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1 agosto 2006
'Sì alla sua valorizzazione, ma no al farmacista tuttofare'

La posizione dei medici sull'accordo Ministero-Federfarma

Si' alla valorizzazione del ruolo dei farmacisti e delle farmacie sul territorio nazionale, ma un 'no' deciso al rischio di una nuova figura di 'farmacista tuttofare'. E' chiaro il messaggio che il leader dei medici di famiglia, Mario Falconi, lancia a Federfarma e ministero della Salute in vista dell'apertura del tavolo di confronto: ''Attenzione a non voler svolgere ruoli che non sono di propria competenza''. Una posizione, questa, che il segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg) intende affermare con forza: ''Per questo - ha affermato Falconi - chiediamo di allargare il tavolo di confronto anche alla Fimmg, perche' non vorremmo che dal confronto scaturissero per i farmacisti ruoli diversi e impropri rispetto alla loro 'mission'''. Piena condivisione, dunque, dell'obiettivo volto alla valorizzazione delle farmacie, ha sottolineato Falconi, ''ma a patto - ha precisato - che venga valorizzato il ruolo principale della categoria e che i farmacisti rimangano, essenzialmente, i professionisti del farmac se i farmacisti si fossero infatti dedicati piu' alla qualita' del proprio lavoro che alla parte commerciale - e' il suo commento - molti dei problemi attuali, e che hanno portato alla situazione di rottura delle scorse settimane, non sarebbero sorti''. Dunque, no a ruoli impropri, da quello di ''commerciante a quello di medico''. Ma cosa significa in pratica? Nella farmacia 'del futuro', i pazienti, sulla base dell'intesa siglata tra Federfarma e governo, dovrebbero trovare dei presidi sanitari che garantiscono la continuita' assistenziale, con la possibilita', ad esempio, anche di prenotare esami e visite presso le asl, nonche' la possibilita' di eseguire esami diagnostici di base (come glicemia, colesterolo, azotemia). Un modello che piace ai medici di famiglia, purche' ci sia chiarezza su alcuni aspetti: ''Un simile modello - spiega Falconi - con i farmacisti che danno informazioni e consigli ed eseguono anche piccoli esami, ha senso ad esempio per le piccole farmacie dei centri periferici, dove maggiore e' l'esigenza dei cittadini, ma non ha al contrario significato nelle grandi citta', dove ospedali e studi dei medici di base hanno una presenza capillare''. Insomma, laddove serve, e in certe condizioni, ben venga il modello della farmacia 'plurifunzioni', e' la posizione dei medici di famiglia, purche' ''non si ecceda'': ''Nessun problema a che i farmacisti misurino la pressione o il colesterolo - ammonisce Falconi - ma poi devono indirizzare i pazienti ai medici di base; la preoccupazione e' che si tenda a sconfinare in campi altrui''. Inequivocabile il messaggio che la Fimmg lancia, dunque, al ministro della salute Livia Turco in vista del prossimo tavolo di confronto in fase di applicazione del decreto, e nella costruzione del nuovo modello di 'farmacia del futuro' bisognera' porre ''paletti ben precisi''.
 
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