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27 gennaio 2020
Detrazioni sanitarie, rimborsi a rischio. I consigli per la gestione in farmacia

Articolo tratto da Farmacista33

Continuano i disagi relativi alla novità contenuta nella Manovra 2020 sulle detrazioni delle spese sanitarie, che da quest'anno richiedono l'utilizzo di sistemi di pagamenti tracciabili, anche se farmaci, dispositivi medici e prestazioni sanitarie presso strutture pubbliche o accreditate del Ssn sono escluse. Una misura su cui si stanno opponendo odontoiatri e medici di studi privati e che sta destando la preoccupazione anche della Consulta dei Caf e di alcuni commercialisti, che stanno chiedendo più tempo per il passaggio. Intanto, da Stefano De Carli, commercialista dello Studio Luce di Modena, arriva un punto sui consigli da dare ai cittadini che entrano in farmacia.

Pagamenti in contanti vs tracciabilità

La Legge Bilancio, come si ricorderà, ha previsto, all'articolo 1, comma 679, che la fruizione della detrazione per spese sanitarie sia limitata all'utilizzo di metodi di pagamento tracciabili (bonifici bancari o postali, moneta elettronica, assegni bancari e circolari, e così via), ma la disposizione, al comma 680, trova comunque una eccezione e non si applica alle spese sostenute per l'acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle spese per prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale, che quindi restano detraibili anche se pagate in contanti. Sul punto si stanno registrando le preoccupazioni da parte di commercialisti e anche la Consulta dei Caf, come segnalato in un articolo del Sole24Ore di ieri, «ha chiesto un intervento dell'Agenzia delle entrate e del ministero dell'Economia per rendere più graduale l'impatto della nuova normativa». Anche perché «dall'osservatorio dei centri di assistenza fiscale evidenziano come in tanti continuano a pagare in contanti» e viene denunciata una «mancanza di conoscenza della nuova normativa da parte della platea di contribuenti». Da qui la necessità di «indicazioni chiare da parte dell'Amministrazione sul nuovo regime (tipologia di spese incluse o escluse, documentazione necessaria), anche considerando l'opportunità di salvaguardare tutti quei contribuenti che non hanno applicato tempestivamente le nuove disposizioni, in virtù di quanto sancito dallo Statuto dei diritti dei contribuenti».

La situazione in farmacia

Per quanto riguarda le farmacie, spiega De Carli, «la novità sta generando alcune problematiche applicative di non poco conto». In particolare, i disagi derivano dalla distinzione tra gli acquisti che possono essere pagati in contanti e quelli che devono essere tracciabili, come pure la questione dei farmaci veterinari. Come aveva ricordato la circolare di Federfarma di settimana scorsa, «i cittadini ai fini della detraibilità in sede di dichiarazione dei redditi, potranno continuare a pagare in contanti in farmacia le spese sostenute per i ticket (TK), per i farmaci (FM) e per l'acquisto di dispositivi medici (AD)». Per i farmaci veterinari è stato chiesto un chiarimento per capire se verranno considerati alla stregua di quelli per uso umano, e quindi pagabili in contanti ai fini della detrazione, o, come segnalato da Federfarma, solo tramite moneta elettronica (si veda Farmacista33 del 14 gennaio). Ma restano anche dubbi per le altre prestazioni, anche perché al momento manca una presa di posizione ufficiale. «Di recente», segnala De Carli, «abbiamo mandato una circolare per ricapitolare la normativa. Per quanto ci riguarda stiamo suggerendo che la necessità di utilizzare strumenti tracciabili si estende a tutte le prestazioni di servizi sanitari effettuati in farmacia, quali per esempio i noleggi e quelle prestazioni che vengono considerate imponibili dall'amministrazione finanziaria in quanto non richiedono l'intervento del farmacista. Certo è che la situazione è attualmente zoppa». In ogni caso, gli stessi Caf consigliano di orientarsi verso un approccio prudenziale che prediliga, nelle situazioni di dubbio, laddove possibile, lo strumento tracciabile. Intanto, proprio oggi, dall'Agenzia delle entrate arriva il chiarimento in merito all'ampliamento del tetto per le spese veterinarie contenuto nella Manovra 2020: «Il limite massimo su cui calcolare la detrazione Irpef passa dagli attuali 387,34 euro a 500 euro. A stabilirlo il comma 361 della legge di Bilancio 2020. L'agevolazione riguarda le prestazioni professionali del veterinario, gli importi per l'acquisto di medicinali, le spese per analisi di laboratorio e interventi. È esclusa, invece, per le spese per la cura degli animali destinati all'allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare e allevati o detenuti nell'esercizio di attività commerciali, agricole, e ovviamente illecite».
 
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