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20 novembre 2019
Farmaci mancanti, ispettori Asl: gli step al banco e le risposte al paziente




Farmaci mancanti in farmacia: la procedura da seguire per i farmacisti al banco e le indicazioni da dare ai pazienti

Non è rara la situazione in cui un farmaco risulti mancante e da parte di farmacie e farmacisti c'è la necessità di capire quale sia la strada da seguire, in questi casi, per rispondere al meglio alla richiesta del paziente. Esiste una procedura univoca? Che indicazioni si possono dare al paziente e in che maniera si può garantire la sua esigenza di continuità? Fino a che punto può arrivare l'impegno della singola farmacia? Sono domande che i farmacisti al banco si fanno, anche perché a volte è lo stesso paziente che chiede ragioni sul perché il farmaco sia mancante. A cercare di fornire qualche indicazione, in una in una intervista rilasciata a F-Online, sono Maurizia Punginelli e Paolo Crenna, U.O.C. Servizio Farmaceutico dell'Ats Insubria, molto attiva nell'opera di contrasto alle anomalie del sistema distributivo e al problema della indisponibilità di farmaci.
«Un aspetto di cui ci siamo resi conto, nella nostra attività ispettiva» spiegano «è che spesso ai farmacisti mancano strumenti e informazioni appropriati per gestire le situazioni di carenza o indisponibilità al banco e affrontare i diversi casi».
Mentre proprio dalla conoscenza e consapevolezza del fenomeno si possono evincere quali siano gli specifici obblighi di tutti i soggetti della filiera e i passaggi più appropriati.


Carenza o indisponibilità? Ecco come capirlo

Ma che cosa deve fare, quindi, il farmacista di fronte a un farmaco mancante? Un primo elemento di cui occorre tenere conto è la differenza tra farmaco carente e farmaco indisponibile. Una «distinzione quanto mai importante perché, a seconda della causa alla base della mancanza del farmaco, le azioni da mettere in campo saranno diverse». In particolare, «la carenza è riconducibile a problematiche produttive da parte dell'industria o anche a incrementi imprevisti nelle richieste, mentre si parla di indisponibilità in presenza di anomalie o distorsioni nel ciclo distributivo, in ragione per esempio del fenomeno del parallel trade o di un contingentamento dell'azienda».
Per capire se si tratta dell'uno o dell'altro caso un «primo step è quello di verificare sul sito dell'Aifa, nella pagina dedicata, se il farmaco è soggetto a carenza e per quanto tempo. Il sito raccoglie tutte le segnalazioni che arrivano dalle aziende, tenute a indicare il periodo di interruzione nella produzione o se si tratta di una cessazione nella commercializzazione del medicinale».

Le carenze e le alternative per i pazienti

In questi casi, per altro, l'Aifa fornisce già una prima indicazione dei passi da seguire: l'Agenzia infatti «per ciascun farmaco, propone le diverse vie disponibili per gestire l'esigenza del paziente, segnalando se esistano in commercio alternative, che possono essere consegnate direttamente al paziente, se è necessario un passaggio con il medico per un adeguamento della terapia, o se è stata attivata la procedura di importazione dall'estero. In questo ultimo caso, in particolare, il farmacista troverà anche indicazioni» su cosa deve fare «il paziente per richiedere il farmaco, a seconda delle Regioni». In ogni caso, soprattutto in mancanza di specifiche indicazioni, il dialogo con i medici è sempre fondamentale.


In caso di indisponibilità, consultare le Anagrafiche del Ministero

E se il farmaco non è presente nell'elenco dell'Aifa? «Si tratta, con ogni probabilità, di una indisponibilità: il consiglio è quello di provare a contattare i grossisti autorizzati, di sentire più distributori intermedi possibile, compresi i farmacisti-grossisti, presenti nell'elenco riportato sul sito nella lista del Ministero della Salute». Come già era emerso in precedenza (si veda Farmacista33 del 1° aprile), sul sito, infatti, sono disponibili vari file e quello relativo alla distribuzione, "Siti logistici", "contiene gli identificativi univoci dei siti logistici di produttori (P), depositari (D), grossisti (G), esercizi commerciali (C) e smaltitori (S) situati nel territorio" e può essere organizzato per provincia. L'invito allora è di «consultare le Anagrafiche del Dicastero per potersi rivolgere a coloro che sono presenti sul territorio di riferimento, nei limiti del possibile». Va ricordato che «se il farmaco è presente in magazzino c'è l'obbligo di pubblico servizio, con la conseguenza che il distributore intermedio e anche quindi il farmacista-grossista è tenuto a consegnare il farmaco, laddove disponibile in magazzino, entro 12 ore dal ricevimento dell'ordine». In caso contrario, «la farmacia è tenuta a tenere traccia delle richieste inoltrate ai grossisti e delle risposte ricevute e a fare, eventualmente, segnalazione di mancato servizio». Da cui poi l'eventuale Ispezione da parte delle Asl.


Ultimo step: il controllo con l'azienda

Tornando alla richiesta del paziente, «se anche il controllo» presso la distribuzione intermedia «non porta a risultati, la via che proponiamo è quella di contattare direttamente l'azienda di produzione. Ci siamo resi conto che talvolta» non tutti siano al corrente di «quali siano i diritti e i doveri legati al circuito del farmaco: il titolare dell'AIC è, infatti, obbligato a consegnare il farmaco non reperibile nella rete di distribuzione regionale entro 48 ore dalla richiesta (articolo 105, comma 4 del Decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219)» se disponibile. «Laddove questo non venga fatto, è possibile fare la segnalazione alle autorità competenti». Da «quello che abbiamo visto sono leve che stanno funzionando e dobbiamo dire che grazie alla informazione sugli strumenti disponibili almeno una parte delle problematiche riescono a trovare una soluzione». L'Ats Insubria, a ogni modo, ha avviato un percorso formativo, che ha visto diversi appuntamenti, per cercare di coinvolgere più professionisti possibili, veicolare informazioni corrette e orientare i farmacisti verso una prassi appropriata e uniforme. In particolare, nel territorio di competenza dell'Ordine di Varese, sono state organizzate tre serate, mentre nel territorio di Como sono stati proposti due incontri.
 
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