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19 maggio 2006
Il cervello 'lavora' anche dormendo.

E' italiano l' ultimo studio sull' attività cerebrale.

 

FIRENZE - Dormire serve a rimettere ordine nel cervello. Lo dimostrano gli studi compiuti dal team di ricercatori guidato dal professor Giulio Tononi, docente di psichiatria all'universita' del Wisconsin, e uno dei relatori di maggior prestigio del convegno mondale sul cervello, Human brain mapping, che si e' concluso venerdì a Firenze.
 Il suo gruppo di ricerca si occupa, in particolare, dei meccanismi e delle funzioni del sonno. Le ricerche hanno dimostrato che il cervello sfrutta il sonno per fare ordine e scremare quanto di inutile ha accumulato durante la giornata, preparandosi ad affrontare al meglio quella successiva.
I ricercatori hanno scoperto inoltre che ogni area del cervello puo' cadere in un sonno piu' o meno profondo in proporzione a quanto ha lavorato durante il giorno. Piu' il sonno e' profondo piu' il giorno seguente quella regione cerebrale eseguira' meglio i suoi compiti. Basandosi su dati comportamentali, farmacologici e criteri molecolari, il team di Tononi ha inoltre dimostrato che la Drosophila, il cosiddetto moscerino della frutta, ha dinamiche sonno-veglia simili a quelle dell'uomo.
'Il moscerino della frutta dorme come l'uomo e ci sta insegnando che cosa avviene nel nostro cervello quando dormiamo e quando soffriamo la privazione di sonno'', dice il professor Giulio Tononi.
 ''Per provare e capire la funzione del sonno e per chiarire le conseguenze funzionali della perdita di sonno, il nostro laboratorio ha impiegato una combinazione di metodi differenti, dalla genetica dei moscerini, al profilo espressivo dell'intero genoma negli invertebrati e nei mammiferi, all'analisi del comportamento in gatti e topi''.
 Il primo metodo sfrutta il potenziale della genetica della Drosophila per identificare i geni addetti alla regolazione del sonno. Si e' cosi' dimostrato che i moscerini dormono e hanno bisogno di dormire piu' o meno allo stesso modo dei mammiferi.
 ''Con un secondo metodo di ricerca, invece, e' stato sperimentato per la prima volta l'uso del profilo dell'intero genoma per identificare tutti i geni la cui espressione cambia nel cervello addormentato rispetto ad uno stato di veglia.
Negli ultimi dieci anni - spiega Tononi - abbiamo portato avanti questi test sul genoma utilizzando micro-schiere di DNA ad alta densita' nei moscerini, nei ratti, nei criceti e negli esseri umani. Nei ratti abbiamo scoperto che le centinaia di geni vengono espressi in modo differente nel cervello durante il sonno e la veglia''.
Al centro congressi di Firenze sono intervenuti circa 3000 ricercatori provenineti da 47 paesi che hanno illustrato i risultati delle ultime ricerche in materia di fisiologia cerebrale. Domani alcuni dei ricercatori presenti al congresso si sposteranno all'universita' di Pisa per partecipare ad un evento satellite, un convegno sul tema della paura, ''La paura dell'altro'', presieduto dal professor Mario Guazzelli, ordinario di psicologia clinica alla facolta' di medicina dell'ateneo pisano.
Al convegno parteciperanno anche filosofi, teologi e intellettuali fra i quali Vincenzo Cerami.

FONTE: ANSA NEWS 

 
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