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28 novembre 2006
L'Italia ha i reumatismi

A soffrirne sono sei milioni di persone

L'Italia ha i reumatismi: a soffrirne sono sei milioni di persone e questo numero, per l'aumento dell'eta' media della popolazione, e' destinato a crescere. Ma l'effetto non si sente solo sulle ossa: le malattie reumatiche sono tra le principali cause di prepensionamento e disabilita' e costano al paese 21 miliardi di euro l'anno. E' il quadro emerso nel corso della IX Conferenza Internazionale per le Associazioni Europee dei Malati Reumatici 'Arthritis People on the Move' (APOM), che si e' aperta oggi a Roma alla presenza dei delegati di oltre 26 nazioni in rappresentanza oltre 40 associazioni nazionali e locali. Benche' si assista a un miglioramento delle terapie e si accorcino i tempi per arrivare a una diagnosi, ha riferito il presidente della Societa' Italiana di Reumatologia Stefano Bombardieri, ancora il nostro paese soffre della mancanza di una rete di assistenza adeguata e di informazione ai cittadini per conoscere e, per quanto possibile, prevenire queste patologie. Le malattie reumatiche coinvolgono articolazioni, muscoli, ossa, tendini e altre strutture del sistema locomotorio. Possono essere di origine infiammatoria, degenerativa o metabolica e comprendono differenti forme di artrite, osteoporosi o comuni malattie a carico del tessuto connettivo. Interessano individui di tutte le eta', di entrambi i sessi e possono sviluppare artriti anche i giovani e i bambini. Approssimativamente, un terzo della popolazione europea, circa 100 milioni di persone, soffre di una patologia reumatica ad un certo momento della vita, dato in aumento a causa del crescere dell'eta' media del vecchio continente. Queste malattie sono la seconda maggiore causa di consulto medico. Nel maggior numero di paesi esse contano per piu' del 20% degli interventi di pronto soccorso. Alti i costi diretti e indiretti di queste patologie: piu' del 60% dei prepensionamenti o congedi lavorativi a lungo termine hanno come motivazione una condizione patologica reumatica e circa 450 milioni di giornate lavorative, interamente pagate, sono perse a causa di denunce di problemi reumatici. Oggi l'assistenza ai pazienti va migliorando e diminuiscono i ritardi nella diagnosi, ha affermato Bombardieri, pero' in Italia rimane qualche disparita' geografica. ''Basti pensare - ha detto l'esperto - che solo fino a qualche anno fa molte regioni non avevano neppure inserite nel piano sanitario regionale sezioni dedicate a queste malattie''. Ma cosa si puo' fare per prevenire le malattie reumatiche? Ci possiamo proteggere soprattutto da malattie legate all'eta' come l'artrosi, che si stima entro il 2010 riguardera' il 12,2% della popolazione in Italia, ha spiegato Bombardieri. Cruciale e' assumere sempre una postura corretta, vivere in ambienti confortevoli e soprattutto fare esercizio fisico per assicurare all'apparato muscolo-scheletrico quel vigore utile per evitare cadute, molto frequenti negli anziani. Tuttavia, per tutte le malattie reumatiche lo sforzo ancora da compiere, ha concluso Bombardieri, e' generare consapevolezza: perche' le persone possano riconoscerne i sintomi, perche' i medici intervengano tempestivamente, perche' le istituzioni dotino il territorio in modo uniforme ed adeguato delle strutture necessarie a soddisfare la domanda di salute dei pazienti.
 
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