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21 febbraio 2005
"I medici giovani sono migliori di quelli anziani"

Provocatoria ricerca dagli Stati Uniti

Una nuova, provocatoria ricerca dall'America ribalta la opinione corrente che porta l'uomo della strada a fidarsi di medici anziani: presi come gruppo, i dottori giovani e perfino i neo-laureati - sostiene lo studio targato Harvard Medical School - offrono cure di qualita' superiore e espongono potenzialmente i pazienti a minori rischi dei colleghi con piu' anni di esperienza. L'affermazione ''suona come un campanello d'allarme per la classe medica'', si legge in un editoriale che accompagna lo studio del team di Harvard sulla prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine. Secondo gli scienziati, che hanno analizzato 40 anni di ricerche sui fattori che influenzano la qualita' delle cure ricevute dai pazienti, i medici anziani tendono a non conoscere o a non seguire i trattamenti standard correnti in ogni tipo di materia, dalla chirurgia alla pediatria. Uno di questi studi, pubblicato nel 2000 dall'American Board of Internal Medicine, ha addirittura scoperto che trovarsi nelle mani di un neo-laureato aumenta del 10% le chance di sopravvivenza per chi ha subito un infarto rispetto a chi, nelle stesse condizioni, si fa curare da un cardiologo anziano. - ESPERIENZA CONTRO AGGIORNAMENTO: esperienza dunque, contro aggiornamento e agilita' mentale: il dibattito rischia di essere eterno ed e' destinato a creare controversie. Molti ''vecchi dottori'' e gli stessi ricercatori di Harvard si sono affrettati a sottolineare che qualita' essenziali ma difficili da misurare nella relazione medico paziente come la formazione di un rapporto di fiducia con il malato migliorano con il tempo e che l'eta' e' solo uno dei tanti fattori in gioco. Ma gli stessi anziani hanno concordato che per molti di loro e' spesso difficile tenere il passo con il bombardamento di nuovi studi e di nuove tecnologie a cui i medici sono sottoposti di questi tempi. Questo e' specialmente vero perche' i professionisti della medicina sono spesso in lotta contro il tempo per visitare tutti i loro pazienti. - ALLUVIONE DATI, DIFFICILE TENERSI AL PASSO: ''Quando vai all'universita' immagazzini una quantita' enorme di conoscenza, ma poi si presume che ti aggiorni da solo, che tieni il passo con un enorme alluvione di nuovi fatti'', ha osservato Donald Berwick, 58 anni, presidente dell'Institute for Healthcare Improvement di Boston, che si e' laureato nel 1972. ''Qualcuno ha detto - ha aggiunto - che se un medico comincia a leggere un nuovo studio al giorno sara' indietro di 10 mila nuovi studi alla fine dell'anno''. Ma il problema non e' solo il volume di nuova informazione o la tendenza della gente a dimenticare le nozioni con il passare del tempo, ha sostenuto Niteesh Choudhry, 33 anni, capo dell'equipe di Harvard che ha condotto la ricerca. A suo giudizio la filosofia della scienza medica e' cambiata negli ultimi tre decenni: da una visione del medico che si fonda primariamente sulla propria esperienza per prendere una decisione a un nuovo modello in cui i medici si basano sempre piu' sulla ricerca pubblicata sulle riviste specializzate. - NUOVO MODELLO MEDICINA: i medici non addestrati nella ''medicina basata sull'evidenza'' tendono a essere piu' lenti ad adottare nuovi approcci o ad abbandonare approcci diventati desueti, ha suggerito Choudhry. La ricerca ha provocato ''iniziale sorpresa'' delle due organizzazioni che forniscono aggiornamento professionale ai medici americani, l'American College of Physicians e l'American Board of Internal Medicine, che poi pero', alla luce dell'ampiezza del materiale presentato, hanno dato allo studio di Harvard la loro benedizione: ''l'esperienza non basta, deve essere accompagnata da uno sforzo attivo per mantenere competenza e qualita'', hanno scritto nell'editoriale di accompagnamento dello studio Steven Weinberger, del College of Physicians, e Daniel Duffy e Christine Cassel del Board. - SPINTA PER L'AGGIORNAMENTO OBBLIGATORIO: la tendenza verso l' aggiornamento obbligatorio dei medici e' cominciata per alcune categorie: nella medicina d'urgenza i medici negli ultimi due anni sono obbligati a passare un esame on-line per mantenere la licenza. Lo studio di Harvard non ha aperto una immediata battaglia generazionale: medici di ogni eta' concordano che i neo-laureati hanno il vantaggio di essere addestrati di fresco nelle tecniche piu' recenti. Ma anche qualche giovane come Jonathan Winkoff, pediatra di 34 anni presso il Massachusetts General Hospital, ha osservato che non e' tanto l'eta' che conta quanto la disponibilita' di tenersi aggiornati sulla ricerca. Lo studio di Harvard e' una revisione di ricerche condotte da altri. Choudhry e i suoi colleghi hanno analizzato 59 studi condotti dal 1966 in cui la distanza dalla laurea dei medici e' stata presa come base per giudicare la qualita' delle cure ricevute dai malati. Tre quarti degli studi dimostravano che le capacita' complessive dei medici peggioravano col tempo, mentre solo due ricerche avevano concluso che il rendimento dei dottori migliora col passare degli anni.
 
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