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23 febbraio 2005
Importante ricerca italiana sul Morbo di Alzheimer

Il primo farmaco salva memoria si basa sul fattore di crescita delle cellule nervose

E' tutta italiana la sostanza candidata a diventare il primo farmaco salva-memoria capace di riparare i danni provocati dalla malattia di Alzheimer: si basa sul fattore di crescita delle cellule nervose (NGF) scoperto dal Nobel Rita Levi Montalcini e alla sua produzione come farmaco sta lavorando, sempre in Italia, una spin-off nata dalla Scuola superiore di studi avanzati (SISSA) di Trieste. ''Stiamo lavorando sulla produzione di NGF ricombinante umano'' ed entro due anni anni potrebbe essere possibile avere a disposizione una quantita' del farmaco utile per avviare una sperimentazione clinica, ha detto il ricercatore della SISSA Antonino Cattaneo, allievo di Rita Levi Montalcini, che oggi ha pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti, PNAS, il primo studio che dimostra nei topi la possibilita' di somministrare l'NGF in modo non invasivo, per inalazione, in modo che dal naso raggiunga direttamente il cervello. La ricerca e' stata finanziata da Telethon nell'ambito del progetto su strategie terapeutiche non invasive per l'Alzheimer, il cui titolare e' Nicoletta Berardi, dell'Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa. - TOPI MALATI RICORDANO DI NUOVO: somministrare l'NGF per via nasale si e' dimostrata una soluzione efficace, visto che nei topi utilizzati come modello della malattia di Alzheimer ''l'NGF ha migliorato le condizioni di sopravvivenza delle cellule'', ha detto la ricercatrice Simona Capsoni, che ha partecipato allo studio. Dopo avere inalato la sostanza a base di NGF i topi malati hanno ritrovato la memoria, riuscendo a ricordare oggetti a loro familiari. Dal naso l'NGF ha raggiunto il cervello, innescando un processo che ha migliorato la qualita' delle cellule e che gradualmente ha fatto regredire tutti i segni della malattia. ''Questo lavoro mostra ora che a regredire non e' solo la degenerazione delle cellule nervose, ma anche alcuni sintomi di deficit comportamentali e cognitivi'', ha osservato Nicoletta Berardi. - INALARE NGF: si risolve il grande problema della somministrazione del fattore di crescita. Che l'NGF avesse effetti positivi sui malati di Alzheimer era noto da tempo, ma il problema era far penetrare questa sostanza nel cervello attraverso la barriera emato-encefalica. Di conseguenza tutte le strade finora tentare erano molto invasive perche' puntavano a somministrare il fattore di crescita direttamente nel cervello. ''Adesso abbiamo dimostrato che e' possibile una via di somministrazione meno invasiva'', ha detto Cattaneo, da poco diventato condirettore dell'Istituto europeo per le ricerche sul cervello (EBRI) voluto da Rita Levi Montalcini. - VERSO FARMACO SALVA-MEMORIA: ''Aver dimostrato che una proteina come l'NGF puo' arrivare in dosi terapeuticamente utili fino al cervello - ha aggiunto - apre la prospettiva di poter utilizzare in futuro questa sostanza come potenziale farmaco''. Diventa cioe' possibile sviluppare il primo farmaco basato sull'NGF: una conquista scientifica italiana promette cosi' di ''colmare una lacuna'' sul piano industriale. ''Si tratta di una grande opportunita' per l'industria biotecnologica italiana'', ha osservato Cattaneo. E sviluppare un farmaco basato sull'NGF e somministrabile per inalazione e' uno degli obiettivi cui sta lavorando la societa' nata dalla SISSA, chiamata Lay-Line Genomics. ''Si tratta di uno sviluppo che necessita di molti capitali - ha concluso Cattaneo - ma contiamo di poter avere, fra 18 e 24 mesi a partire da ora, una proteina ricombinante ben caratterizzata per poter avviare lo studio clinico''.
 
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