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6 febbraio 2007
Bambini e telefonini

Sempre più diffusa la mania

In Europa la 'telefonino-mania' e' sempre piu' diffusa tra i minori e non risparmia nemmeno i bambini. A lanciare l'allarme e' la Commissione Ue, che sta lavorando a un insieme di regole per ridurre i rischi legati all'uso delle nuove tecnologie, quelle dei cellulari di ultima generazione: dalla possibilita' di inviare o ricevere video messaggi di ogni genere a quella di collegarsi liberamente ad internet e scaricare ogni sorta di musica, immagini o giochi. Tra le ipotesi allo studio anche quella di telefonini dedicati ai ragazzi, con una serie di codici e procedure che limitano i servizi ai quali poter accedere. Le preoccupazioni di Bruxelles - che domani celebra la 'Giornata per un accesso a internet piu' sicuro' - appaiono fondate, visto che e' la cronaca di tutti i giorni a raccontarci quanto i ragazzi siano sempre piu' indifesi. Indifesi di fronte a contenuti internet non adatti ai minori, ma facilmente scaricabili sui cellulari: dai giochi piu' violenti ai filmati a sfondo sessuale e pornografico. Dilaga poi la moda di inviare foto e video 'fatti in casa', i cui contenuti sempre piu' spesso sono illegali. Per la Commissione Ue - che tempo fa ha lanciato una consultazione con gli operatori della telefonia mobile e con le associazioni dei consumatori - e' dunque l'ora di agire. - NUMERI CHE PREOCCUPANO. Le cifre, del resto, sono impressionanti, soprattutto per alcune classi di eta': secondo i dati di Eurobarometro, nei paesi dell'Unione europea posseggono un telefonino il 70% dei ragazzi tra i 12 e i 13 anni e il 23% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni. Ma ancor piu' preoccupante e' che il 20% dei bambini tra i 7 e i 15 anni non consulta mai i genitori sull'uso del cellulare, e il 30% dichiara candidamente: ''Papa' e mamma ignorano cosa faccio col telefonino''. Il fenomeno e' particolarmente diffuso in Italia dove (gli ultimi dati sono quelli di Eurisko) ad avere un proprio cellulare sono la meta' dei bambini tra gli 8 e i 13 anni e addirittura il 90% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni. Per le famiglie controllare diventa sempre piu' difficile, se non impossibile. - IPOTESI ALLO STUDIO. Per questo allo studio di Bruxelles ci sono varie ipotesi, a partire dalla sensibilizzazione degli stessi genitori, spesso non consapevoli e non informati sui rischi corsi dai figli nell'uso di internet e dei telefonini: si pensa, dunque, a una vasta campagna informativa nelle scuole e nei posti di lavoro. Tra le altre misure possibili - ma nulla e' ancora deciso - vi sono poi il divieto per un minore di acquistare sia un cellulare sia carte telefoniche pre-pagate (dovranno essere i genitori a farlo), oppure l'obbligo per gli operatori telefonici di fornire, insieme al numero del cellulare, una password per l'accesso ad internet. C'e' infine l'idea di promuovere telefonini dedicati ai bambini, idea che piace anche a molti operatori del settore. Si tratta di commercializzare cellulari che permettano agli adulti di controllarne le funzioni. In pratica (anche qui attraverso un sistema di password) la famiglia deve poter controllare con chi parla il proprio figlio e con chi scambia messaggi, permettendo la comunicazione esclusivamente con i numeri presenti in rubrica. Sempre una password, poi, rendera' possibile o meno l'accesso a internet o a contenuti multimediali.
 
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