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24 novembre 2020
Ccnl, situazione in stallo. Sigle lavoratori: adeguamento salariale e tutela responsabilità imprescindibili

Articolo tratto da Farmacista33

Se i farmacisti, ancora di più nel periodo di emergenza, si sono dimostrati fondamentali per la popolazione e il Ssn, è mancato, dall'altra parte, un riconoscimento professionale ed economico di questo impegno. Da un aumento salariale, alla sicurezza, dal riconoscimento della responsabilità a meccanismi di tutela dell'organizzazione del lavoro, sono diverse le esigenze che arrivano dai lavoratori e che ancora non hanno trovato una risposta. E, a fronte di una trattativa per il rinnovo del contratto che non progredisce, viene ricordato che «non si può pensare di chiedere nuove mansioni - tamponi, test, vaccini - senza sedersi a un tavolo». Sono queste alcune delle riflessioni che emergono dall'evento organizzato dal Fiafant ieri a FarmacistaPiù, dal titolo "Contrattazione in Farmacia, necessaria per le sfide dell'emergenza sanitaria e dell'era digitale: il rinnovo del Ccnl per una farmacia sempre più professionale rispetto alle sfide del futuro".

Per Test, tamponi, vaccini serve condivisione e tutela della responsabilità civile e penale

«La farmacia» è stato l'intervento di Benedetta Mariani, presidente Fiafant «si è confermata in questo periodo un presidio importantissimo per la sanità territoriale e questo ha sicuramente comportato un carico di lavoro, di paure, di responsabilità enorme per i farmacisti. I collaboratori non si sono mai sottratti da questo impegno, perché sanno di essere professionisti sanitari e di avere un legame stretto con il territorio, tanto più in un momento di emergenza. Ma, dall'altro lato, tale impegno non ha ricevuto una tutela adeguata. In più occasioni, ci è stato segnalato che non ovunque sono stati tempestivamente forniti gli strumenti di protezione individuale, ma alcuni colleghi hanno dovuto procurarseli a loro spese, così come non da subito e non ovunque si è provveduto a disporre misure necessarie, tra cui plexiglass, ecc. A oggi, nel pieno della seconda ondata del virus, manca ancora un Protocollo condiviso, nonostante i vari tentativi da parte dei sindacati confederali». In questo quadro, viene messa invece «sul tappeto la discussione sui nuovi servizi correlati all'emergenza, dal test sierologico, ai tamponi rapidi antigenici, fino ai vaccini - che, lo ricordiamo, il farmacista non può inoculare, a meno che non venga modificata la normativa. Se è vero che il sierologico potrebbe ricadere all'interno di un servizio di autoanalisi, è anche vero che dalle esperienze in corso ci arrivano segnalazioni sul fatto che difficilmente il paziente riesce a fare il test in autonomia». Va sottolineato che «le competenze del farmacista rientrano nell'ambito dei farmaci e non prevedono il contatto con i pazienti. Se questo possa, in prospettiva, far parte dell'evoluzione professionale, se ne può discutere, ma attenzione: occorre parlarne in maniera condivisa. Balzi in avanti non sono possibili e qualsiasi ragionamento va fatto in un contesto di garanzie per l'operatore, di sicurezza sul lavoro, ma anche di tutela del rischio professionale. Se, da un lato, si chiede espansione di ruolo e aumento di responsabilità, dall'altro, va messa la tutela del professionista dal punto di vista di responsabilità civile, professionale e penale e, certamente, il riconoscimento economico».
C'è poi un altro aspetto: «Il contratto nazionale è scaduto per le farmacie private da otto anni e per le comunali da cinque. A oggi, stiamo lavorando alle stesse condizioni economiche e normative del 2012: in questo quadro, anche le mansioni devono rimanere le stesse. Non capiamo come sia possibile pensare a un'espansione di ruolo e mansioni, senza parlare prima del rinnovo del contratto».

Filcams Cgil: su contratto proposte irricevibili. Ma aumento salariale non negoziabile

Sul punto, a ogni modo, la situazione è «bloccata» spiega Federico Antonelli, responsabile Farmacie, Filcams Cgil nazionale, «con proposte e modalità negoziali da parte di Federfarma irricevibili. Per quanto ci riguarda, abbiamo messo sul piatto quattro elementi: adeguamento salariale, diventato ormai imprescindibile, miglior inquadramento degli aspetti professionali, sanità integrativa, anche per metterci alla pari rispetto agli altri contratti di settore, sviluppo dei diritti sindacali, per dare la possibilità anche ai dipendenti di farmacie piccole e isolate di poter regolare l'organizzazione del lavoro. Tutte proposte ragionevoli, queste, a cui sono state contrapposte richieste che, di fatto, scaricano sul dipendente il costo dell'aumento salariale - attraverso una riduzione dei permessi di lavoro e formule di flessibilità, fino a 50 ore settimanali -, e scardinano l'equilibrio vita privata/famigliare - lavoro. Anche sul Protocollo condiviso sulla sicurezza non si registrano passi avanti, e, tra gli scogli, si registra anche l'assenza di referenti aziendali o territoriali sulla sicurezza».

Allo studio iniziative di sensibilizzazione. A breve nuova lettera ai Ministeri

È anche alla luce di questa situazione che nell'Assemblea unitaria di settimana scorsa, ha aggiunto Danilo Lelli, responsabile Quadri e Professionisti, Filcams Cgil nazionale, «è stata fatta una riflessione sulle iniziative da prendere. Il primo passaggio, che stiamo mettendo in campo in questi giorni, è quello di scrivere al Ministro della Salute e a quello del Lavoro».
 
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