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07 luglio 2021
Dl Sostegni-bis, emendamenti di interesse per le farmacie. Ecco che cosa prevedono

Articolo tratto da Farmacista33

Sulle farmacie nel Decreto Sostegni Bis, in fase di conversione in commissione Igiene e Sanità al Senato, è rimasto solo un emendamento, ma specifico e significativo. È il 26.015 all'articolo 26 del testo da approvare prima del 25 luglio, a firma del senatore Roberto Bagnasco di Forza Italia, che prevede l'ampliamento della distribuzione per conto dei medicinali acquistati dal Servizio sanitario pubblico. «Al fine di assicurare un servizio di prossimità ai pazienti e deflazionare l'accesso alle strutture ospedaliere, regioni e province autonome, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, sono tenute a distribuire per conto (legge 405/2001) i medicinali ordinariamente distribuiti secondo le modalità di cui alle lettere b) e c) del suddetto articolo, per i quali non sussistano esigenze di controllo ricorrente da parte della struttura pubblica». Si tratta dei medicinali che richiedono un controllo ricorrente del paziente e di quelli necessari al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale. L'emendamento aggiunge che i medicinali andranno distribuiti dalle farmacie «secondo condizioni, modalità di remunerazione e criteri stabiliti nei vigenti accordi convenzionali locali stipulati con le organizzazioni maggiormente rappresentative».

Il peso delle farmacie nel Sostegni-Bis

L'emendamento in questione, all'articolo 26 (il primo dei 10 che interessano la sanità, relativo al contenimento delle attese), resiste "di più" rispetto ad altri quattro emendamenti proposti inizialmente, sempre inerenti al mondo farmacia. Di questi peraltro, il primo, di Marcello Gemmato (FdI), vara un Fondo Nazionale per le rurali da 50 milioni di euro volto ad assicurare la continuità del lavoro alle farmacie in stato di crisi, e ripartito in proporzione alla popolazione residente, al fatturato al netto Iva, alla distanza dal capoluogo, ai turni di notte in un anno; il secondo, a firma dello stesso Bagnasco, autorizzerebbe in via sperimentale la vaccinazione antinfluenzale in farmacia nell'autunno/inverno 2021-22; un terzo di Beatrice Lorenzin, avrebbe consentito alle regioni di stipulare accordi temporanei con le rappresentanze dei farmacisti in mancanza di un criterio di remunerazione nazionale; e un quarto di Andrea Mandelli è rivolto ad inserire la vaccinazione Covid-19 tra i servizi della farmacia. Ci sono probabilità che, su tutti, l'emendamento Bagnasco sia accolto. Al di là di esso, nel decreto-legge Sostegni Bis (73/2021) la sanità pare più defilata rispetto al decreto-legge Sostegni Uno, il 41/2021, che aveva consentito l'atto vaccinale in farmacia.

Contributi a fondo perduto, credito d'imposta e contratto di rioccupazione

Ristori e sanificazione - Nel Dl Sostegni bis, forse tre i temi più consistenti in assoluto: i contributi a fondo perduto alle categorie che a causa dell'emergenza Covid hanno perso il 30% del fatturato o dei corrispettivi 2020 sul 2019 (o tra aprile 2020 e marzo 2021 e il periodo analogo precedente); il credito d'imposta del 30% per professionisti, imprese ed hotel che sanifichino ambienti a proprie spese ed acquistino dispositivi di protezione tra giugno e agosto 2021, da portare in compensazione o chiedere indietro allo Stato; e infine il contratto di rioccupazione che consente a chi assume di non versare contributi per i primi sei mesi. A "fondo perduto", sono stati disposti nei giorni scorsi i pagamenti riconosciuti in via automatica a chi aveva fruito del contributo del Dl 41, e sono stati accreditati sui conti correnti dei richiedenti 1,77 milioni di bonifici per un totale di circa 5 miliardi, cui si sommano 38 mila crediti d'imposta da circa 166 milioni e ai quali si sommeranno eventuali conguagli una volta lette le dichiarazioni dei redditi. Il credito d'imposta del 30% per sanificazione ed acquisto dispositivi di protezione, che tocca dai bed & breakfast-hotel ai centri sanitari e ambulatori pubblici e privati, è coperto da un fondo di 200 milioni e si estende all'acquisto di detergenti e disinfettanti, termometri, termoscanner, tappeti e vaschette igienizzanti (conformi ai requisiti UE e incluse di spese di installazione) oltre che di separatori e barriere protettive, entro i 60 mila euro: una proposta della Lega autorizzerebbe di diritto i tabaccai a distribuire mascherine, grembiuli, guanti e visiere le rivendite dei monopoli di stato. Infine, il contratto di rioccupazione si può stipulare entro il 31 ottobre 2021, è di natura subordinata ed a tempo indeterminato e si rivolge a disoccupati che si siano resi disponibili all'inserimento nel mondo del lavoro nella fase successiva al superamento della pandemia; anche qui, vari gli emendamenti.

Finanziamento della ricerca scientifica

Il ritorno della ricerca - Altro articolo del testo in esame istituisce un credito d'imposta del 20% sulle spese di ricerca delle industrie farmaceutiche, anche per attirare in Italia produzioni straniere. Tra gli emendamenti, uno del presidente Fofi e deputato FI Andrea Mandelli include tra i beneficiari dello sgravio i centri che si occupano del sequenziamento dei ceppi virali. Il grosso degli stanziamenti del decreto-legge (1,65 miliardi), ricordiamo, attiene il Commissariato all'Emergenza guidato dal generale Francesco Paolo Figliuolo, e i laboratori di analisi che, oltre i 200 mila esami l'anno, godranno di stanziamenti aggiuntivi dalle regioni. Ma forse interessa di più i cittadini la norma in base alla quale chi ha avuto il Covid-19: sarà coperto con uno stanziamento di 58 milioni per il monitoraggio delle conseguenze con esami specifici, con spese tutte a carico della parte pubblica e senza ticket da pagare.
 
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