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16 maggio 2007
Tatuaggi e piercing

Ridotto il rispetto dellle norme igieniche previste dal Ministero della Salute

Aumentano le convention dedicate a tatuaggi e piercing, ma si riduce drasticamente il rispetto delle norme igieniche previste fin dal 1998 da linee guida del ministero della Salute. A lanciare l'allarme e' l'Associazione Tatuatori Italiani Riuniti (Atir). ''La situazione del tatuaggio e piercing in Italia e' peggiorata, dal punto di vista dell'igiene e dei controlli'', osserva il presidente dell'Atir, Giuseppe Serra. La causa, prosegue, e' da un lato nel ''moltiplicarsi di tatuatori (e piercers) in gran parte poco inclini ad ottemperare sia alle linee guida ministeriali del '98, sia alle (pochissime) iniziative normative regionali, dall'altra per il proliferare delle convention di tatuaggi''. Nati una trentina di anni fa, questi incontri sono ormai diventati ''puro business di tatuaggi a pagamento'' in condizioni decisamente carenti dal punto di vista igienico. Ambienti angusti e privi di acqua corrente, servizi igienici in comune con alcune centinaia o migliaia di persone, assenza di separazione tra ''zona sporca''e ''zona pulita'' cosi' come di né mensole o ripostigli di servizio. Sempre nelle convention, prosegue il presidente dell'Atir, accade che solo un paio di autoclavi siano a disposizione di decine di tatuatori e che gli stessi banchetti siano utilizzati come appoggio per esposizione delle tavole dei disegni e come lettini per distendere le persone che vogliono farsi tatuare. Senza contare, aggiunge, che molti operatori siano ''sprovvisti di qualsiasi qualifica professionale''. Serra rileva inoltre che ''molte Asl, che avrebbero competenza ad autorizzare e controllare tali 'Fiere del tatuaggio', spesso si accontentano di blandissime prescrizioni, di cui poi non controllano l'osservanza, o vengono addirittura bypassate da organizzatori piu' spicci che giocano sulla breve durata (due/tre giorni) dell'evento''. Secondo il presidente dell'Atir ''i danni ed i rischi di tale situazione sono fuori controllo, per cui e' senz'altro doveroso chiedere la proibizione assoluta, su tutto il territorio nazionale, dell'effettuazione di tatuaggi e piercing fuori degli ambienti normalmente a cio' adibiti ed autorizzati, oltretutto da parte di personale sprovvisto dei titoli previsti dalle (poche) Regioni che hanno una loro normativa, ma sempre, comunque, dalle Linee-Guida del febbraio 1998 e 16/07/98''.
 
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