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11 novembre 2020
Covid-19, scarseggiano bombole in farmacie: Regioni autorizzano ossigeno liquido

Articolo tratto da Farmacista33

In diverse regioni resta ancora alta la soglia di attenzione sulla fornitura di ossigeno per la terapia domiciliare dei casi di Covid-19 che lo richiedono, in particolare per la mancanza di bombole: in alcune sono state adottate direttive che autorizzano la dispensazione di ossigeno liquido, ma dappertutto è stato diffuso il messaggio ai cittadini di riconsegnare alle farmacie quelle detenute in casa ma non in uso. La situazione, per quanto differenziata sul territorio, è all'attenzione di Federfarma, il presidente nazionale Marco Cossolo ha confermato alle agenzie stampa che «si stanno verificando carenze nella disponibilità di bombole di ossigeno nelle farmacie per le cure domiciliari di pazienti Covid» e ha aggiunto: «Stiamo approfondendo la situazione e valutando il da farsi». E in proposito ha inviato alle rappresentanze provinciali e regionali una circolare per chiedere un riscontro di "eventuali situazioni di criticità" per "attivare i necessari raccordi con il Ministero della Salute per gli interventi di competenza". A sottolineare la criticità è anche il presidente di Fofi, la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, Andrea Mandelli: «Sta crescendo il problema dell'approvvigionamento dell'ossigeno per le farmacie - spiega -. Questa carenza diventa molto importante e molto complessa. Le farmacie sono un supporto reale per il territorio. Tutti i domiciliati a casa con il Covid, hanno bisogno di ossigeno. Sono lombardo e sto rivivendo la tragicità delle notti di Bergamo e Brescia nella prima ondata, quando racimolavamo le bombole finite grazie all'aiuto dei carabinieri e del Nas».

Campania autorizza ossigeno liquido in farmacie

In Campania, dove la scorsa settimana si sono attivati anche i sindaci che insieme alle farmacie lanciando l'appello per il recupero delle bombole, è entrata in vigore una direttiva della Regione, secondo cui, come spiega Vincenzo Santagada, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Napoli, «anche i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta possono prescrivere ossigeno liquido per ovviare alla carenza delle bombole. Questa direttiva - sottolinea Santagada - dovrebbe ridurre il disagio legato all'assenza di bombole». La Regione, lo scorso 6 novembre ha, infatti, comunicato a Mmg, pediatri e ai titolari e direttori delle farmacie, intanto, la possibilità, "qualora venga riscontrato un tempo eccessivamente lungo di permanenza delle bombole presso i domicili dei pazienti, di ricontattarli al fine di procedere alla riconsegna delle stesse presso le farmacie". Inoltre, "in merito alle carenze di bombole di ossigeno gassoso per i pazienti domiciliati affetti da Covid, si autorizzano Mmg/Pls alla prescrizione dell'ossigeno liquido anche per patologie non correlate alla Bpco". La direttiva descrive il percorso da seguire:
1) Prescrizione su ricetta Dema o rossa Ssr dell'ossigeno liquido;
2) Prescrizione su ricetta Dema o rossa Ssr di concentratori di ossigeno, laddove pazienti con idoneo al quadro clinico;
3) Le Asl forniranno alle farmacie di comunità i nominativi ed i contatti delle ditte fornitrici;
4) La farmacia di comunità contatterà la ditta fornitrice per la consegna domiciliare di ossigeno liquido;
5) La ditta fornitrice trasmette alla Farmacia di comunità ed alla Asl competente copia del Ddt controfirmato dal paziente o caregiver;
6) L'importo dell'ossigeno liquido erogato sarà liquidato dalla Asl;
7) La Farmacia di comunità consegnerà alla Asl competente territorialmente la "ricetta" con l'allegata copia del Ddt insieme a quelle erogate in modalità Dpc;
8) Alla farmacia sarà riconosciuto l'onorario professionale della Dpc.

In Campania, segnala Michele Di Iorio, membro del Consiglio di Federfarma di Napoli, «da una decina di giorni è fortemente aumentata la richiesta». Ora però, aggiunge «la Regione ha autorizzato la vendita alle farmacie dell'ossigeno liquido, normalmente distribuito dalle Asl: chi ne ha bisogno può prenotarlo con prescrizione. E la società distributrice si incarica di consegnare a domicilio del paziente. E questo può rappresentare una svolta. L'ossigeno - prosegue - non è carente come sostanza. Ciò che manca sono i contenitori, le bombole che vengono "prestate" agli utenti. Ora non c'è il normale circolo, visto che vengono trattenute in forma preventiva. È un fenomeno che si sta registrando in maniera più accentuata da una settimana a questa parte. L'ossigeno liquido invece è gestito direttamente dalla ditta che si occupa anche delle bombole. Con questo sistema non c'è pericolo di dispersione dei contenitori. Per questo la decisione di distribuire l'ossigeno liquido attraverso le farmacie, con prescrizione medica, può migliorare la situazione», conclude Di Iorio.

Lombardia e Liguria: sì a prescrizione ossigeno liquido

Situazione analoga anche in Lombardia dove la presidente regionale di Federfarma, Annarosa Racca, spiega che «la richiesta è aumentata notevolmente. La Regione Lombardia sta riportando anche la distribuzione dell'ossigeno liquido nelle farmacie. Se l'ossigeno gassoso era già a disposizione nelle farmacie dietro presentazione di ricetta medica adesso la farmacia sta ritornando anche alla dispensazione dell'ossigeno liquido. Già qualche Ats ci ha dato l'ok e presto sarà così anche nelle altre». Stesso provvedimento anche in Liguria dove, come afferma Giuseppe Castello, presidente di Federfarma: «Abbiamo avuto alcune segnalazioni da parte dei colleghi ma le quattro Federfarma provinciali si sono mosse e la Regione in mezza giornata ha risposto con un provvedimento per i medici di famiglia e le Asl per cui anche tramite le farmacie è possibile distribuire l'ossigeno liquido e in più abbiamo fatto un campagna di comunicazione con un appello a chi ha a casa bombole di riportarle per oggi servono più che mai».

Appello delle farmacie ai cittadini di riconsegnare le bombole inutilizzate

Resta comunque valida la raccomandazione a riportare le bombole in farmacia, lo ricorda il presidente di Federfarma Roma, Andrea Cicconetti che con riferimento alla capitale afferma: «Sicuramente c'è un incremento nell'uso, ma al momento su Roma non abbiamo particolare carenza. Ho sentito un paio di fornitori di ossigeno, che fabbricano e caricano le bombole i quali mi hanno raccomandato di fare un richiamo dei contenitori alle farmacie, che a loro volta lo faranno ai propri clienti, a riportare le bombole che hanno in casa nelle farmacie dove sono state prese». Stesso appello anche in Calabria da Vincenzo Defilippo, presidente di Fedefarma Catanzaro e Calabria: «Le famiglie tendono a trattenerle in casa in maniera preventiva, anche se non ne hanno immediato bisogno. È capitato spesso che le bombole riportate in farmacia, abbiano una revisione scaduta da anni. Questo perché molti pensano di tenerli in casa "semmai serva". Abbiamo avuto notizie che in altre regioni si stanno verificando carenze nella disponibilità di bombole di ossigeno nelle farmacie per le cure domiciliari dei pazienti Covid. Dato che senza vuoti, senza contenitori, non è possibile ricaricarne di nuove, abbiamo deciso di lanciare questa iniziativa per invogliare i cittadini a consegnare le bombole d'ossigeno esaurite o non più utilizzate alle farmacie". Per cui l'appello delle farmacie calabresi a tutti i cittadini che trattengono le bombole pur non avendone bisogno è quello di "riportarle in farmacia per poter velocizzarne il riempimento e quindi la disponibilità di bombole piene. L'emergenza Coronavirus non è finita. Il senso civico si dimostra anche in questo modo».
 
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