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11 febbraio 2205
Latti per l'infanzia: continua il dibattito sui costi troppo elevati nel nostro Paese

Federfarma replica al Ministro Girolamo Sirchia

Prezzi ancora elevati (in media di 10 euro) per il latte in polvere in alcune farmacie italiane. Lo hanno verificato i carabinieri dei Nas, incaricati dal Ministro della Salute Girolamo Sirchia di monitorare su scala nazionale farmacie e supermercati su eventuali aumenti nei prezzi del latte per l'infanzia e nei farmaci di fascia 'C'. Il Ministro sta ora vagliando le motivazioni che hanno condotto all'aumento del prezzo del latte in polvere e non e' escluso che adottera' opportune misure. I Nas hanno rilevato alcuni casi di effettivo incremento di prezzo del latte: ''il fenomeno - spiega una nota del ministero - va letto alla luce della tendenza al calo dei prezzi del latte per l'infanzia che, secondo il rapporto dei Nas del dicembre 2004, aveva sfiorato punte di 10 euro''. Per quanto riguarda le farmacie, nei primi dieci giorni di febbraio, i Nas hanno trovato a Firenze una variazione nel prezzo di un prodotto da 23,04 a 35,91, con un aumento di 12,87 euro. A Brescia e a Udine la variazione e' stata rispettivamente, da 12,95 a 22,30, con un aumento di 9,35 euro, e da 14,41 a 24,83, con un aumento di 10,42 euro. Registrati anche sette casi di aumento di circa 5 euro. In generale, negli altri casi il monitoraggio dimostra una conferma dei livelli di prezzo precedenti. Due sono le diminuzioni di prezzo riscontrate dai Nas: ad Aosta, da 41 a 30,10 euro (-10,90 euro) e a Roma da 21,70 a 11,39 euro (-10,31). ''Per quanto riguarda i supermercati - continua il ministero - si registrano un solo caso di aumento significativo, da 18,80 a 27,90 euro (+9,1), alcuni aumenti contenuti (+3/4 euro) e qualche riduzione di prezzo. L'attivita' dei Nas si e' svolta con l'ispezione complessiva di 119 farmacie. Contestualmente, sono stati effettuati controlli anche sui prezzi dei farmaci di fascia C dai quali non sono emerse, al momento, anomalie rispetto all'anno precedente.
''Ancora una volta le farmacie rischiano di apparire responsabili dell'elevato prezzo dei latti per bambini e del comprensibile scontento delle famiglie, costrette ad acquistare il latte a prezzo ben piu' elevato di quello degli altri paesi europei'': e' contro questa impressione, attribuita alla nota del ministero della Salute sui controlli dei Nas, che la Federfarma vuole replicare. I farmacisti ricordano che l'invito a ridurre i prezzi riguarda unicamente il latte in polvere per i primi quattro mesi. Non riguarda il latte liquido, quelli di proseguimento e quelli speciali. I prezzi dei latti sono liberi, in quanto non si tratta di farmaci, bensi' di alimenti. Questo vuol dire che ogni produttore e ogni distributore puo' fissare il prezzo di cessione che ritiene congruo, e i produttori hanno persino eliminato il prezzo al pubblico consigliato. ''Il prezzo elevato dei latti - aggiunge la Federfarma - dipende dalla politica commerciale dei produttori che applicano alle farmacie italiane prezzi piu' alti di quelli praticati alle farmacie all'estero; ne' ci risulta che i produttori abbiano accolto tutti e in maniera omogenea l'invito a ridurre il prezzo di cessione alle farmacie. Poiche' i margini delle farmacie sui latti sono molto esigui, le farmacie non riescono a ridurre i prezzi, come ben sa anche il ministro, che ha chiesto percentuali di riduzione diverse ai produttori e alle farmacie''. Federfarma vedrebbe invece con favore provvedimenti ministeriali per controllare i prezzi. Dal primo marzo il problema potrebbe essere, almeno in parte, risolt cooperative di farmacisti hanno promosso l'importazione dalla Germania e la distribuzione di un latte che risponde ai requisiti richiesti dalle leggi italiane e europee e che ha un costo in linea con i prezzi europei. Federfarma propone, infine, la creazione di una lista di latti equivalenti redatta da organismi sanitari in analogia con le liste dei farmaci. La lista sarebbe molto utile in quanto spesso le mamme non utilizzano i latti piu' economici per la paura che non abbiano uguali proprieta' nutrizionali e uguale sicurezza.
 
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