerca sulle principali malattie che colpiscono le donne e sulle loro implicazioni economiche, politiche e sociali. ''Sono maturi anche in Italia i tempi per una riflessione generale sulla salute della donna'', ha detto la fondatrice e presidente dell'Osservatorio, Francesca Merzagora, presentando l'iniziativa oggi a Roma. Del comitato scientifico dell'Osservatorio, coordinato dalla bioeticista Cinzia Caporale, fanno parte l'oncologo Umberto Veronesi, l'esperta di cellule staminali Elena Cattaneo, l'avvocato Giulia Bongiorno e la presidente della Societa' Italiana di Cardiologia, Maria Grazia Modena. Doppio lavoro, difficile accesso al Servizio sanitario nazionale, tendenza ad occuparsi dei bisogni altrui prima che dei propri, scarso potere sociale ed economico sono, secondo Francesca Merzagora, le ragioni per cui ''la salute della donna e' finora passata inosservata e molti studi clinici dimostrano che le donne sono svantaggiate nella tutela della salute''. Eppure il rapporto fra donne e salute e' molto profondo, anche considerando che molto spesso ''le donne rivestono il duplice ruolo di pazienti e fornitrici di assistenza ai familiari''. La donna ''e' la prima alleata di se stessa e della sua salute'', ha rilevato in un messaggio il ministro per le Pari opportunita', Stefania Prestigiacomo, aggiungendo di guardare ''con immenso interesse'' ad un'iniziativa come quella dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna. Giudizio positivo anche della sen. Laura Bianconi, della Commissione Igiene e Sanita' del Senato, per la quale ''l'osservatorio nasce in un alveo straordinario, come lobby intelligente che ha bussato alle porte delle istituzioni''. Obiettivo dell'Osservatorio e' ''produrre informazioni e contenuti'', ha detto il direttore della Scuola Europea di Oncologia, Alberto Costa. L'Osservatorio, ha aggiunto, viene infatti aggiornato ogni settimana con una selezione della letteratura internazionale sulla salute della donna. E da oggi le notizie scientifiche piu' aggiornate sulla salute femminile sono accessibili on line collegandosi al sito dell'Osservatorio (www.ondaosservatorio.it). Fra i temi di punta: le malattie cardiovascolari (che ogni anno uccidono 12.000 donne e che si sono ormai attestate come prima causa di morte nelle donne); i tumori (oltre a quelli di seno e utero, quello del polmone sta diventando sempre piu' diffuso nelle donne, con 6.200 morti l'anno); le malattie neurodegenerative (le demenze in generale e in particolare l'Alzheimer, che tra le donne ha un'incidenza del 7,5% contro quella del 5% fra gli uomini). Grande attenzione dell'Osservatorio anche per le malattie psichiatriche (come depressione, anoressia e bulimia) e quelle sessualmente trasmesse, e inoltre medicina riproduttiva, menopausa e osteoporosi. Tra i programmi dell'Osservatorio, un ciclo di conferenze sulla salute delle donne, adolescenti e cibo, tumori, menopausa; uno studio sull'impatto economico e sociale delle demenze in Italia e un corso di formazione rivolto a familiari e badanti che seguono persone colpite dal morbo di Alzheimer; pubblicazioni sulla sicurezza e la salute delle lavoratrici madri e uno studio sui costi sociali dell'allattamento.
 
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