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21 aprile 2006
I problemi dell'alcool

Aumenta il consumo da parte delle donne

Giovanissime o quarantenni, casalinghe o pensionate: sono la donna italiana con problemi di alcolismo. Un popolo sempre piu' numeroso nel nostro Paese, dove il 60% della popolazione femminile consuma alcol, e di queste il 20% lo fa consumandone quantita' in eccesso rispetto a quelle considerate a minor rischio dalle Linee guida per una sana alimentazione, esponendosi cosi' al rischio di patologie alcol-correlate. A tracciare questo quadro allarmante e' l'Istituto Superiore di Sanita' (Iss), che in collaborazione con il ministero della Salute, ha inaugurato oggi la quinta edizione della Giornata per la prevenzione dell'alcol. Sempre piu' spesso le donne italiane hanno dunque problemi con l'alcol, soprattutto in due periodi della vita particolarmente a rischi da giovanissime, quando bere le aiuta a sentirsi piu' sicure ed accettate dal gruppo e, piu' tardi, a cavallo dei 40 anni, per far fronte al bilancio di una vita spesso deludente. E che l'alcolismo sia un problema sempre piu' femminile lo dimostra anche il fatto che la percentuale di uomini che eccede le quantita', considerate a minor rischio dalle Linee guida per una sana alimentazione, e' del 10%, esattamente la meta' di quella delle donne, che danno il maggior contributo al numero dei consumatori a rischio. Dai dati presentati dall'Iss, emerge inoltre che la distribuzione in Italia dei consumatori di alcol a maggior rischio aumenta con l'eta' per entrambi i sessi, con valori massimi intorno ai 65-74 anni, seguita dalla classe dei 45-64 anni. Il picco di maggior frequenza di uso problematico si colloca invece attualmente tra i 35 e i 44 anni, in un momento particolarmente delicato per le donne, che devono affrontare i timori per la perdita della giovinezza, di riduzione della fertilita' e della capacita' procreativa, di bilanci di vita affettiva e familiare, sentendosi spesso 'divise' tra la necessita' di affermarsi nel mondo del lavoro e quella di soddisfare i ruoli tradizionali di moglie e madre. Situazioni che, se non opportunamente canalizzate, possono predisporre all'alcoldipendenza. Non a caso, dice l'Iss, i livelli piu' elevati di dipendenza da alcol si riscontrano, tra le casalinghe e le pensionate. Tutti elementi da non sottovalutare, conclude l'Iss, soprattutto se si considera che sono proprio le donne a pagare, in termini di salute, un prezzo piu' alto degli uomini, avendo un organismo pia' vulnerabile. La loro struttura corporea e' diversa, in quanto rispetto agli uomini ha una ridotta capacita' di metabolizzare l'etanolo, che viene ossidato dall'enzima chiamato alcol-deidrogenasi (Adh). Non riuscendo quindi a metabolizzare bene questa molecola, le donne riescono a eliminare solo la meta' dell'alcol che riesce a smaltire un uomo.
In Europa si beve piu' che altrove nel mondo. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) ha calcolato che nella sua regione europea il consumo pro capite e' doppio rispetto alla media mondiale, come pure il peso delle malattie alcol-correlate. L'alcol e' il terzo fattore di rischio di morte e disabilita', dopo ipertensione e fumo, e il principale fattore di rischio tra i giovani. In generale, la mortalita' legata all'alcol e' aumentata di circa il 15% dal 2000 al 2002, e attualmente rappresenta il 6,3% di tutte le cause di morte nella Regione. Cifra che sale al 10,8%, se si tiene conto degli anni di vita persi a causa di morte prematura e degli anni di vita trascorsi in stato di disabilita'. Sono alcuni dei dati presentati dall'Organizzazione mondiale della sanita' nel convegno organizzato oggi a Roma dall'Istituto Superiore di Sanita' (ISS), in occasione della quinta edizione della Giornata per la prevenzione dell'alcolismo. Il consumo di alcol nell'Europa settentrionale e in quella orientale ha gia' raggiunto un livello elevato e continua ad aumentare, mentre la diminuzione registrata nell'Europa sud-occidentale negli ultimi decenni sembra essersi arrestata. Sebbene le donne rappresentino dal 20% al 30% del consumo totale della Regione Europea, si tratta della percentuale piu' alta del mondo. Sempre secondo i dati dell'Oms, ''gli uomini hanno una mortalita' e un carico di malattie legate all'alcol maggiore delle donne. I giovani sono particolarmente colpiti e, nella fascia di eta' tra i 15 e 30 anni, piu' di un terzo del carico di malattia nei maschi e circa il 14% nelle femmine e' imputabile all'alcol. Gli effetti negativi dell'alcol sembrano inoltre essere piu' pronunciati nel caso di interazione con poverta' e malnutrizione. I costi dell'alcol per la societa' sono stimati tra il 2-5% del Pil''. A tale scopo l'Oms ha messo a punto alcune politiche per il contenimento di questo problema negli Stati membri nel documento Salute 21, secondo cui entro il 2015 gli effetti negativi per la salute derivanti da tabacco, alcol e droghe, dovrebbero subire una riduzione significativa.
 
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