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3 aprile 2006
Allergie

Raggiunta una dimensione epidemica in Europa

Le allergie hanno raggiunto una dimensione epidemica in Europa, colpendo un individuo su tre in media. Tuttavia, solo il 10% di questi milioni di europei allergici si cura in modo appropriato. E' l'allarme lanciato dagli esperti della rete europea 'Global Allergy and Asthma European Network' (GALEN), che avverton chi non si cura bene rischia complicanze piu' gravi come l'asma. Il 40% dei bimbi con rinite allergica, ad esempio, se non trattato adeguatamente si ammalera' d'asma. ''C'e' una epidemia di malattie allergiche in Europa come in altri paesi del mondo - hanno riferito gli esperti GALEN - anche se nei diversi paesi europei c'e' un'ampia variazione di incidenza''. I paesi piu' interessati dal problema sono quelli dell'Europa del Nord (Inghilterra e Irlanda), ma le allergie stanno dilagando anche nei nuovi paesi dell'Unione. E il problema, complice l'inquinamento atmosferico ma sicuramente anche altri fattori, e' destinato ad aggravarsi, ha avvertito Peter Burney, vice presidente GALEN: ''si stima ad esempio che in Gran Bretagna, entro il 2015, un bambino su due soffrira' di una qualche forma di allergia''. Inoltre, considerando che i pazienti allergici che invecchiano sono soggetti a varie complicanze, i costi sanitari e sociali di questa malattia si impenneranno nel giro di pochi anni. Per queste ragioni, e' il monito degli specialisti, e' necessario cominciare ad affrontare il problema trattando i bambini che sviluppano allergie in modo precoce e mirato. La GALEN ha anche definito delle linee guida europee per la diagnosi e il trattamento delle allergie.
Entro il 2008-09 potrebbero arrivare i primi vaccini antiallergia di nuovissima generazione, basati sull'uso delle biotecnologie, vaccini che permetteranno per la prima volta di fare terapie su misura per il singolo paziente. I primi ad arrivare saranno quelli contro i pollini ma in Usa gia' sono in studio vaccini biotech contro allergie alimentari. E' quanto emerso nel corso della giornata di apertura del 'First International Symposium on Molecular Allergology', la due giorni di lavori che si tiene presso l'Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI) di Roma dedicata agli avanzamenti della ricerca molecolare in campo allergologico. Ad annunciarlo Adriano Mari, Coordinatore del Centro di Allergologia Clinica e Sperimentale dell'Istituto romano di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, il quale ha anche rivolto un appello ai soggetti allergici raccomandando di non affidarsi ai soli farmaci contro i sintomi delle allergie ma di sottoporsi, ormai il prossimo autunno, ai vaccini. Quelli oggi disponibili sono ricavati da estratti di polline e contengono piu' molecole potenzialmente allergeniche. I nuovi vaccini biotech in via di sperimentazione, invece, saranno fatti di un'unica molecola allergenica, in piu' geneticamente modificata si' da renderla innocua al 100%. Essendo fatti di una sola molecola, i vaccini molecolari ricombinanti permetteranno una terapia mirata alle esigenze del singolo paziente, a seconda dello specifico allergene cui e' sensibile. Oggi, ha rilevato Mari, meno di un soggetto allergico su due in Italia si vaccina contro gli allergeni cui e' sensibile, gli altri si limitano a prendere i farmaci antisintomatici col rischio, negli anni, che la malattia progredisca fino alla comparsa dell'asma. Molti pazienti allergici sottovalutano la propria malattia limitandosi ad assumere farmaci contro i sintomi dell'allergia ogni volta che, con l'arrivo della bella stagione, starnuti e naso chiuso gli ricordano di essere allergico al polline. ''I farmaci possono risolvere il sintomo - ha avvertito Mari ma non guariscono la malattia; il risultato e' che si parte con uno starnuto per passare nelle primavere degli anni a venire ad una forma allergica sempre piu' aggressiva alla lunga non piu' gestibile con le medicine, fino anche alla comparsa di asma''. Tra i motivi per cui molti pazienti allergico non scelgono l'unica via veramente efficace che e' quella del vaccino, ha fatto notare Mari, sicuramente i costi delle vaccinazioni che non in tutte le regioni sono a carico del Ssn. Quindi se un soggetto allergico residente per esempio in Toscana, Veneto, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Puglia puo' vaccinarsi gratuitamente contro l'allergia, un paziente allergico per esempio del Lazio non puo' farlo se non pagando di tasca propria le confezioni necessarie al vaccino. Cio' implica una spesa intorno ai 1200 euro, ha riferito Mari, che molte famiglie non possono sostenere. E' se tante volte sono i costi a far rimandare l'impegno con la propria salute e quindi continuare ad affidarsi esclusivamente alla terapia farmacologica, ha proseguito l'allergologo, spesso ci sono anche altri motivi che spingono alla scelta di non vaccinarsi, non da ultimo controindicazioni al vaccino oppure per alcuni il timore di effetti indesiderati. Questo timore, ha anticipato Mari, potra' sicuramente essere azzerato con l'ingresso in campo i nuovi vaccini biotech. Studi in corso in varie nazioni europee e in Usa, ha rilevato l'esperto, stanno dando risultati molto promettenti. Una volta disponibili questi vaccini, ha osservato Mari, la prospettiva e' procedere in due step: prima usare metodi diagnostici che dicano al medico, una per una, tutte le molecole cui il paziente e' sensibile, e poi sottoporre il soggetto ad altrettanti vaccini ciascuno per ognuna delle molecole a cui e' stato trovato sensibile. UN NUOVO TEST. Tra questi metodi diagnostici ne e' gia' disponibile uno, unico al mondo, che si puo' fare all'IDI da tre settimane e permette con una sola goccia di sangue di rilevare contemporaneamente la sensibilita' a ben 76 molecole allergeniche. Si tratta di una schedina piu' piccola di una carta di credito su cui ci sono 76 allergeni. Su questo 'chip' viene posta una goccia di sangue per scovare le allergie a ognuna delle molecole. Finora nessun test molecolare permetteva di testare contemporaneamente un cosi' alto numero di allergeni, ha spiegato Mari. Inoltre, ha spiegato Mari, ma questo metodo consente in un'unica visita di fare una diagnosi per la quale prima ci volevano varie visite e prelievi. E non e' tutto, poiche' si tratta del prelievo di una goccina di sangue (come quando misuriamo la glicemia) anche i neonati potranno fare il test. I vantaggi ci sono anche economici: costa 190 euro contro i 9200 che si dovrebbero spendere per testare altrettanti allergeni.
 
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