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Orari di apertura della segreteria: Dal LUNEDI’ al VENERDI' dalle 8.30 alle 13.00 - MARTEDI' E GIOVEDI' fino alle 15.30 (Contatti telefonici: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30)

Le relazioni di L. Carletti. Medicinali e Alimenti Veterinari e relativa legislazione, Il consumo di farmaci degli anziani, La Farmacopea Ufficiale Italiana XI Edizione, Corso di formazione clinica per il Farmacista, Farmaci ed Integrazione Sportiva

 

ORDINE DEI FARMACISTI

PESARO & URBINO

 

RELAZIONI
FINALI
CORSI ECM

2003 – 2004

(dr.ssa Lucia Carletti)

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ORDINE DEI FARMACISTI DI PESARO & URBINO

Relazione Finale Corso ECM

Corso di Addestramento

"Medicinali e Alimenti Veterinari e relativa legislazione

Pesaro, 8-9 maggio 2003

Nei giorni 8 e 9 maggio ’03 si è svolto il Corso di addestramento "Medicinali e alimenti veterinari e relativa legislazione".

Le serate sono state organizzate dall’Ordine dei Farmacisti di Pesaro e Urbino in collaborazione con quello di Forlì - Cesena: relatori della serata sono stati il Dottor Marcello Tordi, veterinario e dirigente 1° livello servizio Veterinario AUSL di Forlì ed il Dottor Paolo Sarti, farmacista e consigliere dell’Ordine dei Farmacisti di Forlì-Cesena. Hanno presenziato 100 farmacisti.

La finalità del corso era quella di aggiornare il farmacista sulle caratteristiche dei medicinali veterinari, sulle modalità di distribuzione e sulla normativa relativa alla spedizione delle ricette in farmacia, nonché sulle tipologie di alimenti e sulla loro relativa normativa.

Contenuti Didattici

Il Dr. Sarti ha subito evidenziato che fino al ’92 non esisteva alcuna normativa specifica in campo veterinario, nonostante la rilevanza sulla salute pubblica dell’argomento. Proprio per tutelare la salute pubblica, gli animali vengono suddivisi dalla vigente normativa in 2 categorie:

animali da reddito
animali da compagnia
La legislazione, cui sono sottoposti i farmaci, tiene conto, dunque, di tale suddivisione e prevede diversi tipi di ricetta:

ricetta veterinaria in copia semplice
ricetta veterinaria non ripetibile in copia semplice
ricetta veterinaria non ripetibile in triplice copia
Ricetta

Medicinale veterinario

e destinazione

Adempimenti del farmacista

Documentazione

veterinaria

Ricetta non ripetibile

in triplice copia,

compilata in ogni sua parte con penna indelebile

valida 7 giorni lavorativi

Medicinali per

animali da reddito,

prescritti:

ad animali da reddito o

ad animali da compagnia.

Timbro, data, prezzo e firma, rendere la copia gialla all'acquirente,

inviare la copia azzurra

alla Usl entro 7 giorni.

Conservare 3 anni la ricetta, insieme alla fattura.

Ricetta non ripetibile specie animale, nome e cognome, indirizzo del proprietario, dosaggio e posologia, data e firma

valida 3 mesi.

Medicinali "non ripetibili",

medicinali ad uso umano,

per animali da compagnia.

Timbro, data e prezzo,

trattenere la ricetta e

conservarla per 6 mesi.

le ricette si conservano

per 6 mesi.

Ricetta ripetibile specie animale, nome e cognome, indirizzo del proprietario

valida 5 volte in 3 mesi.

Medicinali "ripetibili"

per animali da compagnia.

Timbro, data e prezzo,

la ricetta si rende al paziente

se non è scaduta,

altrimenti si trattiene.

Nessuna.

Senza Ricetta

Medicinali senza obbligo

di prescrizione.

Nessuna.

 

In farmacia oltre ai medicinali veterinari possono essere dispensati gli alimenti, gli alimenti medicamentosi e gli additivi. Ciò è possibile perché un decreto del ’99 stabilisce che le farmacie sono degli intermediari e come tali possono vendere alimenti per uso veterinario, previo riconoscimento o registrazione. Il Dr. Tordi ha posto l’attenzione sull’uso degli additivi in veterinaria, perché si tratta di sostanze di varia natura che oltre a migliorare la produzione animale, possono influire sulla salute dell’uomo che consuma direttamente l’animale o si nutre di derivati dell’animale stesso. Uno dei casi più comuni è l’impiego, come promotori di crescita degli antibiotici: questi migliorando l’assorbimento intestinale provocano un più rapido sviluppo dell’animale, ma si è visto che ciò in alcuni casi ha portato nell’uomo a sviluppare reazioni crociate agli antibiotici.

Il decreto legislativo prevede, inoltre, che vengano messe in atto una serie di procedure codificate di autocontrollo e visto che tali procedure sono sovrapponibili a quelle dell’HACCP per gli alimenti per uso umano, il Dr. Tordi ha fatto vedere come la AUSL di Forlì abbia messo a punto un manuale HACCP che ottemperi agli obblighi previsti dal decreto.

Uno degli ultimi temi affrontati dal Dr. Sarti è stato quello riguardante le modalità d’ispezione in farmacia che almeno una volta all’anno l’unità sanitaria locale dovrebbe effettuare secondo quanto previsto dal D. Lgs. 119/92. Sicuramente oggetto di controllo da parte degli organi di vigilanza si è visto essere la regolare tenuta della documentazione, perciò il Dr. Sarti ha ribadito l’importanza della conservazione dei documenti di acquisto dei medicinali veterinari, del controllo della validità delle ricette non ripetibili in triplice copia spedite, della conservazione delle ricette non ripetibili in triplice copia, della verifica della corrispondenza fra le specialità prescritte con RNRT e i documenti di acquisto e dell’invio della seconda copia delle RNRT all’AUSL di competenza entro una settimana .

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ORDINE DEI FARMACISTI DI PESARO & URBINO

Relazione Finale Convegno

Il consumo di farmaci degli anziani

Pesaro, 15 giugno 2003

Il 15 giugno si è svolto il Convegno "Il consumo di farmaci degli anziani", aperto alla cittadinanza ed al quale hanno partecipato, con la possibilità di acquisire crediti, tutte le professioni sanitarie: Farmacisti, valido per 3 crediti formativi ECM, Infermieri e Medici.

L’evento è stato organizzato dall’Ordine dei Farmacisti di Pesaro ed Urbino in collaborazione con le Facoltà di Farmacia delle Università di Camerino ed Urbino ed è stata l’occasione per rendere pubblici i dati ottenuti dal progetto "I farmaci e l’anziano" finanziato dalla Regione Marche e sviluppato nel Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Medicina Sperimentale dell’Università di Camerino dal Prof. Francesco Amenta e dalla Dr.ssa Claudia Bernardini.

Il progetto attraverso l’analisi del consumo di farmaci da parte della popolazione anziana nella Regione Marche, si proponeva di rilevare informazioni ed elementi sul rapporto farmaco-anziano in termini di "compliance", corretto uso del farmaco, fonti di informazione per il paziente, situazioni di abuso, ottenendo soprattutto indicazioni sulle patologie più frequenti nella popolazione anziana e sulla possibilità di specifici interventi sia in termini di farmacoterapia che di farmacoeconomia.

Alla giornata hanno preso parte in qualità di moderatori il Prof. Mario Grifantini e il Prof. Giorgio Tarzia, rispettivamente preside della Facoltà di Farmacia della Università di Camerino ed Urbino; in qualità di relatori sono intervenuti il Prof. Francesco Amenta, la D.ssa Claudia Bernardini, il Dr. Seyed K. Tayebati, che hanno curato il progetto sin dalle sue prime fasi, il Sen. Giuseppe Mascioni e il Dr. Giorgio Maniscalco, viste le problematiche socio-demografiche connesse all’invecchiamento della popolazine marchigiana e i conseguenti riflessi sul sistema sanitario ed assistenziale.

Il convegno ha rappresentato un rilevante momento di conoscenza della situazione della popolazione anziana marchigiana; un incentivo ad un maggior coinvolgimento del farmacista territoriale nell’analisi dei bisogni di specifiche fasce della popolazione; una risposta al desiderio degli stessi farmacisti, che hanno partecipato all’attuazione del progetto, di adeguare le proprie conoscenze per offrire un servizio ed informazioni di qualità al paziente anziano; inoltre ha messo in luce come la collaborazione tra Ordini professionali, Università e ASL possa portare ad ottimi risultati.

Contenuti Didattici

Gli anziani sono soggetti vulnerabili ai problemi connessi al trattamento farmacologico perché:

assumono diversi farmaci
vanno incontro a cambiamenti fisiologici della farmacocinetica e della farmacodinamica che li rendono più suscettibili a reazioni avverse ai farmaci; le variazioni riguardano principalmente:
assorbimento
metabolismo epatico
eliminazione renale
non aderenza alla terapia con il rischio di sottodosare i farmaci o di ricorrere a troppi medicinali senza consultare il medic diventa quindi molto importante il ruolo del farmacista come educatore sanitario
La nuova realtà demografica nell’Occidente industrializzato di salute e benessere dovuta ad un miglioramento dello stile di vita, allo sviluppo economico e culturale, all’organizzazione dei servizi sanitari ha portato ad un aumento della durata di vita in costante crescita: oggi si prevede di superare i 77 anni per i maschi e gli 80 per le femmine, per arrivare nel 2025 ad avere il 30% della popolazione mondiale oltre i 65 anni.

L’Italia è in linea con i dati mondiali: anzi assieme alla Grecia risulta essere il paese più longevo in assoluto con oltre il 22% della popolazione ultrasessantenne e si prevede che tale percentuale possa arrivare dopo il 2025 al 33%.

Il centro Italia vanta la percentuale più alta di popolazione ultrasessantenne e, dopo l’Umbria, le Marche sono la regione che contribuisce di più al valore nazionale.

La longevità dei marchigiani, superiore alla media nazionale, sarebbe dovuta, a detta di molti, alla vita in città a misura d’uomo, ai tassi d’inquinamento ridotti, ai cibi prodotti secondo la tradizione, al benessere economico e soprattutto al continuo coinvolgimento dell’anziano nelle attività familiari.

La realtà nelle 4 province è risultata essere diversa: Pesaro la provincia più giovane, Macerata la più vecchia. Tutto ciò porta alla necessità di un piano regionale che tenga conto di una popolazione che invecchia più della media nazionale e che sia differenziato nelle varie province.

Le problematiche socio-demografiche connesse all’invecchiamento della popolazione marchigiana ed i conseguenti riflessi sul sistema sanitario ed assistenziale sono stati alla base del finanziamento del progetto "I farmaci e l’anziano" da parte della Regione Marche.

L’indagine è stata condotta presso 122 farmacie aperte al pubblico, 13 ASL e i principali grossisti che riforniscono la regione e, tra i risultati ottenuti, si è visto che:

il 50% degli utenti-pazienti sono anziani
nel 30,3% delle farmacie campione capita spesso che i pazienti anziani richiedano la dispensazione dei farmaci senza ricetta
il 55,7% dei farmacisti ha problemi nel sostituire i farmaci prescritti con farmaci equivalenti ( il dato si riferisce a due anni fa quando ancora non era entrata in vigore la vigente normativa sui farmaci generici!)
oltre il 72,2% degli anziani fa uso di farmaci ipnotico-sedativi: il Tavor è risultato essere il farmaco più venduto
tra le categorie di farmaci più vendute in assoluto sono risultati:
anti-ipertensivi 47%
ansiolitici 10%
lassativi 5%

 

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ORDINE DEI FARMACISTI DI PESARO & URBINO
Relazione Finale Corso ECM

La Farmacopea Ufficiale Italiana C I Edizione:

novità ed approfondimenti per il Farmacista

Pesaro, 6 luglio 2003

Nella giornata di domenica 6 luglio si è svolto il Corso ECM "La Farmacopea Ufficiale Italiana C I Edizione: novità ed approfondimenti per il Farmacista" organizzato dall’Ordine dei Farmacisti di Pesaro e Urbino e tenuto dalla prof. Paola Minghetti.

Il corso è stato accreditato per 4 crediti ECM e ha visto la partecipazione di circa 100 farmacisti. L’evento era stato pensato proprio in coincidenza con l’entrata in vigore delle Norme riguardanti le preparazioni in Farmacia, prevista per 1 luglio ’03 e poi slittata al 1 gennaio ’04. Nonostante la rilevanza dell’argomento, forse complice la bella giornata, il corso ha visto un minore afflusso di partecipanti rispetto al previsto, ma per coloro che sono intervenuti è stato un momento di rilevante crescita professionale, d’approfondimento di tematiche spesso non chiare e in continuo aggiornamento e un’occasione per fare il punto sul futuro del farmacista preparatore.

Il corso si è articolato in due parti: nella prima si è puntata l’attenzione sulla Farmacopea Ufficiale ed i suoi cambiamenti con la nuova edizione, nella seconda si sono analizzate le Norme riguardanti le preparazioni allestite in farmacia.

Contenuti Didattici

In Italia, la Farmacopea è un atto amministrativo, vale a dire è approvata con Decreto Ministeriale ed ha quindi un vigore maggiore di quanto non accada in altri Paesi: l’avviso d’aggiornamenti e l’entrata in vigore sono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

La F.U. è una norma tecnica in bianc la sua stesura è affidata ad una commissione avente le competenze scientifiche idonee.

L’obiettivo della F.U. è di scegliere tra le molteplici sostanze, quelle che possiedono attività terapeutiche, quelle la cui utilità è pienamente stabilita e che sono largamente utilizzate da più di un produttore: non sono quindi incluse in F.U. le sostanze nuovissime (sotto brevetto) e quelle ormai obsolete. Inoltre nella Farmacopea sono date le disposizioni che si ritengono opportune per meglio regolare l’esercizio pratico della farmacia attraverso le otto tabelle. Il Ministero della Sanità provvede ogni 5 anni alla revisione e pubblicazione della Farmacopea; in realtà non è sempre così dipende dalle necessità: è successo così che tra la I C e la C intercorressero più anni, durante i quali sono usciti numerosi supplementi, parte integrante della F.U., mentre tra la C e la C I è passato meno tempo.

La detenzione della F.U. in farmacia è obbligatoria sin dal 1888, ben quattro anni prima della sua I edizione avvenuta nel 1892: da allora ha subito un’evoluzione storica che ha portato all’edizione attualmente in vigore. La principale differenza rispetto alle precedenti edizioni è data dal recepimento dei testi della Farmacopea Europea e dei successivi Supplementi, previo decreto ministeriale e senza traduzione.

La Ph. Eur. IV ed., in vigore da 1 gennaio ’02, è nata nell’ambito del Consiglio d’Europa dall’accordo parziale tra sei Paesi fondatori del MEC: una Commissione ha armonizzato le monografie nazionali riferite alla stessa materia prima in un unico testo valido per tutti gli Stati membri. La conservazione della Ph. Eur. In farmacia non è obbligatoria.

La F.U. C I ed. è quindi costituita da un unico volume, in cui sono presenti testi nazionali, adeguati nella forma di presentazione a quelli europei, e testi europei, contraddistinti da un numero, corrispondente al numero della monografia nella Ph. Eur.. Il Formulario Nazionale, inserito come "Monografie di preparazioni farmaceutiche specifiche", è divenuto parte integrante della F.U..Altri cambiamenti riguardano le Tabelle: alcune sono cambiate nei contenuti, la tabella 2, 3, 4, 5, 7, mentre la 8 è cambiata oltre che nel contenuto, anche nel titolo.

Nella F.U. C I edizione, fra i testi nazionali, figurano le Norme di buona preparazione dei medicinali in farmacia.

La preparazione galenica è parte integrante della pratica in farmacia ed è essenziale per garantire l’assistenza farmaceutica. Possono essere preparati in farmacia:

medicinali magistrali ed officinali
preparazioni a base d’erbe
cosmetici
La preparazione magistrale trova la sua base razionale nell’assicurare al paziente la possibilità di ottenere un medicinale che non è disponibile come prodotto d’origine industriale. Possono essere preparati:

medicinali orfani
prodotti instabili
medicinali in via di registrazione
dosaggi non presenti in medicinali d’origine industriale
formulazioni e/o eccipienti diversi da quelli presenti sul mercato
placebo
Una preparazione in farmacia può essere preparata solo dietro ricetta medica, preparato magistrale, o seguendo le indicazioni della Farmacopea, preparato officinale.

La ricetta medica di una preparazione magistrale deve riportare:nome e cognome del paziente

posologia

composizione quali-quantitativa

forma farmaceuticaLa ricetta magistrale può essere ripetibile (sostanze in Tabella 4), non ripetibile (sostanze in Tabella 3 e 5 e sostanze dopanti), limitativa o ministeriale.

Gli aspetti più innovativi di tali norme riguardano il fatto che esse sono state sviluppate nell’ambito dell’ormai necessario Sistema di Assicurazione della Qualità. Le NBP si applicano non più solo alle preparazioni officinali, ma anche a quelle magistrali ed hanno lo scopo di garantire la qualità del medicinale come supporto imprescindibile all’efficacia e alla sicurezza dello stesso. Nelle Norme viene espresso e sottolineato il principio che la qualità, l’efficacia e la sicurezza dei medicinali preparati in farmacia dipendono anche dall’organizzazione e dalle procedure che il farmacista utilizza per il lavoro di preparazione, in tutte le sue fasi, e di controllo del medicinale. Il farmacista preparatore deve realizzare un Sistema di Assicurazione della Qualità di complessità e formalizzazione commisurato alla tipologia e al carico di lavoro della farmacia, e che è basato su:

responsabilità (chi fa cosa)
pianificazione (che cosa bisogna fare)
documentazione (come e cosa si è fatto)
L’aspetto può sembrare più critico è tenere un’accurata documentazione: essa è costituita dalle procedure che indicano come devono essere svolte determinate attività e dalla registrazione delle attività svolte. La documentazione riguarda i locali, le attrezzature, le materie prime e i preparati magistrali ed officinali. La documentazione riguardante locali ed attrezzature è costituita dai documenti circa l’idoneità, dall’istruzioni per l’uso e dai documenti di manutenzione. Per quanto riguarda la documentazione delle materie prime è sufficiente allegare il certificato d’analisi della sostanza su cui sono già indicate le principali informazioni e a cui vanno aggiunti: il riferimento alla bolla d’acquisto, la data, il numero di riferimento interno attribuito, la firma del farmacista che ha accettato la sostanza. La documentazione dei preparati magistrali ed officinali può essere ottenuta fotocopiando la ricetta ed aggiungendo i dati mancanti: data, composizione quali-quantitativa, numero di riferimento interno delle sostanze utilizzate, riferimento alle procedure operative, data limite di utilizzazione, risultati dei controlli di qualità, firma del farmacista preparatore.

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ORDINE DEI FARMACISTI DI PESARO & URBINO

Relazione Finale Corso ECM

Corso di formazione clinica per il Farmacista

Pesaro, 22-24-31 marzo e 2 aprile 2004

Terzo anno della Formazione Continua dei Farmacisti: l’Ordine dei Farmacisti di Pesaro e Urbino di nuovo in prima linea per garantire ai propri iscritti il numero di crediti sufficienti per l’anno 2004 ad un costo minimo, affrontando tematiche interessanti per la nostra professione e cercando di rendere la partecipazione ai corsi il più agevole possibile a tutti, organizzando due edizioni dello stesso evento.

Nelle serate di lunedì 22, mercoledì 24, mercoledì 31 marzo e venerdì 2 aprile 2004 si è tenuto a Pesaro il corso ECM "Corso di formazione clinica per il farmacista".

Testimonianza dell’interesse suscitato dagli argomenti trattati, la numerosa ed entusiastica adesione, 120 partecipanti, nonostante che ancora non ci fosse stato l’accreditamento da parte del Ministero della Salute, 11 crediti formativi, come si è saputo in seguito.

Nelle quattro serate sono state affrontate alcune tra le più comuni malattie invalidanti che colpiscono frequentemente la popolazione: ipertensione, diabete, retinopatia diabetica, allergia respiratoria.

Ancora una volta va sottolineata la collaborazione e la disponibilità della classe medica nei confronti dell’Ordine dei Farmacisti per la realizzazione di queste serate d’approfondimento culturale.

Contenuti didattici

Dott. G. Maniscalco: "Prevenzione e fattori di rischio dell’ipertensione"

La classificazione dei livelli d’ipertensione del 2003 prevede che la pressione sia il più bassa possibile: si parla di valori ottimali quando la pressione sistolica è 120 mmHg e la diastolica 80 mmHg. Per valori pressori superiori a 140 mmHg (max) e 90 mmHg (min) si parla d’ipertensione: lieve ( p. diastolica tra 90 e 104 mmHg), moderata (p. diastolica tra 105 e 114mmHg) o severa ( p. diastolica uguale o superiore a 115 mmHg).

Nella maggior parte dei casi l’eziologia dell’ipertensione è sconosciuta (i. primaria o essenziale), ma esiste un 5-10% di casi in cui può essere definita una precisa anomalia organica come causa dell’ipertensione (i. secondaria). L’ipertensione secondaria può essere indotta da problemi al rene, tumori, coartazione dell’aorta, dall’assunzione di alcuni farmaci, come ad esempio la pillola anticoncezionale o i ß-stimolanti.

L’ipertensione secondaria è caratterizzata da un marcato aumento dei valori pressori e da scarsa risposta alla terapia farmacologica.

Molto pericolosa, e a volte sottovalutata, è l’ipertensione sistolica isolata: nel paziente anziano capita spesso di rilevare una p. sistolica superiore a 160 mmHg e una p. diastolica inferiore a 90 mmHg. Tali valori sono dovuti ad una ridotta compliance vascolare, causata dall’arteriosclerosi.

Una corretta determinazione dei valori pressori prevede che la prima volta la pressione sia misurata in entrambe le braccia, in seguito sempre nel braccio dove è risultata più elevata.

I valori pressori di riferimento variano a seconda di come / dove viene rilevata la pressione:

sfigmomanometria clinica: c’è una emotività superiore del paziente e quindi valori
normali sono 140/90 mmHg

automisurazione domiciliare: i valori normali scendono 135/85 mmHg
holter pressori è il monitoraggio della pressione nelle ventiquattro ore, i valori si
abbassano ulteriormente 125/85 mmHg

Fattori di rischio per l’ipertensione son

età: >55 per gli uomini; >65 per le donne
abitudine al fumo
dislipidemia
familiarità per malattie cardiovascolari precoci
diabete mellito
obesità addominale
proteina C reattiva elevata
Il valore pressorio va considerato valutando le condizioni di rischio aggiuntive: un soggetto con valori elevati di colesterolo, con l’abitudine al fumo con una pressione 140/90 mm Hg presenta una stratificazione del rischio e va trattato.

Una pressione elevata va trattata perché nel tempo provoca danno d’organ cardiaco, oculare, renale, SNC.

L’ipertensione si può tenere sotto controllo in primo luogo a tavola riducendo il sale e aumentando il consumo di frutta e verdura, poi è necessario fare esercizio fisico e quindi la terapia farmacologica, che va iniziata gradualmente, soprattutto se il paziente non è giovane e se ci sono complicazioni come la sclerosi dell’aorta o bronchiti, considerando la compliance del paziente e valutando anche la possibilità di terapie d’associazione per ottenere migliori risultati.

Dott. A. Spalluto: "Fisiopatogenesi del diabete mellito e sue complicanze: attualità in tema di trattamento farmacologico"

Le cellule utilizzano il glucosio, principale fonte di energia dell’organismo, per funzionare. La glicemia è la misurazione del tasso di glucosio presente nel sangue. Valori normali di glicemia a digiuno sono compresi tra 80 e 110 mg/dl.

Quando i valori di glicemia sono compresi tra 111 e 125 mg/dl si parla di ridotta glicemia a digiuno (IGF); per valori superiori o uguali a 126 mg/dl rilevati per due volte di seguito a distanza di una settimana si parla di diabete clinico.

In presenza di IGF si procede ad un ulteriore accertament la curva da carico di glucosio (OGTT). Quest’esame consiste nella misurazione del tasso di zucchero presente nel sangue dopo l’assunzione di una quantità determinata di glucosio, nello studio delle variazioni e nella valutazione del tempo impiegato dall’organismo a ritornare ad un tasso stabile. Il paziente, a digiuno, assume 75 g di glucosio dissolto in 250 cc di acqua: si effettua, quindi , un primo prelievo per lo studio della glicemia a tempo zero, poi si rinnovano i prelievi ogni mezz’ora, per un periodo totale di 3 ore. Se al termine dell’esame la glicemia risulta essere uguale o superiore a 200 mg/dl si parla di diabete, altrimenti si è in presenza di una ridotta tolleranza glicidica.

Il diabete mellito (DM ) è un’alterazione metabolica caratterizzata da iperglicemia che può dipendere da un deficit di insulina, sia assoluto che relativo. La diminuita attività insulinica può essere secondaria ad una ridotta disponibilità di questo ormone, ad una sua ridotta efficacia biologica, oppure alla combinazione di questi due fattori.

Il DM viene classificato in due principali categorie diagnostiche:

diabete primario (I) o non insulino-dipendente: si verifica prevalentemente in giovane
età;

è dovuto alla mancanza d’insulina;

necessita di terapia insulinica;

diabete secondario (II) o insulino-dipendente: si manifesta dopo i 40 anni;
l’insulina è presente ma non sufficiente;

non richiede terapia insulinica.

Il DM tipo II è caratterizzato da un deficit, per lo più parziale, della secrezione d’insulina associato a resistenza dei tessuti periferici (fegato, muscoli e tessuto adiposo) all’azione dell’ormone. Esiste una suscettibilità genetica a sviluppare il DM tipo II, in presenza della quale fattori di rischio come:

obesità
età >50 anni
peso alla nascita <3 kg o >4 kg
sedentarietà
elevato apporto calorico
possono portare al precipitare della malattia.

Il DM va trattato perché a lungo andare porta a patologie a carico dei piccoli vasi, per lo più retina e rene (microangiopatia), aterosclerosi (macroangiopatia) e neuropatia.

Dott. B. Giannotti: "Retinopatia diabetica: diagnosi e trattamento precoci"

La retinopatia diabetica rappresenta la più frequente complicanza del DM: si verifica nel 50% dei pazienti con controllo inadeguato dopo circa 10 anni di malattia. La retinopatia consiste in un progressivo deterioramento della microcircolazione retinica. Pur limitandosi per lo più a provocare difetti parziali della visione può condurre, in una percentuale significativa di casi, a perdita completa del visus, costituendo una delle più comuni cause di cecità nei Paesi sviluppati tra i soggetti tra i 45 ed i 65 anni di età. La retinopatia viene distinta in non proliferativa (o semplice) e proliferativa.

La retinopatia semplice è caratterizzata, negli stadi iniziali, da aumentata permeabilità capillare, rilevabile tramite fluoroangiografia: si inietta nella vena del soggetto della fluorescina, che va a localizzarsi nei microaneurismi, che divengono così visibili all’esame dell’oculista. In seguito alla fuoriuscita di plasma dai capillari si formano tipici essudati duri. Gli essudati cotonosi invece rappresentano microinfarti, aree non perfuse circondate da capillari dilatati. La retinopatia semplice non determina in genere disturbi visivi a meno che non venga interessata la macula.

La retinopatia proliferativa è caratterizzata da neovascolarizzazione della retina e comparsa di lesioni cicatriziali. Complicanze di questa retinopatia sono l’emorragia vitreale ed il distacco di retina.

Fattori di rischio per la retinopatia diabetica possono essere distinti in:

non modificabili: genetici
età avanzata

sesso maschile

perdurare del DM

modificabili: dieta
ipertensione

glicemia

gravidanza

La diagnosi viene effettuata dall’oculista tramite:

oftalmoscopia con midriatico
fluoroangiografia
determinazione dello spessore retinico
La terapia prevede il controllo della glicemia e della pressione e l’intervento con laser. Il limite del laser è che stabilizza la retinopatia e va eseguito prima che ci sia una riduzione visiva significativa, tanto più che esso stesso provoca degenerazione e quindi riduzione visiva.

Dott. M. Ugolini: "Sindromi allergiche respiratorie: eziopatogenesi, sintomatologia e terapia"

La comparsa di sindromi allergiche respiratorie è determinata dal fattore genetico, necessario ma non sufficiente, e dall’esposizione a determinate situazioni ambientali. Il rischio di contrarre malattie allergiche in caso di tara bifamiliare è superiore al 70%.

Rinite e asma bronchiale sono le manifestazioni cliniche delle allergie respiratorie. Esse sono in aumento nella popolazione con un impatto socio-economico elevat basti pensare che l’1-2% della spesa farmaceutica globale riguarda le sindromi allergiche respiratorie.

Una rinite allergica è IgE mediata ed è caratterizzata da:

rinorrea acquosa
ostruzione nasale
starnuti eccessivi
Si differenzia da un comune raffreddore per l’inizio improvviso, segni oculari, assenza di sintomi sistemici, durata da poche ore a 2-3 giorni, ereditarietà.

Un’asma allergica è IgE mediata ed è caratterizzata da:

tosse
costipazione toracica
sibili respiratori
L’asma è una malattia cronica delle vie respiratorie, può essere scatenata da infezioni virali, dal freddo, dalla nebbia, da polveri, dallo sforzo, da una risata (iper reattività aspecifica).

L’eziologia di queste affezioni è riconducibile a:

pollini
acari
miceti
cani, gatti
La diagnostica prevede un colloquio con il paziente per verificare l’eventuale predisposizione familiare e la descrizione dei sintomi. Quindi si procede ad accertamenti clinici sulla pelle o sul sangue.

Il prick test è il primo esame che di norma viene eseguit si tratta di fare delle epidermiche con delle lancette e una goccia di allergene, aspettare dieci minuti e verificare l’entità dei ponfi con il controllo (istamina).

In soggetti con dermatiti diffuse, allergie a farmaci, con trascorsi di reazione anafilattica, che non possono sospendere l’antistaminico o il cortisone con cui sono in cura, nei bambini, si preferisce procedere con il dosaggio delle IgE specifiche nel sangue (RAST).

La profilassi consiste nell’evitare il più possibile il contatto con l’allergene; se si tratta di pollini si dovranno evitare le attività all’aria aperta, soprattutto nelle ore centrali della giornata o dopo temporali e andranno consultati i calendari pollinici; se si tratta di acari particolare attenzione dovrà essere posta all’ambiente in cui si vive (mobili lisci, niente tappeti, libri, peluche, moquette ecc.).

La terapia farmacologica prevede l’uso di antinfiammatori, broncodilatatori, sintomatici.

Inoltre in alcuni casi si può ricorrere alla terapia iposensibilizzante specifica, che consiste nello somministrare l’allergene per os o sottocute, in dosi crescenti per ottenere una diminuzione della sensibilità verso quel determinato allergene.

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Ordine dei Farmacisti Pesaro & Urbino

"Farmaci ed Integrazione Alimentare nell’Attività Sportiva"

Urbino, 6 Giugno 2004

Il 6 giugno 2004 si è svolto il convegno "Farmaci ed Integrazione Alimentare nell’Attività Sportiva", aperto a tutti gli operatori e accreditato nel programma ministeriale ECM per Farmacisti.

L’evento è stato organizzato dall’Università degli Studi di Urbino, Facoltà di Farmacia, Facoltà di Scienze Motorie, Facoltà di Giurisprudenza, in collaborazione con l’Ordine dei Farmacisti di Pesaro & Urbino.

Alla giornata sono intervenuti cinquanta farmacisti, di questi, ai sei facenti parte della Scuola dei Farmacisti, l’Università ha garantito l’iscrizione e la partecipazione gratuita, come riconoscimento per l’adesione alla prima sessione sperimentale della Farmacia Simulata.

L’interesse e l’attualità delle problematiche affrontate, la professionalità e competenza dei relatori hanno ampiamente ripagato le aspettative dei partecipanti, nonostante il protrarsi della discussione ed il costo del corso, 35€, elevato in rapporto ai 4 crediti legati all’evento.

I lavori si sono aperti con il saluto del Preside della Facoltà di Farmacia, Prof. Giorgio Tarzia, che ha ringraziato l’Ordine dei Farmacisti per la sua collaborazione.

Il Presidente dell’Ordine dei Farmacisti, Dott. Romeo Salvi, ha poi sottolineato come dalla sinergia tra Università ed Ordine continuino a scaturire ottime iniziative, convegni, corsi di aggiornamento e, soprattutto, come sia potuto nascere e concretizzarsi il progetto de "La Farmacia Simulata", primo esempio in Italia, di uno spazio all’interno dell’Università, concepito per accogliere gli studenti e fornire loro strumenti per l’applicazione pratica dell’espletamento del tirocinio e della professione.

Il dibattito ha affrontato tutti gli aspetti relativi alla tematica del convegn il doping ed i suoi aspetti farmacologici e tossicologici, Prof. Piero Sestili; l’integrazione alimentare dal fitness all’allenamento avanzato, Prof. Pierluigi Pompei; il trattamento farmacologico delle patologie dello sportivo, Prof. Piero Benelli; infine il Prof. Lucio Monaco ha affrontato gli elementi giuridici e normativi.

Numerosi gli spunti di riflessione scaturiti dalle relazioni.

La constatazione che l’abuso di sostanze appartenenti a classi proibite, individuate dal CIO, è più presente in certi sport (ciclismo, culturismo), ma è comunque diffuso trasversalmente, anche in competizioni di freccette o di bigliardo (alcool), e non solo a livello agonistico, ma anche dilettantistico. Da qui l’importanza di formare i giovani che si avvicinano allo sport. Iniziative, come quella promossa dalle scuole elementari di Pesaro in collaborazione con alcuni Farmacisti dell’Ordine di Pesaro & Urbino, in occasione delle mini Olimpiadi dei bambini, tenutesi a Pesaro nel maggio ‘04, in cui si è cercato di avvicinare i ragazzi a tutti gli sport, sottolineandone gli aspetti del gioco, del divertimento, della lealtà, dell’agonismo, della preparazione e dell’impegno, andrebbero sicuramente incentivate, vista anche la buona accoglienza che ha ricevuto questa iniziativa, sia da parte dei ragazzi, che degli insegnanti e dei genitori.
Il ruolo del Farmacista nel consigliare al meglio lo sportivo, individuando il soggetto (età, sesso, eventuali problemi di salute, abitudini, allenamento) e il tipo di sport praticato (stop and go o di resistenza) e nel sottolineare l’importanza del regime alimentare come punto di partenza per ottenere buone prestazioni fisiche: non esiste alcun atleta la cui condizione atletica non possa essere migliorata da un programma alimentare personalizzato. Anzi è vero il contrario, per cui la prestazione dell’atleta può essere condizionata da una alimentazione inadeguata o insufficiente.
Importante è il ruolo che il Farmacista può svolgere nello sfatare i miti che circolano tra gli sportivi riguardo l’uso di integratori. Se è vero che alcuni supplementi aiutano gli atleti in alcuni sport in certe condizioni è altrettanto vero che molti supplementi sono immessi nel mercato e promossi sulla base di benefici teorici, spesso derivati da limitati studi sull’uomo, senza fondamenti scientifici per un uso sportivo. Due esempi: se ha senso fare uso di sostanze, quali la creatina, in previsione di una gara o comunque ciclicamente, non ne ha farne un uso continuativo; gli aminoacidi, largamente impiegati dagli sportivi, in realtà presi per os, alle dosi abituali, sono inefficaci.
Anche per quello che riguarda i rischi per l’atleta a lungo termine, collegati all’uso di sostanze proibite, o anche all’abuso di sostanze consentite, si sa ancora poco, mentre sono risaputi gli effetti tossici a breve termine, la loro dipendenza dalla dose e talvolta da fattori ambientali (amfetamine e temperatura esterna).
Il Farmacista dovrebbe anche sensibilizzare lo sportivo sul dove acquistare determinati prodotti. Gli integratori sportivi presenti in farmacia hanno ricevuto l’approvazione ministeriale: si tratta, quindi, di prodotti sicuri, privi di eccipienti tossici (metalli pesanti, chelanti), garantiti dalla produzione, allo stoccaggio, alla distribuzione finale. E questo non è altrettanto vero per integratori acquistati in altri contesti.
Conoscere le categorie in cui sono inseriti i farmaci: a restrizione d’uso, quantità dipendenti, incluse nel programma di monitoraggio 2004 WADA, sostanze specifiche, diventa importante qualora il Farmacista debba consigliare un atleta per favorire una guarigione efficace da eventuali patologie ed un ripristino rapido delle condizioni fisiologiche, salvaguardando la carriera sportiva e rispettando leggi e regolamenti.
Ritardo nel recepimento in Italia della legge doping: si tratta di una legge con tre soli anni di applicazione, pochi strumenti a disposizione, indagini lunghe e troppo spettacolarizzate, volta a salvaguardare la salute del singolo sportivo e l’agonismo.