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23 febbraio 2007
Lenti a contatto

Mai portarle per troppe ore di seguito

Mai portare le lenti a contatto per troppe ore di seguito, 'soffocano' la cornea, spia della salute dell'occhio che 'suona un allarme' avvertendoci tempestivamente in caso di infezioni. Se non ben ossigenata, la spia cessa di funzionare e si rischia di non accorgersi in tempo di infezioni in atto e danneggiare irrimediabilmente l'occhio. E' il consiglio che arriva dai massimi esperti italiani sul trapianto di cornea, che oggi aprono all'Universita' Cattolica di Roma l'XI Congresso Nazionale della Societa' Italiana Trapianto di Cornea (SITRAC). ''La gente deve comprendere che le lenti a contatto non sono un giocattolino'', sottolinea Emilio Balestrazzi, direttore della Clinica oculistica del Policlinico romano, e deve quindi usarle come qualcosa di serio, rispettando semplici ma determinanti regole. Infatti un uso cattivo o eccessivo delle lentine anestetizza la cornea che e' un po' come una spia perche', data la sua elevata sensibilita', allerta il paziente con sintomi quali fastidio, rossore, bruciore, di possibili infezioni in atto. Ma la spia e' messa fuori uso da scarsa ossigenazione, facilmente indotta quando le lenti sono indossate per troppo tempo. In piu' le lenti, se adoperate male, diventano esse stesse veicolo d'infezione. Cosa fare quindi per avere la liberta' dagli occhiali senza rischi? Regola numero uno, spiega Severino Fruscella, presidente SITRAC e del Congresso, l'igiene: dal semplice ma mai trascurabile gesto del lavarsi le mani prima di toccarle alla corretta manutenzione e conservazione delle lenti stesse. Poi, dato che la lente tende a seccare l'occhio, idratarlo con colliri ad hoc, proseguono gli esperti. E ancora, le lenti dovrebbero essere off limits in ambienti come spiaggia, barca, montagna, sauna e in generale in tutti quei luoghi ove c'e' polvere e vento. Evitare anche di bagnare gli occhi, in mare come in piscina, quando si indossano lentine, e no assoluto al sonno con le lenti. Precauzioni eccessive? Sembra proprio di no, infatti un'infezione oculare, specie se trascurata perche' la cornea anestetizzata non puo' segnalarla, puo' provocare cherato-congiuntiviti. Inoltre, conclude Fruscella, ''i patogeni coinvolti sono molto virulenti e spesso resistenti ad antibiotici per cui e' fondamentale agire con tempestivita' individuando il microrganismo coinvolto e il farmaco per eliminarlo, per evitare danni alla trasparenza della cornea e alla capacita' visiva, che in alcuni casi richiedono addirittura il trapianto''.
 
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