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21 marzo 2005
Medicine alternative

Il documento elaborato dal Comitato Nazionale di Bioetica

Un voto all'unanimità ha licenziato oggi il documento sulle medicine alternative elaborato dal Comitato nazionale per la bioetica, che si è riunito a Palazzo Chigi in seduta plenaria. Due i presupposti di base sui quali il Comitato ha preso le mosse: chi pratica la medicina alternativa deve essere un medico, con tanto di laurea e regolarmente iscritto. In secondo luogo, è necessario il consenso libero e pienamente informato del paziente.

A spiegare le basi del documento (9 pagine suddivise in 19 punti) è il presidente del cnb, Francesco D'Agostino, che ha subito specificat "La nostra competenza è specificatamente bioetica. Quindi, la domanda che ci siamo posti nell'elaborare il documento non è stata se le medicine alternative funzionano o meno". Al contrario, il Comitato ha preso le mosse dall'esigenza di dare "una risposta etica" al problema. Tra le novità contenute nel documento, tuttavia non vincolante, e che susciteranno non poche polemiche, c'è appunto il consenso libero e informato del paziente. E cioè, il medico che pratica medicine alternative deve informare a fondo il paziente dei rischi, dei pregi, delle controindicazioni della cura alternativa e, di contro, deve informare il paziente sui rischi, i benefici e così via della medicina ufficiale, o meglio scientifica. In caso di situazioni o malattie giudicate gravi, e per le quali esistono rimedi scientifici accertati, allora il medico "non può non porre in essere ogni sforzo per mettere al corrente il paziente sui rischi che corre non sottoponendosi alla cura scientifica".

Altro punto cruciale del testo approvato dal Cnb è che se un paziente, adeguatamente informato, intende espressamente rinunciare alle terapie della medicina scientifica e ritiene invece di sottoporsi a quelle della medicina alternativa, i costi delle preparazioni e delle prestazioni fornite non devono essere posti a carico del servizio sanitario nazionale. Indicazione che contrasta con le scelte di alcune Regioni, tra cui Umbria, Lombardia e Toscana, che invece hanno inserito nei livelli essenziali di assistenza alcune cure alternative. Altro punto delicato, la somministrazione di medicine alternative a minori o incapaci. Per il comitato, esclusi i casi di patologie di minimo rilievo, "i medici devono prescrivere sempre il ricorso a terapie scientificamente convalidate". Inoltre, il Cnb auspica che le università e gli enti di ricerca, in particolare quelli pubblici, sviluppino programmi di ricerca sulle medicine alternative, sulla loro diffusione, sui risvolti sociologici.

Infine, il Comitato prescrive al paziente l'onere di informare il proprio medico delle eventuali altre cure scientifiche a cui si sottopone e viceversa, così da garantire una corretta diagnosi e un'adeguata indicazione terapeutica. Da sottolineare che nel documento viene riconosciuto il valore, in alcuni casi, delle medicine alternative, anche se il termine usato è "lenimento dei disturbi" per alcuni pazienti. Mentre è "molto più controverso l'accertamento della reale efficacia" di queste cure in casi di patologie gravi o a rapido decorso. E qui viene introdotto il concetto dell'effetto placebo.

 
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