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31 luglio 2006
L'accordo fra Ministro e Federfarma

Interrotti gli scioperi delle farmacie

Scongiurato il pericolo di una quarta giornata di sciopero (dopo quelle del 19, 26  e 28 luglio) delle farmacie. La decisione e' stata presa da Federfarma, che riunisce 16.500 esercizi privati, dopo l'incontro con il ministro della salute Livia Turco. Un incontro che e' servito a riallacciare il dialogo e raggiungere un'intesa, dopo il 'muro contro muro' delle ultime settimane tra categoria e governo in merito al decreto sulle liberalizzazioni. L'accordo raggiunto prevede un confronto e un lavoro che rafforza il ruolo del farmacista e delle farmacie senza modificare il decreto Bersani: in altre parole, la 'rivoluzione' che portera' i farmaci senza obbligo di ricetta fuori dalle farmacie andra' avanti, ma non bastera' la presenza di un farmacista in altri esercizi per far nascere una farmacia. A spiegarlo e' stato lo stesso ministro Turc ''Il decreto - ha detto al termine dell'incontro con i vertici di Federfarma - non stravolgera' affatto il ruolo delle farmacie e l'aver previsto l'ampliamento della presenza dei farmacisti non significa mettere in discussione il ruolo delle farmacie quali fondamentale presidio sanitario per la salute dei cittadini. Proprio su queste basi - ha aggiunto - e' stato possibile raggiungere un'intesa''. Soddisfatto anche il presidente di Federfarma, Giorgio Siri: ''Temevamo che il farmacista fuori dall'esercizio diventasse una nuova 'farmacia' - ha detto - ma il ministro ci ha rassicurato su questo punto e sul ruolo che le farmacie continueranno ad avere. Il decreto dunque - ha proseguito - passera' cosi com'e' e non chiediamo di modificarlo; chiediamo solo che il binomio farmacia-farmacista non perda il suo senso e rimanga presidio per la salute del cittadino''. Quanto alla serrata degli esercizi, si e' trattato, ha tenuto a precisare il presidente Federfarma, di ''una agitazione fatta molto a malincuore per gli inevitabili disagi ai cittadini; tuttavia, era lo strumento per cercare un confronto, soprattutto con il ministro Bersani''. Accordo raggiunto, dunque, proprio sulla base di un impegno precis il ministro ha assicurato ai farmacisti che verra' rivalutato il ruolo della categoria e anche che si lavorera' per rinnovare la convenzione scaduta da otto anni. Contemporaneamente, si instaurera' un confronto per la corretta applicazione delle norme previste per la categoria all'interno del decreto Bersani. Una svolta giunta al termine di una ennesima giornata difficile e Turco non ha nascosto la propria soddisfazione: ''Sono molto contenta - e' stato il suo commento - della decisione di Federfarma di revocare lo sciopero. Una scelta che conferma l'atteggiamento responsabile da parte di chi gestisce le farmacie". Ma solo questa mattina, la possibilita' di un'intesa appariva ancora dubbia. La giornata si e' infatti aperta all'insegna di nuovi disagi: Quasi totale l'adesione allo sciopero, con l'esclusione delle farmacie di alcune citta' (come Milano e Torino). Il servizio minimo e' stato comunque garantito dalle farmacie comunali e da quelle di turno. Una situazione considerata a rischio dallo stesso governo, che aveva lasciato presagire, dalle parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta, la possibilita' di misure decisive: "Il governo - aveva detto Letta in mattinata, al termine del Consiglio dei ministri - valutera' le forme necessarie a garantire il diritto alla salute dei cittadini". Poi, i contatti e l'espressa disponibilita' di Federfarma a revocare la protesta a fronte di una convocazione da parte del ministro, per illustrarle le proposte della categoria. A stretto giro e' giunta la convocazione, che ha portato alla svolta decisiva: da domani il servizio riprendera' regolarmente in tutta Italia.
''Esprimiamo grande soddisfazione per l'accordo raggiunto, che ha consentito di riprendere il servizio farmaceutico assicurato dalle 16 mila farmacie private nelle sue forme normali gia' da domani mattina''. Lo affermano, in una dichiarazione congiunta, il ministro della salute, Livia Turco, e il presidente di Federfarma, Giorgio Siri, sottolineando come l'impegno comune sia volto ad un rilancio del ruolo delle farmacie sul territorio. ''L'impegno che abbiamo condiviso - si legge nella dichiarazione congiunta al termine dell'incontro al ministero della salute - e' per il pieno rilancio della farmacia quale presidio insostituibile del servizio sanitario nazionale, anche attraverso l'ampliamento delle sue funzioni di assistenza al cittadino nell'ambito delle strutture e dei servizi della medicina territoriale. Abbiamo poi convenuto - prosegue la nota - sul fatto che i nuovi spazi di vendita di medicinali senza obbligo di prescrizione, previsti dal decreto sulle liberalizzazioni, non debbano in alcun caso trasformarsi in farmacie, impegnandoci contestualmente a monitorare gli effetti dei nuovi provvedimenti sul piano dei consumi al fine di evitare fenomeni di utilizzo improprio del farmaco''. Al fine di dare seguito a questi impegni, concludono Turco e Siri, ''abbiamo stabilito di istituire un tavolo permanente di confronto tra Ministero della Salute e Federfarma finalizzato a individuare gli strumenti idonei al monitoraggio degli effetti del decreto e a indicare, insieme alle Regioni, gli elementi di valorizzazione del ruolo e delle funzioni della farmacia nell'ambito della nuova convenzione nazionale tra farmacie e Servizio sanitario nazionale, con particolare attenzione alle piccole farmacie''.
Non esistera' un binomio farmacista-farmacia: la semplice presenza di un farmacista per la vendita di un medicinale non determinera' l'apertura di una farmacia. E' questa l'assicurazione che i farmacisti della Federfarma hanno giudicato indispensabile per arrivare alla revoca della protesta, giunta alla terza giornata di sciopero. ''Era un binomio che non potevamo accettare - ha detto il presidente di Federfarma, Giorgio Siri -. Farmacisti e ministro proseguiranno il confronto grazie all'apertura di un tavolo''. Nei confronti dei cittadini che hanno subito disagi in questi giorni, Siri ha espresso ''dispiacere e solidarieta''', ribadendo pero' che la protesta era finalizzata anche ad assicurare la qualita' del servizio.
L'impegno che il ministro della Salute Livia Turco ha assicurato ai farmacisti della Federfarma e' quello di rivalutare il ruolo della categoria: ''l'obiettivo - ha detto Turco a termine dell'incontro al ministero, che ha portato alla revoca dello sciopero - e' quello di promuovere il ruolo della farmacia come garante della continuita' assistenziale''. Ai farmacisti il ministro ha anche assicurato che si lavorera' per rinnovare la convenzione scaduta da otto anni e contemporaneamente si instaurera' un confronto per la corretta applicazione delle norme previste per la categoria all'interno del decreto Bersani. ''Sono molto contenta - ha detto Turco - della decisione di Federfarma di revocare lo sciopero, soprattutto pensando all' interesse dei nostri cittadini. Una scelta che conferma l'atteggiamento responsabile da parte di chi gestisce le farmacie''.
 
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