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15 febbraio 2005
FARMACI: SCENARIO INQUIETANTE AL 2010 PER AUMENTO SPESA

STUDIO NELLA ASL1 LEGNANO, DAL 9 AL 124% IN PIU'

L'incremento dei consumi di farmaci da parte degli anziani potrebbe portare la spesa farmaceutica a un aumento, nel 2010, da un minimo del 9 a un massimo del 124%. E' lo scenario inquietante che emerge da uno studio finanziato da Farmindustria e svolto nella Asl1 Legnano (in provincia di Milano) da Vittorio Mapelli, professore di Economia sanitaria presso la facolta' di Medicina dell'Universita' di Milano. Lo studio - raccolto nel volume 'Invecchiamento e consumo di farmaci' (118 pagine, Il Sole-24 ore) presentato questa mattina alla presenza del ministro della Salute, Girolamo Sirchia - precisa che i consumi pro capite aumenterebbero, sempre nel 2010, da un minimo del 10,1% - tenendo conto del solo aumento del numero degli anziani - a un massimo del 19,4% e la spesa per il singolo cittadino potrebbe salire, per gli stessi motivi, da un minimo del 9,4 a un massimo del 142,7%. Allo studio di Mapelli, partito dalle analisi dei dati riguardanti utenti, consumi e spesa farmaceutica (lorda) dell' Asl1 della provincia di Milano nel 2000, sono stati applicati i tassi di crescita demografica previsti dall'Istat al 2010, che hanno permesso l'elaborazione di alcune ipotesi sull'evoluzione del consumo farmaceutico nella popolazione anziana. In particolare, lo studio parte dagli aumenti demografici previsti dall'Istat per le regioni del Nord, ottenendo un incremento globale identico a quello dell' Italia (+1,4%), un' accentuata crescita delle classi anziane (+17%), una significativa crescita delle classi giovanili (+5,3%) e una contrazione delle classi centrali di eta' (-2,8%). Partendo da queste proiezioni, in base a tutte le simulazioni effettuate emerge un quadro preoccupante per il futuro della Sanita' pubblica: ad esempio, ipotizzando che aumenti la sola variabile 'invecchiamento' e che tutte le altre (casistica malattie, prezzi, consumo medicinali) restino costanti ai dati 2000, solo per questo fatto la spesa farmaceutica crescerebbe del 9,4%, con un incremento dei malati-consumatori che sara' del 3,2% e una crescita complessiva dei consumi del 10,1%. Ogni anziano, al di sopra dei 65 anni, nel 2010 spenderebbe per l' acquisto di farmaci oltre 358 euro. Una cifra enorme rispetto ai piu' giovani (15-64 anni), che consumeranno farmaci per circa 91 euro, mentre i consumatori pediatrici (0-14 anni) si attesteranno intorno ai 23,5 euro. E se questa fascia di eta' consumera' 1,7 confezioni di medicinali e quella tra i 15 e 64 anni arrivera' a 6,7 confezioni, gli ultra-sessantacinquenni toccheranno le 29,2 confezioni, con prezzo medio di 12,2 euro. Questo, tenendo conto della sola variabile 'invecchiamento' della popolazione. Ma se a questo aumento dei consumi si sommano gli effetti delle altre variabili in esame, come l'aumento dei malati cronici, l'aumento dei consumi e l'aumento dei prezzi, la spesa pro capite potrebbe lievitare fino al 142,7%. Ad esempio - si afferma nelle conclusioni del volumetto - solo ipotizzando un peggioramento delle condizioni di salute (+10% della frequenza di malati cronici ultra sessantacinquenni e +10% dei malati acuti di ogni eta'), il numero dei malati- consumatori si incrementerebbe del 12,6%, le confezioni consumate del 19,4% e la spesa farmaceutica a carico del SSN del 18,4%. Ancora: se all'effetto demografico ed epidemiologico si andasse a sommare un aumento della propensione al consumo simile a quello piu' recente (+2% annuo), ne risulterebbe un incremento delle confezioni consumate del 45,5% e della spesa lorda del 44,3%. Infine, se alle variabili reali finora considerate si dovesse unire un aumento medio dei prezzi simile a quello sperimentato nel quinquennio 1995-2000 (+8,3% effettivo), la spesa lieviterebbe del 142,7%, rimanendo fermi i tassi di crescita delle altre variabili. Ma e' possibile estendere queste previsioni dalla Asl1 Legnano all'Italia intera? Nell'Asl oggetto dell'analisi - conclude lo studio - gli anziani sono il 16% della popolazione e assorbono il 47% della spesa farmaceutica, perche' un anziano costa, per farmaci, quattro volte di piu' di un adulto. Ma Questo fenomeno non e' distante dalle realta' di molte regioni italiane. ''Cio' significa - per Mapelli - che non e' piu' possibile sottovalutare le tendenze che sono in atto nel nostro Paese arginando il problema e attuando solo interventi economici concentrati sul breve periodo. Ma bisogna fare un salto in avanti pianificando politiche di lungo periodo che tengano conto di tutte le variabili in gioco e dei loro effetti futuri''. Mapelli suggerisce il ricorso alle mutue integrative per evitare una crescita esponenziale del debito sanitario dovuto all' invecchiamento della popolazione.
 
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