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22 settembre 2006
Lesioni cerebrali

40 mila gli italiani che si trovano in uno stato vegetativo

Sono ben 40 mila gli italiani che, in seguito ad una grave lesione cerebrale, si trovano in uno stato vegetativo persistente. Non si sono, cioe', mai risvegliati dal coma in cui sono caduti dopo un incidente, un trauma cranico o un ictus. Una situazione ancor piu' drammatica, se si pensa che questi 40 mila malati rappresentano solo il 4% degli italiani che hanno subito una Grave Cerebrolesione Acquisita (GCA), che la loro eta' media e' di 33 anni, e che i posti letto per trattare queste patologie (e la loro riabilitazione) in maniera adeguata non sono sufficienti. A sollevare la questione sono gli esperti che, nel corso di una conferenza stampa oggi a Roma, hanno presentato il congresso internazionale sulle GCA, in calendario dal 25 al 28 settembre a Cassino (Frosinone). Il problema, spiegano gli organizzatori del congresso, e' che i pazienti colpiti da lesioni cerebrali sono ''casi che la medicina riesce a salvare, ma che in pochi sanno trattare nella fase post-traumatica attraverso un corretto modello organizzativo, perche' i reparti di terapia intensiva sono riservati agli acuti, mentre la lungodegenza e' spesso non sufficientemente qualificata''. Insomma, i pazienti colpiti da lesione cerebrale hanno bisogno di una assistenza intensiva e prolungata nel tempo, ma le strutture sanitarie non sarebbero sufficientemente attrezzate per gestire questo bisogno; ''senza contare - ha aggiunto Alberto Freddi, presidente del Congresso - che piu' del 50% dei pazienti con GCA presenta anche un politrauma associato, come lesioni alla milza o rottura delle ossa. Le persone che entrano in un reparto di Riabilitazione ad Alta Intensita' (RAI) hanno patologie gravissime, hanno bisogno di assistenza intensiva e sono spesso colpiti da severe menomazioni che portano a degenze molto prolungate, e quindi ad una rapida saturazione dei pochi posti a disposizione''. Secondo le statistiche, in Italia si assiste ad una media di 250 casi di trauma cranico-encefalico ogni 100 mila abitanti, di cui 7000 nella sola citta' di Roma. ''E va sottolineato - aggiunge Freddi - che questi casi rappresentano solo il 50% delle Gravi Cerebrolesioni Acquisite, che hanno quindi un'alta severita' e un'alta numerosita' ''. Gli organizzatori del congresso, comunque, sono espliciti: nel settore pubblico ''non vi sono, al momento, sufficienti risorse strutturali, tecnologiche e di personale atte a soddisfare le esigenze di questa utenza. Le norme dettate dalla pianificazione nazionale e dai piani sanitari regionali rappresentano per lo piu' mere disposizioni predicatorie, ove alle ipotesi di assetto assistenziale fa sovente riscontro la piu' desolante inadempienza. Carenze nettamente piu' palesi nel sud e nel centro, mentre la situazione appare meno grave nelle regioni del nord del Paese''.
 
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