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29 agosto 2019
Rapporto Osmed, calo più marcato della spesa farmaceutica convenzionata rispetto a "diretta" e Dpc

Articolo tratto da Farmacista33

Nel 2018 si assiste per il quarto anno consecutivo al calo della spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario nazionale sul territorio. Ma mentre l'anno prima era crollata la quota di spesa per farmaci acquistati dalle Asl e distribuiti direttamente dalle farmacie ospedaliere (DD) o attraverso le farmacie territoriali (DPC), nel 2018 ha subito un calo più marcato la "convenzionata". A moderare questo calo e a consentire un po' di ossigeno, sono state le maggiori entrate in farmacia dovute alle spese dei privati cittadini.


Nel dettaglio

Nel 2017, a fronte di un calo dell'1,4% di tutta la spesa - pubblica e privata - nelle farmacie territoriali, la quota di spesa territoriale affrontata dalle Regioni, comprensiva sia della spesa convenzionata sia di quella in distribuzione diretta e per conto di classe A, era diminuita del 6,5% scendendo a 12,9 milioni di euro. Ma il crollo aveva interessato per lo più DD e DPC (-13,7%), mentre la convenzionata netta era diminuita solo dell'1,7%. Nel 2018, a fronte di un calo dell'1% di tutta la spesa - pubblica e privata - in farmacia, la spesa per DD e DPC si contrae del 3,6% meno dell'anno prima, mentre del 4,2% è la contrazione della convenzionata. In lieve calo pure le confezioni dispensate, dello 0,7%. Sommando i due canali, DD e DPC, lo scorso anno la spesa diretta delle Regioni presso le industrie è stata pari a 8,2 miliardi di euro e ha costituito il 41,4% della spesa totale del Ssn. Nelle Regioni, si sale in percentuale al 49,3% in Umbria fino a scendere al 29% della Valle d'Aosta, ultima.
Per oltre tre quarti del valore (78,2%, pari a circa 6,3 miliardi di euro) sono stati Asl e ospedali a distribuire i farmaci acquistati a livello regionale, mentre la Dpc ha caratterizzato il 21,8% della spesa, poco meno di due miliardi di euro. Nella ripartizione tra DD e DPC pesano in modo molto forte le scelte politiche delle 21 Regioni e il Rapporto registra ampia variabilità tra una Regione e l'altra. Per esempio, la distribuzione diretta in percentuale ammonta a oltre il 90% della spesa dei farmaci erogati con canali alternativi in Abruzzo, ma qui bisogna considerare che la DPC è stata introdotta solo lo scorso anno. La minor incidenza della DD diretta si presenta in Calabria (63,7%), Lazio e Trentino (66,9%) dove sono più incisive le farmacie territoriali.


I farmaci

Tra i farmaci in distribuzione diretta e per conto, troviamo rappresentati soprattutto medicinali di classe A (56%) seguiti dagli "ospedalieri" di classe H (43,1%), mentre i farmaci di classe C a carico del cittadino rappresentano una quota residuale (0,8%). Le Regioni con i valori più alti di spesa sono Lombardia con un miliardo di euro, Lazio con 832 milioni e Campania con 827,3 milioni; ultime Val d'Aosta (12,6 milioni), Trentino (44,3) e Molise (48,3). I primi due farmaci a maggior spesa, tra quelli erogati in DD e DPC, sono l'associazione anti-epatite C sofosbuvir+velpatasvir (499,7 milioni di euro) e fattore VIII (302,6 milioni di euro). Nella lista dei primi trenta principi attivi vi eÌ un'altra associazione anti-epatite C (glecaprevir+pibrentasvir), e seguono quattro farmaci contro l'infezione da Hiv e tredici tra antitumorali e immunomodulanti.
Se consideriamo infine i farmaci erogati in ospedali e ambulatori Asl, e somministrati direttamente dalle strutture, il 75,7% è caratterizzato da medicinali di classe H, il 7,2% da farmaci di classe A e il 17% da farmaci di classe C. Tra le Regioni con spesa più alta, Lombardia e Lazio (480 e 295 milioni rispettivamente) seguite da Emilia Romagna con 280,3 milioni. 
Al primo posto per spesa tra i principi attivi si conferma trastuzumab (182,9 milioni), seguito dal nivolumab (122,7 milioni di euro), che nel 2017 era quarto dopo bevacizumab e rituximab (oggi terzo e quinto). 
Ultima annotazione: nella distribuzione regionale della spesa e dei consumi per farmaci non previsti nei Drg (e quindi nei livelli essenziali di assistenza per una determinata patologia), se si confrontano il 2018 e il 2017 la Lombardia mantiene, stabile, una spesa pro capite di 27,35 euro, ma il Lazio, che l'anno prima era in testa, scende in seconda posizione, dimezzando i livelli di spesa (21,98 euro pro capite). Terza la Liguria (10,99), ultima la Campania, con 0,41 euro pro capite.
 
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