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5 maggio 2006
'Smettere di Fumare'. La campagna di educazione sanitaria nelle Marche

Realizzata dalla SAF Jesi in collaborazione con Federfarma e la Regione Marche

Smettere di fumare? In farmacia sarà più facile per tutto il mese di maggio.

Inizia in questo modo la campagna per sensibilizzare, chi fosse intenzionato, a smettere o diminuire la dose di nicotina giornaliera: una operazione studiata in collaborazione tra la Saf (la cooperativa regionale di servizio dei farmacisti), Federfarma Marche e l’assessorato alla Sanità della Regione Marche, con il patrocinio della Regione Marche e della Consulta dei Farmacisti e con la sponsorizzazione delle aziende Novartis e Glaxo Smith and Kline.

In pratica le oltre 500 farmacie che operano nel territorio marchigiano, metteranno a disposizione le proprie professionalità per informare, suggerire, consigliare prodotti e modalità per ottenere risultati nella lotta contro il fumo.

Forniranno inoltre gli indirizzi dei centri specializzati contro il tabagismo e indicheranno i farmaci più utili per ogni singola necessità.

E se ridurre il fumo è di certo conveniente per la salute di ogni singolo cittadino e della collettività, a maggio lo sarà anche per il portafoglio.

Per tutto il mese, infatti le farmacie offriranno i farmaci da banco sostituitivi della nicotina a prezzi scontati fino ad un massimo del 20%.

"Questa campagna - ha spiegato il dott. Giampaolo Zecchini, presidente di Federfarma Marche – è la concretizzazione della nostra disponibilità a impegnarci direttamente con l’assessorato alla Sanità della Regione per campagne sulla salute che coinvolgano tutta la cittadinanza. Su questi temi le farmacie vogliono essere il punto di riferimento, sempre a disposizione dei cittadini, un veicolo professionalmente adeguato, attraverso il quale le persone possano avere tutte le informazioni importanti per il loro benessere. Un primo appuntamento al quale siamo certi che faranno seguito altre campagne rilevanti per la salute di tutti".

"I dati Istat - ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani - indicano le Marche come la prima regione d’Italia per l’elevata popolazione longeva. Sicuramente la buona sanità marchigiana erogata a tutta la collettività, anche attraverso la prevenzione delle malattie, ha contribuito ad avere questo primato. Prevenire le patologie è importantissimo e l’iniziativa che prenderà il via nei prossimi giorni, attraverso la campagna informativa sulle problematiche legate al tabagismo, è in sintonia con gli obiettivi connessi alla realizzazione di un sistema sanitario regionale rivolto ai cittadini. La campagna antifumo rientra nella politica regionale di una sempre maggiore consapevolezza del cittadino sulla propria salute. E’ un valido ausilio utilizzare la diffusione capillare delle farmacie del nostro territorio che si pongono come strutture per sensibilizzare e orientare chi è intenzionato a smettere di fumare".

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Partirà venerdì pomeriggioda piazza della Repubblica a Roma e si concludera' il 24 giugno la campagna di sensibilizzazione contro il fumo tra gli adolescenti, lanciata dal Movimento italiano genitori (Moige) e dalla Federazione italiana tabaccai (Fit). L'iniziativa, che vedra' l'impegno degli operatori del Moige nel sensibilizzare gli adulti sul rischio del fumo nei minori e sull'importanza del rispetto della legge, avra' come slogan ''Noi non dobbiamo fumare. Lo dice la legge, lo impone il buonsenso'', e vedra' un bus percorrere tutta l'Italia in 40 tappe, da Cagliari a Trento, da Genova fino a Campobasso. ''Serve un'educazione alla legge - ha dichiarato Maria Rita Monizzi, presidente del Moige - e con questa campagna vogliamo spiegare a genitori e tabaccai quanto sia importante il loro ruolo nella lotta al fumo dei ragazzi. Si tratta quindi di un'operazione culturale allo scopo di informare i genitori non solo sui danni del fumo ma anche sul fatto che esiste una legge che va rispettata''. Alla campagna hanno aderito anche i tabaccai, che distribuiranno materiale informativo in 35 mila tabaccherie, mentre l'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (Aams) e l'Istituto italiano di medicina sociale hanno dato il loro patrocinio. ''Sostenere oggi un'iniziativa di questo tipo - ha aggiunto Gabriella Alemanno, direttore per le strategie dell'Aams - costituisce una necessita' fondamentale e connaturata alla responsabilita' sociale e al ruolo della nuova Aams, rappresenta un segno di continuita' con chi ha auspicato iniziative legislative tese a rendere i giovani consapevoli dei rischi connessi all'uso e all'abuso dei prodotti da fumo''. I tabaccai della Fit hanno inoltre presentato un'altra iniziativa tesa a scoraggiare il fumo tra gli adolescenti tra gli 11 e i 17 anni: si tratta di una scheda, dotata di chip con tutte le informazioni anagrafiche, che verra' rilasciata ai ragazzi di eta' superiore ai 16 anni e che quindi rendera' impossibile l'acquisto di sigarette dai distributori automatici, in qualsiasi ora della giornata, per i minori al di sotto dei 16 anni.

Ogni giorno nelle tabaccherie italiane si presentano mediamente 8 adolescenti che chiedono di poter acquistare per se' o per i propri genitori delle sigarette, mentre il 37% dei genitori sa che il proprio figlio fuma. Sono alcuni dei dati che emergono dal un'indagine commissionata dal Movimento italiano genitori (Moige), condotta su un campione di 5000 genitori con figli di eta' compresa tra i 15 e i 17 anni e presentata questa mattina a Roma. Secondo le indagini, piu' di un terzo dei genitori ammette di sapere che il proprio figlio fuma, nel 12% dei casi in modo regolare, e nel 25% sporadicamente. A giocare un ruolo fondamentale e' proprio l'esempio dato dagli adulti: maggiore e' infatti la percentuale dei ragazzi che fuma regolarmente con un adulto in famiglia che fa altrettanto (21% contro la media del 12%), a differenza di quelli che non fumano mai (72% contro 72% di media) quando in famiglia non ci sono genitori fumatori. In particolare i peggiori esempi vengono da madri e padri nel sud e nelle isole, dove soprattutto gli uomini fumano senza nascondersi davanti ai figli (33%) e li mandano in tabaccheria a comprare sigarette per loro. Nonostante molti genitori siano a conoscenza delle abitudini dei figli e cerchino di convincerli a smettere, la loro battaglia spesso risulta fallimentare. Riescono infatti nel loro tentativo 3 genitori su 10, mentre l'11% si rassegna davanti al comportamento del figlio che continua a fare quello che vuole. In generale il 22% dei genitori cerca di capire quali sono le motivazioni che spingono il proprio figlio a fumare, il 63% cerca di discutere con lui spiegando i danni che possono derivare alla sua salute, mentre solo il 3% ricorre a punizioni e minacce. Scuola e medici di famiglia sono gli altri soggetti che aiutano i genitori in questa battaglia. L'indagine rivela infatti che il 36% delle famiglie ritiene che la scuola sia in qualche modo d'aiuto nello spiegare ai ragazzi le conseguenze negative del fumo, soprattutto nelle regioni del nord-ovest, mentre il contributo dei medici risulta efficace, secondo i genitori, nel 31% dei casi. Il risultato e' che, anche a causa di cattivi esempi che vengono sia dai genitori che da amici e parenti (8 ragazzi su 10 hanno amici che fumano e quasi la meta' ha qualche parente che fuma in casa), ogni giorno nelle tabaccherie italiane 8 adolescenti si presnetabno chiedendo di acquistare per se' o per i propri genitori delle sigarette. Un'ulteriore indagine, condotta tra 400 rivenditori associati alla Federazione italiana tabaccai (Fit), ha rivelato differenze anche a livello regionale. Se al nord i ragazzi che tentano ogni giorno l'acquisto sono in media 4-5,5, al sud e nelle isole sono tra gli 11 e i 13. Pur essendo consapevoli del divieto di vendere sigarette ai minori di 16 anni, poco meno di 7 rivenditori su 10 hanno dichiarato di aver negato le sigarette ad un adolescente senza trovare difficolta', mentre piu' di 3 su 10, soprattutto al sud ha dovuto fare i conti con insulti e le resistenze dei ragazzi. Spesso quindi accade che proprio in queste aree i rivenditori non chiedono il documento (24%) perche' gia' conoscono il ragazzo e i suoi genitori.

(Fonte "Ansa News")
 
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