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20 ottobre 2006
Terapia antidolore

Il disegno di legge ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri

Si chiama terapia antidolore e gli spinelli non c'entrano niente, ma gli esponenti dell'opposizione gia' hanno espresso le loro critiche. Il disegno di legge, che ha ricevuto oggi il via libera del Consiglio dei ministri, e che apre le porte all'uso terapeutico della cannabis, avrebbe come obiettivo, secondo alcuni parlamentari, di presentare come positiva una sostanza, quale la cannabis, che e' una droga, e aprire le porte alla legalizzazione delle droghe. Ma il ministro della Salute, Livia Turco, che ha messo la sua firma sul ddl, ribadisce con forza: ''Questo e' un Paese strano. Stiamo parlando di terapia antidolore, che nulla ha a che vedere con gli spinelli, mentre basta che si parli di cannabis e succede il finimondo''. Al contrario, l'obiettivo del provvedimento e' di ''alleviare il dolore del malato ogni volta che cio' e' possibile''. E l'introduzione dell'uso terapeutico della cannabis mira proprio a quest in pratica, si da' il via libera alla possibilita' di utilizzare due principi attivi di sintesi derivati appunto da tale sostanza (Delta-8-tetraidrocannabinolo e Delta-9-tetraidrocannabinolo), peraltro gia' in uso in vari paesi, la cui efficacia nelle terapie antidolore e' dimostrata. Insomma, bando alle polemiche ''strumentali'', il fine del disegno di legge sulla 'semplificazione degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute' e', secondo il ministro, chiar rendere piu' facile la prescrizione dei farmaci antidolore, inclusi gli oppiacei, per l'utilizzo dei quali l'Italia si colloca tra le ultime posizioni in Europa. A tal fine, il ddl agisce su piu' fronti. Innanzitutto viene semplificata la prescrizione dei farmaci oppiacei consentendo al medico di utilizzare il ricettario normale anziche' quello speciale, eliminando cosi' le difficolta' burocratiche che spesso rendono difficili tali prescrizioni. Inoltre, viene consentita la prescrizione dei medicinali oppiacei anche al di fuori delle patologie oncologiche e, quindi, per quelle malattie croniche o invalidanti per le quali un'adeguata terapia del dolore e' essenziale per una migliore qualita' della vita. Si semplifica poi l'aggiornamento periodico dell'elenco dei farmaci oppiacei, che potra' avvenire con un decreto ministeriale, sentito il Consiglio superiore di sanita', senza dover ricorrere a modifiche legislative come e' invece previsto oggi. Il ddl prevede anche che si renda piu' agile la gestione dei registri per il controllo del movimento degli stupefacenti ad uso terapeutico facilitando il lavoro dei medici e dei farmacisti. Quindi, il punto piu' dibattut si integra la tabella dove sono inseriti gli stupefacenti ad uso terapeutico con due farmaci a base di sostanze cannabinoidi gia' in uso in Canada, Usa, Gran Bretagna, Svizzera, Olanda, Belgio e Germania. In realta', il ddl contiene anche altre norme di semplificazione, dall'abolizione di certificazioni inutili alla lotta all'abusivismo sanitario. Sono anche previsti il divieto di vendita e somministrazione di alcol in autostrada 24 ore su 24, nuovi criteri per il trattamento dei dati dei pazienti nel Ssn (ogni soggetto avra' un codice univoco che non consentira' l'identificazione dell'interessato) e l'istituzione di Registri di mortalita' e patologia riferiti a malattie di rilevante interesse sociale. Si tratta di norme ''di semplificazione nell'ambito del Ssn - ha tenuto a precisare lo stesso presidente del Consiglio Romano Prodi nella conferenza stampa seguita alla riunione del Cdm - che si legano a una politica generale di semplificazione che questo governo ha intrapreso''. Una semplificazione, nel caso della prescrizione dei farmaci antidolore, accolta con grande soddisfazione da chi con il dolore dei pazienti e' a contatto ogni giorno, i medici specializzati in cure palliative: ''Non vi saranno piu' ostacoli formali e scuse - ha commentato il presidente della Societa' Italiana di Cure Palliative, Furio Zucco - per non prescrivere queste medicine indispensabili per lenire i dolori di oltre 300.000 persone ogni anno, facendo uscire finalmente il nostro Paese dal ruolo di fanalino di coda per il consumo di oppioidi, un indice della sensibilita' culturale nel trattamento contro la sofferenza''. Del tutto contrari invece gli esponenti di An e Lega, tra cui Gasparri, Pedrizzi e Montani, che hanno espresso i loro dubbi ''sull'opportunita' di varare un disegno di legge sull'uso terapeutico della cannabis, i cui presunti effetti antidolorifici sono conseguibili attraverso moltissimi farmaci gia' in commercio. L'obiettivo dare la sensazione che la cannabis sia una sostanza positiva e legalizzare le droghe''. Positivo invece il giudizio di alcuni membri della maggioranza, come Tommaso Pellegrino dei Verdi e Maurizio Bulgarelli dei Verdi-Prc, secondo cui il provvedimento ''mette l'Italia al passo con gli altri Paesi europei'' e rappresenta ''una vittoria per i malati, tutelando la liberta' di cura''.
 
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