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21 maggio 2020
Ricetta dem e invio in farmacia, il dibattito resta aperto

Articolo tratto da Farmacista33

La ricetta elettronica spedita direttamente in farmacia ai sensi di legge è un reato, come ribadiscono il Vice Presidente Fofi Luigi D'Ambrosio Lettieri e il Presidente Fnomceo Filippo Anelli in una nota congiunta, insieme al presidente Omceo BT Benedetto del Vecchio, a beneficio dei farmacisti pugliesi. E resta pur sempre un parere, ancorché "audace" rispetto alle norme vigenti in tema di comparaggio, l'interpretazione data dal Garante della Privacy a inizio aprile secondo cui il cittadino può far spedire il promemoria con la prescrizione del farmaco direttamente al farmacista da cui si fornisce
In altre parole, deve ancora nascere la norma che cambierà le cose (inizialmente si parlava di un decreto del Ministero dell'Economia di cui però non si vede traccia) e non è detto che nasca, vista la complessità delle situazioni con cui inciderebbe nel rapporto medico-farmacista.


Invio via mail previsto da Ordinanza apre a interpretazione

Alcuni lettori peraltro ci segnalano come in casi particolari l'invio dell'email in farmacia "non può non essere ammesso", beninteso in un periodo di emergenza come l'attuale che giustifica la dematerializzazione della ricetta per evitare spostamenti di troppo dal medico, in sale d'attesa piene, a rischio contagi. A sostenere la tesi è Enzo Defilippo, presidente Federfarma Calabria e Federfarma Catanzaro. Che pone l'accento sulla difficoltà di intere fasce di popolazione ad accedere alla ricetta online. Fasce di popolazione di cui intuitivamente l'Ordinanza 651 della Protezione Civile del 19 marzo scorso sulla dematerializzazione sembra aver tenuto conto. All'articolo 1 lettera a) l'ordinanza abilita l'assistito a chiedere al medico prescrittore o il rilascio del promemoria dematerializzato o l'acquisizione delle 17 cifre del numero di ricetta elettronica. E consente all'assistito di farsi trasmettere il promemoria in allegato alla casella di posta elettronica certificata o a quella di posta elettronica ordinaria. «La vera novità dell'ordinanza sta nel fatto che fino a prova contraria si può interpretare nel modo seguente: la casella e-mail di cui si parla, se il cittadino è sprovvisto di tale possibilità e limitatamente al periodo d'emergenza (che dovrebbe concludersi il 31 luglio) può essere quella del farmacista al quale il cittadino stesso si rivolge», sottolinea Defilippo.


Federfarma Calabria: Ordinanza 651 va incontro ad anziani

«In emergenza Covid-19 si ritiene elevato il rischio di contagio che il cittadino corre ogni volta che si reca dal suo medico, e il rapporto tra rischio e beneficio è molto sbilanciato quando lo spostamento dal medico è mirato solo a farsi consegnare una ricetta. Per questo nasce l'ordinanza sulla dematerializzazione. E sarebbe un controsenso se tale ordinanza non fosse rivolta alla popolazione più fragile ed anziana, la stessa che può non avere a disposizione un pc o mezzi per controllare la posta elettronica certificata e utilizzare internet. Nei piccoli paesi, popolati per lo più da anziani, questa stessa popolazione spesso non può nemmeno appoggiarsi sui figli e sulla loro alfabetizzazione informatica. La possibilità per il medico di individuare come interlocutore l'unica farmacia del paese difficilmente può considerarsi esclusa dalla normativa in questione». «La nostra lettura -continua Defilippo - è rinforzata dal contenuto della circolare 141 di Federfarma nazionale quando, proprio in apertura, tratta di utilizzo di strumenti alternativi al promemoria cartaceo. E al comma a) parla di un cittadino che "può richiedere la trasmissione del promemoria alla mail o PEC preventivamente indicata al medico prescrittore". Non necessariamente la propria personale mail o la casella di posta elettronica certificata. In farmacia -conclude Defilippo - fino a fine emergenza siamo, dunque, chiamati ad evitare il più possibile disagi ai nostri pazienti. In certi casi l'invio diretto in farmacia piuttosto che il promemoria sulla posta elettronica del figlio che abita lontano evita di complicare la vita e credo che la Protezione Civile non negando esplicitamente tale possibilità venga incontro a tali situazioni particolari, senza nulla togliere alla valenza in regime ordinario delle norme vigenti, anche deontologiche, che puniscono comparaggio ed accaparramento».
 
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