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6 marzo 2007
Allergie e riscaldamento ambientale

Aumentate la quantità di pollini in circolo che le piogge di solito spazzano via

Il riscaldamento globale e' il peggior nemico di chi e' allergico ai pollini: l'inverno mite e la scarsa piovosita' della stagione che stiamo per lasciarci alle spalle, infatti, non solo hanno anticipato le fioriture di molte piante causa di allergie, ma hanno anche aumentato la quantita' di pollini in circolo che le piogge di solito spazzano via. Infatti, spiega il Direttore della Clinica di Malattie dell'Apparato respiratorio ed Allergologiadell'ospedale San martino di Genova Walter Canonica, ''nella nostra clinica sin da Gennaio abbiamo visto pazienti con allergia ai pollini, cosa che prima non si verificava se non dall'inizio di marzo''. Basti pensare che se la mimosa prima fioriva nella seconda meta' di marzo, per poi spostarsi alla prima settimana del mese che ci porta la primavera, prosegue Canonica oggi intervenuto all'incontro 'Asma e rinite allergica? Metti a fuoco il problema'. ''Quest'anno - aggiunge l'allergologo - per la prima volta abbiamo assistito, al fatto che le parietarie, uno dei gruppi di piante che piu' comunemente da' allergie e che comprende per esempio le orticacee, non hanno mai smesso di fiorire''. In pratica cioe' queste piante, che dovrebbero fiorire da febbraio a novembre per 'riposarsi' in inverno, quest'anno hanno deciso di tartassare il naso degli allergici senza tregua, continuando a fiorire anche nei mesi, si fa per dire, freddi. E molti altri generi di piante i cui pollini danno fastidio ai soggetti allergici, aggiunge Canonica, proprio come l'esempio della mimosa, hanno iniziato a fiorire prima. E se il riscaldamento del pianeta aiuta i pollini a svolazzare sotto i nostri nasi, un altro fattore tipico dei cambiamenti climatici, l'assenza di pioggia che ha caratterizzato l'inverno corrente ormai agli sgoccioli, aggrava il problema pollini. ''Infatti - spiega Canonica - la pioggia abbatte i pollini, quando non piove invece il livello dei granuli pollinici nell'aria aumenta e chi e' allergico soffre di piu'''. ''Con i cambiamenti climatici cui stiamo assistendo - conclude Canonica - forse dovremo ripensare anche a tutto il sistema di assistenza ai pazienti la cui allergia cessa di essere stagionale per divenire 'perenne'''. Nonostante le bizza del clima, uno sguardo al calendario pollinico, consultabile sul neonato sito www.asmaerinite.it, potra' aiutare i pazienti a destreggiarsi con la loro allergia.
 
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