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23 maggio 2006
Depressione

Aumenta la patologia nelle donne e negli anziani

Depressi sempre piu' numerosi in Italia come nel resto del mondo occidentale, con un netto aumento di casi nelle donne e negli anziani. Ma i dati piu' recenti, presentati nel congresso dell'Associazione americana di psichiatria in corso a Toronto, segnalano che la malattia colpisce sempre piu' gli adolescenti. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' (OMS) ha previsto che nel 2020 la depressione potrebbe diventare la seconda malattia piu' diffusa, subito dopo le malattie cardiovascolari. Tra le cause, predisposizione genetica e stress ambientale sembrano sullo stesso piano, ma per la prima volta gli esperti stanno concentrando l'attenzione sul modo in cui l'incontro fra geni e ambiente puo' scatenare la malattia. DONNE E ANZIANI I PIU' FRAGILI: del milione e mezzo di italiani vittime della depressione, la maggior parte sono donne fra 40 e 50 anni e anziani di oltre 65 anni. ''Negli anziani giocano fattori relazionali come la perdita di ruolo e di relazioni sociali, insieme a una base biologica creata da fattori cardiovascolari a livello cerebrale'', ha osservato da Toronto il direttore della struttura di Psicologia clinica e Oncologia dell'universita' di Torino, Riccardo Torta. Nelle donne, ha aggiunto, la depressione colpisce con un numero di casi doppio rispetto agli uomini e le cause biologiche sono soprattutto fattori ormonali. La depressione, ad esempio, puo' manifestarsi quando si riduce il livello degli estrogeni, come accade durante ciclo mestruale, gravidanza o menopausa. ADOLESCENTI SEMPRE PIU' VULNERABILI: l'aumento dei casi fra gli adolescenti e' uno dei segnali che viene dal congresso di Toronto, dove e' stato presentato il primo studio che ha messo in relazione il rapporto fra geni e ambiente. La ricerca, condotta negli Stati Uniti da Martin Keller, della Brown University, ha studiato 175 adolescenti vissuti in famiglie adottive ed ha verificato che la depressione si e' sviluppata piu' facilmente nei giovani inseriti nelle famiglie che in seguito si sono separate. ''Emerge che il rapporto fra geni e ambiente non e' affatto automatico'', ha osservato lo psichiatra Massimo Di Giannantonio, dell'universita' D'Annunzio di Chieti. Confrontando i due gruppi di adolescenti, i ricercatori hanno dimostrato che ''se il patrimonio genetico mostra una vulnerabilita' alla depressione, questa non si sviluppa se l'ambiente esterno e' protettivo''. PIU' CHIARO RAPPORTO FRA GENI E AMBIENTE: dallo studio condotto sugli adolescenti e' emerso che stress e traumi sono gli eventi che rendono il patrimonio genetico piu' a rischio di depressione. Provocano infatti modifiche nel rilascio delle sostanze che nel cervello favoriscono la comunicazione tra le cellule nervose (neuromediatori). Se la situazione di stress ha una breve durata, ha osservato Giannatonio, si verifica un meccanismo di compensazione grazie al quale il danno non progredisce; ma quando lo stress si prolunga la situazione peggiora. BLOCCARE LE RICADUTE: e' uno degli obiettivi della terapia in quanto la depressione tende ad essere ricorrente, ha detto Torta, e il rischio di ricadute diventa altamente probabile se la malattia si e' manifestata gia' due o tre volte. Uno studio condotto negli Stati Uniti su mille pazienti ha dimostrato che, utilizzando una molecola chiamata venlafaxina e' possibile bloccare le ricadute per due anni. ''Se il paziente non si sente piu' male non vuol dire che e' guarito, in agguato potrebbe esserci sempre una ricaduta. E ogni ricaduta rende il paziente sempre piu' fragile e vulnerabile'', ha osservato il direttore del dipartimento di Psichiatria del Fatebenefratelli di Milano, Claudio Mencacci. VERSO CURE PERSONALIZZATE: e' il futuro delle terapie contro la depressione. L'obiettivo degli esperti e' riuscire ad associare la psicoterapia con cure su misura, calibrate sulla capacita' del paziente di metabolizzare il farmaco. Si potra' cioe' prevedere se le caratteristiche genetiche del paziente sono tali da riuscire ad assimilare il farmaco velocemente (con un effetto immediato che si riduce nel tempo) o lentamente (all'inizio con effetti piu' blandi ma prolungati nel tempo).
 
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